A Rio de Janeiro una galleria trasporta la cultura brasiliana in ambito internazionale

A Rio de Janeiro, in un contesto urbano verace e popolare, si accende una luce, anzi se ne accendono due. Sono quelle della doppia sede della galleria A Gentil Carioca, simbolo della cultura brasiliana ma con un respiro internazionale. I due spazi espositivi si affacciano sulla stessa strada, la Rua Gonçalves Lédo, a poca distanza tra loro. Qui siamo nell’area del centro storico chiamata Saara, è il nido di piccoli mercati tra prodotti tipici e cianfrusaglie, a pochi passi dall’iconico Gabinetto Reale Portoghese di Lettura.

L’ultimo talento presentato dalla galleria, al numero 11 di Rua Gonçalves Lédo, è Kelton Campos Fausto, classe 1996, originario di San Paolo. La sua mostra personale ha un titolo lirico: Ègbé ọ̀run Ẹgbẹ́ àiyé (“Società del cielo, società della terra” nella sua traduzione italiana). Ci si muove tra il fantastico e il terribile, con un invito a riflettere sugli inevitabili transiti tra vita e morte. “Esseri con le lingue più grandi delle loro bocche, piogge di sabbia e processioni tra le nuvole, è un costante confrontarsi con la finitudine di ciò che l’uomo conosce e con l’infinità di ciò che non può essere conosciuto”, racconta il curatore Matheus Morani.

Kelton opera all’interno di una rottura tra materiale e immateriale, esplorando le relazioni tra il regno spirituale, Àiyé, e quello terrestre, Ọ̀run, secondo la cosmologia Yoruba, e proponendo al pubblico una maggiore apertura alla sensibilità, al mistero e a tutto ciò che è perenne inquietudine per l’essere umano. L’artista non ha mai perso di vista che, sotto questa dura finzione di cemento, esiste la terra dalla quale ogni uomo proviene e verso cui si è diretti. Una posizione ambientalista e teleologica al tempo stesso. Ogni quadro è popolato da figure in nero. Sono sagome, ombre del vissuto, spiriti incarnati.

Si muovono su sabbie infinite, tra anfore disperse e cupole, sotto un cielo che non c’è. Hanno sguardi penetranti che nascono da occhi senza volto. Queste immagini recuperano una tradizione pop nell’impostazione cromatica e grafica, con un’iconografia essenziale. Quello che c’è ha un sapore etnico, autentico, genuino. C’è una sacralità popolare in queste icone di un tempo senza tempo. Un arcaico contemporaneo affiora sulla superficie. C’è sofferenza in quei corpi, c’è dedizione al sacrificio. Eppure, c’è una carica trasgressiva, una forza che viene dalle radici, dalle origini, e si fa sempre più energia innovativa. 

A Gentil Carioca ha una ricca storia compressa in poco più di un ventennio. È stata fondata il 6 settembre 2003 da tre artisti: Márcio Botner, Ernesto Neto & Laura Lima. Nasce inizialmente come centro culturale per dare spazio e occasione ai giovani artisti locali di mostrare i loro lavori. Il progetto ha iniziato a prendere una forma sempre più solida e presto è diventata una vera e propria galleria d’arte contemporanea. In questo processo strutturale è stato fondamentale l’ingresso come socia e direttrice di Elsa Ravazzolo Botner, coniuge di Márcio.

Pochi mesi dopo i fondatori si accorsero di avere tra le mani un tesoro prezioso. Avevano ricevuto circa 200 candidature da artisti provenienti da tutto il Brasile. Fu così che decisero di lanciare l’open call “Abre alas” poco prima dell’inizio delle celebrazioni per il Carnevale di Rio. Infatti, l’espressione “abre alas” si riferisce proprio al carro che apre la sfilata delle scuole di samba. È a seguito dell’importante riscontro ricevuto che, dal 2005, A Gentil Carioca ha inaugurato il proprio calendario espositivo divenendo una vetrina per artisti internazionali.

Nello stesso anno la galleria ha introdotto un progetto di arte pubblica, la “Parede Gentil”, a conferma dell’attenzione alla crescita culturale del proprio territorio. Gli artisti sono invitati a creare delle installazioni sulla parete esterna di fronte alla galleria, che rimane in allestimento per quattro mesi. Tra artisti, collettivi e curatori, la “Parede Gentil” ha ospitato nomi del calibro di Anna Bella Geiger, Paulo Bruscky, Marcos Chaves, Lenora De Barros, Neville D’Almeida, Guga Ferraz, Carla Zaccagnini, Nico Vascellari, Gabi Gusmão, Maria Nepomuceno, Arjan Martins, Opavivará! e molti altri.

Dal 2021 A Gentil Carioca ha, inoltre, inaugurato la propria sede a San Paolo nel quartiere di Higienópolis e attesta, stagione dopo stagione, la propria presenza nelle fiere d’arte contemporanea più rilevanti tra America settentrionale ed Europa.

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Pietro Battarra
Pietro Battarra
Pietro Battarra, giornalista e critico d’arte, collabora con l’azienda italiana WoV Labs promuovendo il Digital Product Passport (DPP) come certificazione digitale su blockchain per gli oggetti di valore della realtà fisica e, nello specifico, nel settore culturale. Nato a Caserta nel 1999, Pietro Battarra vive a Milano dal 2017, dove lavora nel mondo della moda come modello, con molteplici esperienze internazionali, legando la sua immagine ad alcune delle più prestigiose aziende del fashion. È giornalista pubblicista dal 2019 e si è laureato nel 2022 in Scienze della comunicazione all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli con un master in Marketing e Digital Innovation per l’Arte e la Cultura alla 24Ore Business School nel 2023.

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