Fino al 15 maggio sarà visitabile l’installazione About Silk realizzata in occasione della Milano Design Week da Ai Weiwei in collaborazione con Rubelli, azienda veneziana leader nel settore dell’arredamento tessile d’alta gamma. Ispirato da un viaggio in Cina Nicolò Rubelli, CEO dell’omonima realtà, sceglie di condividere con il pubblico della settimana più calda del design internazionale una declinazione linguistica e semantica dell’oggetto della sua attività: il tessuto.

I due disegni originali dell’artista The Animal that Looks like a Llama (But is Actually an Alpaca (2015) e Finger (dalla serie Study of Perspective) sono il modello di partenza degli artigiani che traducono sapientemente il tratto in materia vibrante: più di 100 trame e ricami in seta e fili metallici danno vita a una superficie unica, punto di incontro tra ideali e tradizione. I prestigiosi tessuti esposti presso lo showroom di via Fatebenefratelli integrano il lusso del tessile con i simboli dell’artista in un’installazione immersiva e densa di significati.
The Animal that Looks like a Llama richiama esplicitamente il vissuto del Maestro, arrestato nel 2003 a Pechino e detenuto per 81 giorni in condizioni estreme per aver sfidato il regime, come giá testimoniato nel 2013 alla Biennale di Venezia con l’opera S.A.C.R.E.D. Dalle telecamere, simbolo di potere oppressivo e controllo sociale, alle catene che nella stoffa acquisiscono una dimensione tridimensionale a indicare il potere salvifico e liberatorio dell’arte, il messaggio veicolato trova una dimensione altra per esprimersi e potenziare ulteriormente il suo potere narrativo e accusatorio. Due animali richiamano l’attenzione a tematiche attualissime: l’uccellino di Twitter, oggi X, portatore di una presunta libertà di parola e espressione e il lama, letteralmente “maestro spirituale” emblema della lotta contro il “Grande Firewall” cinese che censura e limita i principali siti web mondiali.

Finger è ambasciatore dell’ironia tagliente di Ai Wei Wei: diventata iconica grazie alla serie di fotografie che ritraggono il dito medio dell’artista con lo sfondo di opere e monumenti chiave del potere e della cultura internazionale, l’opera invita il pubblico a interrogarsi e ribellarsi all’autorità condividendo una forma seppur temporanea e evanescente di ribellione. Il progetto diventa digitale nel 2023 in collaborazione con Avant Arte, per volere dello stesso artista con il lancio dell’hashtag provocatorio #studyofperspective.
Nell’ambiente che separa le due opere troneggia un divano progettato da Wei Wei dalle marcate linee geometriche che, seguendo il concetto di prospettiva alternativa, ingannano lo spettatore sulle sue dimensioni, stagliandosi su uno sfondo del medesimo tessuto (dall’opera The Animal that Looks like a Llama). Formafantasma cura invece un altro elemento che arricchisce di storia e memoria l’intera mostra, ovvero delle teche espositive custodi di manufatti antichi, documenti originali, frammenti tessili che rappresentano la tradizione veneziana e pone in dialogo le iconiche chinoiserie settecentesche con la produzione nostrana che ha dominato il mercato per interi secoli.

A concludere l’experience un documentario firmato dal regista argentino Felipe Sanguinetti, ambientato tra il Downing College di Cambridge e sede comasca del brand per scoprire il motore della ricerca di Ai Weiwei e come questo si può coniugare con il prodotto tessile. Come nella moda, il tessuto si offre come tela bianca per ospitare una concezione politica e artistica giá radicata reinterpretandola con tecniche e linguaggi che aprono nuovi sguardi e indicano inedite direzioni di pensiero.
“Esprimersi è parte dell’essere umano. Essere privati della voce significa sentirsi dire che non si è partecipi della società; in definitiva, è una negazione dell’umanità”(Ai Wei Wei)
Un inaspettato ponte tra Oriente e Occidente che porta il pubblico a chiedersi quali siano ancora i confini, i limiti e le sfide che dividono queste due facce del globo, origine di conflitti, tensioni politiche ed economiche che segnano inevitabilmente il quotidiano di tutti noi. Capro espiatorio o punto di incontro? Il lusso funge da cassa di risonanza altera e silenziosa per tutti quei valori che sono e sono stati difesi, sofferti e tramandati nel tempo e che, forse, possono trovare terreno fertile proprio nelle loro controverse origini.




