A Tortona un nuovo Boccioni acquisito dalla Pinacoteca Divisionismo

L’identità culturale di Tortona, piccola cittadina in provincia di Alessandria, affonda le sue radici in una tradizione pittorica profondamente segnata dalla figura di Giuseppe Pellizza da Volpedo, maestro del divisionismo e voce autorevole nel dibattito artistico tra Milano e Torino alla fine dell’Ottocento. Un periodo di grande fermento, in cui questa tecnica pittorica audace e innovativa si affermò come mezzo capace di tradurre in pittura le tensioni sociali e le ricerche luministiche dell’epoca.

Proprio in virtù di questo legame e della storia che unisce la città all’arte, alla fine degli anni Novanta la Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona decise di dare nuova vita a un nucleo di opere raccolte nel tempo dall’istituto bancario da cui aveva avuto origine. Fu l’inizio di un progetto ambizioso: non solo conservare quel patrimonio, ma anche arricchirlo e valorizzarlo, rafforzando il legame con il territorio e i suoi protagonisti.

Pinacoteca Divisionismo Tortona_veduta

Dal 2001, anno di apertura al pubblico della Pinacoteca, il progetto Pinacoteca Divisionismo Tortona si è sviluppato come un’esposizione permanente dedicata al divisionismo, offrendo una panoramica sulle diverse espressioni pittoriche dei suoi protagonisti. Accanto ai grandi maestri, trovano spazio anche artisti meno noti, che hanno dato il loro contributo con visioni originali e sperimentazioni significative, arricchendo ulteriormente il panorama artistico dell’epoca.

Il percorso espositivo della Pinacoteca si articola in un dialogo serrato tra le diverse anime del divisionismo: dalla pittura sociale alla ricerca luministica, dal simbolismo alle avanguardie futuriste che proprio dal divisionismo trassero ispirazione per il loro linguaggio moderno. Oggi la collezione conta oltre 145 opere di 59 artisti.

Pinacoteca Divisionismo Tortona_veduta

Tra i capolavori esposti figurano Il cammino dei Lavoratori e Il ponte di Pellizza da Volpedo, Il reddito del pastore di Giovanni Segantini, Portinaia di Medardo Rosso, Piazza Caricamento a Genova di Plinio Nomellini, Mi ricordo quand’ero fanciulla e Le ultime mosse di Angelo Morbelli, Pascolo di Carlo Fornara, La venditrice di frutta e Le stelle di Emilio Longoni, Penombre di Gaetano Previati, Autoritratto di Gino Severini, Ritratto di Armando Mazza di Umberto Boccioni e Fallimento di Giacomo Balla. Accanto a questi grandi nomi, trovano spazio opere di artisti meno noti, ma altrettanto preziosi per comprendere l’evoluzione del divisionismo.

In costante dialogo con altre istituzioni museali di rilievo, la Pinacoteca si inserisce in una rete culturale che, in sinergia con i Musei Pellizziani di Volpedo, contribuisce alla valorizzazione del territorio e della sua storia artistica.

Umberto Boccioni_Maestra di scena. Ritratto della signora Adalgisa Maffi, 1909

Proprio grazie alla sua continua ricerca e desiderio di evoluzione, la Pinacoteca si arricchirà di un nuovo capolavoro: Maestra di scena. Ritratto della signora Adalgisa Maffi (1909) di Umberto Boccioni. Un’opera che segna un momento cruciale nella ricerca dell’artista, in bilico tra il divisionismo e le prime tensioni espressioniste e futuriste.

Il dipinto, presentato per la prima volta nel 1910 nella mostra personale di Boccioni a Ca’ Pesaro, restituisce l’intensità di una figura immersa in un’atmosfera luminosa e vibrante. La luce e il colore costruiscono l’immagine con straordinaria forza espressiva, evocando suggestioni simboliste e richiamando la lezione di Gaetano Previati.

Gaetano Previati_Adorazione dei Magi, 1892

A partire da giugno, l’opera entrerà a far parte del percorso espositivo della Pinacoteca, affiancandosi a un’altra importante acquisizione recente: Il cammino dei Lavoratori (1898-1899) di Giuseppe Pellizza da Volpedo, studio preparatorio per Il Quarto Stato. Due capolavori che rafforzano ulteriormente il ruolo della Pinacoteca come centro di riferimento per la conoscenza del divisionismo e delle sue influenze sulle avanguardie del Novecento.

La Pinacoteca Divisionismo Tortona continua così la sua missione di valorizzazione e ricerca, offrendo al pubblico un viaggio sempre più ricco attraverso le sperimentazioni e le visioni di un’epoca che ha segnato profondamente la storia dell’arte

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