“7 volte 7” l’installazione di Patrizio Travagli a Impruneta

Il cielo di maggio si è riflesso nella terracotta di Impruneta, raccontando storie antiche e visioni contemporanee. È accaduto sabato 18 maggio 2025, quando in piazza Buondelmonti è stata svelata “7 volte 7”, installazione site-specific firmata dall’artista Patrizio Travagli e curata da Francesca Roberti, tra i momenti più suggestivi del weekend di Buongiorno Ceramica 2025.

Un’opera nata dal territorio e per il territorio, come ha voluto sottolineare lo stesso Travagli: “Per me è stato fondamentale che l’arte nascesse dal territorio e in dialogo con esso. Ho coinvolto le fornaci locali, chiedendo loro sette pezzi ciascuna, per creare opere che insieme rappresentassero simbolicamente una porzione di cielo”.

Sette fornaci storiche hanno risposto alla chiamata: Fornace Artenova, Sergio Ricceri, Poggi Ugo Terrecotte, Masini, Carbone, Pesci Giorgio e Figli, e M.I.T.A.L. dei F.lli Mariani. Nei loro grandi orci e vasi, specchi dorati hanno catturato i riflessi del cielo, mescolando la solidità della terra al continuo mutare dell’aria. Il tempo, sospeso tra luce e ombra, si è fatto protagonista.

Non casuale la scelta del numero 7, cifra ricca di significati simbolici e spirituali, presente in molte culture e religioni come numero sacro e di compiutezza. Sette sono i giorni della Creazione, i cieli nella cosmologia antica, i chakra nella tradizione indiana, le note musicali e i colori dell’arcobaleno. In “7 volte 7”, questo numero si moltiplica, evocando l’idea di ciclicità, completezza e armonia tra cielo e terra, tra passato e presente, tra l’uomo e il suo ambiente.

Patrizio Travagli, artista fiorentino nato nel 1972, è noto per una ricerca in cui il dialogo tra arte, architettura e territorio diventa fulcro di una poetica raffinata e profonda. Laureatosi all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove oggi dirige l’Accademia d’Arte, Travagli ha sviluppato una carriera internazionale, partecipando a prestigiose manifestazioni, tra cui la 54ª Biennale di Venezia nel 2010 con l’opera “Stupore”, all’interno del Padiglione del Costa Rica, e la XII Biennale di Parigi nel 2011 con il progetto “Talking Bulbheads”.

Nella sua ricerca, convivono armonicamente tecniche e materiali classici — tela, pittura, carta, oro, argento, ottone — con le più moderne tecnologie: led, fibre ottiche, specchi, fonti illuminanti di varia natura. Travagli esplora la percezione e la relazione tra superficie e riflesso, tra realtà e immagine, creando opere capaci di incidere profondamente sullo spazio e sulla sensibilità dello spettatore. Segni apparentemente lontani vengono messi in dialogo, generando un’intensa vibrazione emozionale, in linea con la corrente informale, che vede nell’opera non una rappresentazione, ma un’esperienza diretta e sensoriale.

“7 volte 7” si inserisce perfettamente in questa poetica, proponendosi come invito alla contemplazione in un luogo che fu mercato, crocevia e meta di pellegrinaggi. “Vedere come le persone hanno vissuto l’installazione mi ha emozionato, perché credo che l’arte trovi il suo vero senso quando viene condivisa: solo così può diventare un dono capace di generare confronto, emozione e crescita per tutti”, ha raccontato l’artista.

Ma “7 volte 7” è stata solo una delle tappe di una due giorni che ha trasformato Impruneta in un palcoscenico diffuso di cultura e memoria. La mattina di sabato 17 maggio ha visto le performance di Francesco Battaglini e Marco Bonechi, rispettivamente presso la Fornace Storica Massimo Carbone e la Fornace Poggi Ugo. “Realtà e Misticismo” e “Silenzio”, due titoli che già raccontano il dialogo tra materia e spirito che ha attraversato il programma.

Nel pomeriggio, il Loggiato del Pellegrino si è fatto teatro di danza e narrazione grazie alla Miosotis Dans Academy di Katia Mancini, che ha condotto il pubblico in un’esperienza immersiva tra acqua, fuoco e aria. Le ballerine hanno danzato la nascita della creazione, tra simboli antichi e gesti contemporanei.

A chiudere la giornata, la magia del teatro itinerante ha preso vita presso la Fornace Agresti con “Il meraviglioso mondo delle fornaci, tra cotto e stracotto”, spettacolo firmato dalla Compagnia di Achille. Tra racconti, stornelli e antiche leggende, il pubblico ha varcato la soglia del tempo, scoprendo il fascino di un mestiere che, seppur cambiato, ancora racconta le radici profonde di questo territorio.

Impruneta si è raccontata attraverso il fuoco, la terra e il cielo. Un intreccio di arte e comunità che ha fatto di una piazza, un tempo luogo di scambi e pellegrinaggi, un teatro di emozioni e riflessi.

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