A Torino Daria Koltsova trasforma un chiosco di piazza San Carlo in un archivio di luce e memoria

In occasione della Torino Art Week 2025, l’artista ucraina Daria Koltsova presenta Postcards from Home, un’installazione site-specific che interviene su un chiosco storico di piazza San Carlo trasformandolo in un luogo di riflessione sulla memoria, la perdita e la resilienza. Curata da Valeria Radkevych, l’opera sarà visibile dal 30 ottobre al 6 novembre 2025 nell’ambito della RINO Art Week, il programma diffuso che anima gli spazi urbani torinesi con progetti temporanei di arte pubblica.

Koltsova, nata a Kharkiv nel 1987 e oggi residente a Parigi, utilizza la vetrata come medium per tradurre in immagini astratte i paesaggi dell’Ucraina. Le finestre del chiosco vengono sostituite da pannelli di vetro colorato, ciascuno realizzato nelle dimensioni di una cartolina. L’idea nasce dal desiderio di costruire un archivio intimo di ciò che la guerra tende a cancellare: i luoghi dell’infanzia, i colori della terra, la percezione di appartenenza a un orizzonte comune. Le vetrate evocano così un paesaggio interiore, dove la memoria si sovrappone al tempo e la luce diventa strumento di conservazione.

Il titolo del progetto, Postcards from Home, richiama un gesto semplice e universale: quello di inviare un’immagine per mantenere un legame con ciò che si è lasciato. Nelle parole dell’artista, “non si fugge mai davvero da soli: si portano con sé i ricordi, le storie, le cartoline del proprio passato”. Il chiosco assume quindi un valore simbolico di rifugio e di spazio transitorio, luogo d’incontro tra la memoria privata e quella collettiva.

Dal punto di vista formale, Koltsova lavora per sottrazione. Ogni paesaggio è ridotto a una composizione cromatica essenziale, in cui prevalgono il blu e il giallo — i colori della bandiera ucraina — che diventano metafora visiva del cielo e del grano, elementi costitutivi dell’identità nazionale. La trasparenza del vetro amplifica la relazione con la luce naturale: di giorno, l’opera cambia tonalità in base all’ora e alle condizioni atmosferiche; di notte, restituisce una luminosità intima, come se il chiosco custodisse al suo interno un respiro.

L’artista utilizza una tecnica tradizionalmente associata all’architettura sacra per sottolineare la dimensione spirituale del paesaggio. La vetrata, in questo contesto, non rimanda alla religione ma a una forma laica di fede: quella nella capacità rigenerativa della natura e nella forza della memoria. Portare la luce all’interno di una struttura chiusa significa restituire valore a ciò che la guerra oscura, trasformando un elemento urbano ordinario in un dispositivo di ascolto e contemplazione.

Il progetto di Koltsova si colloca in continuità con una ricerca che da anni affronta il rapporto tra arte, trauma e memoria collettiva. In precedenti lavori, l’artista aveva già esplorato la tensione tra distruzione e cura, utilizzando materiali fragili come il vetro o la ceramica per interrogare la possibilità di ricomporre ciò che è stato infranto. Postcards from Home prosegue questo percorso, ma lo fa in una dimensione pubblica e accessibile, in dialogo diretto con la città e i suoi abitanti.

All’interno del programma della RINO Art Week, l’installazione di Koltsova assume un ruolo di equilibrio tra poetica personale e urgenza contemporanea. La scelta di piazza San Carlo — spazio simbolico della vita torinese — amplifica il senso del gesto: l’arte non si limita a rappresentare il conflitto, ma tenta di ridefinire il modo in cui la memoria può essere condivisa nello spazio urbano.

Il chiosco di Postcards from Home diventa così un archivio di luce in cui la dimensione estetica e quella etica coincidono. La semplicità del dispositivo — una struttura chiusa che lascia filtrare il colore — traduce con efficacia il tema centrale del lavoro di Koltsova: trasformare la fragilità in forma visiva, restituendo alla città un luogo di quiete e di ascolto.

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