5 mostre da visitare nel Sud Italia durante le feste

Tra un brindisi e una tombolata, mettendo in pausa per qualche ora la polemica tra panettone e pandoro, ecco le mostre da non perdere nel Sud Italia per tutto il periodo natalizio, e oltre. Le cinque esposizioni da visitare in Puglia le abbiamo segnalate qui.

Una mostra senza Rothko

Questo breve viaggio alla scoperta del Sud della penisola, comincia in Basilicata, a Matera. Fino all’11 gennaio 2025, la città lucana ospiterà alla Fondazione SoutHeritage Una mostra senza Rothko, con opere di Maja Bajevic (Sarajevo 1967), Marcello Mantegazza (Potenza 1974), Katrin Ströbel (Pforzheim, 1975), Anonimo Frescante Meridionale (XVII sec.?).

La mostra prende vita nella sede della fondazione, nella cornice della “Cappella dei Sette Dolori”, una cappella gentilizia, ristrutturata, all’interno di un edificio del XVI secolo, nel Rioni Sassi (patrimonio UNESCO). Dal 2003, la fondazione propone progetti di valorizzazione dell’architettura e riqualificazione del patrimonio locale e mira alla diffusione dell’arte contemporanea nella regione. Attraverso le opere esposte – installazioni, dipinti, video – si rievoca la figura di Mark Rothko (Daugavpils, 1903 – New York, 1970), uno dei principali esponenti dell’Espressionismo Astratto, mettendo in dialogo visioni diverse, spiritualità, filosofia e storia.

Le buone ombre

Ci si sposta a Termoli, in Molise, per la mostra di Irene Fenara (Bologna 1990), dal titolo Le buone ombre,  ospitata nel Museo di Arte Contemporanea fino al 25 gennaio 2025.

La ricerca dell’artista, parte dalle telecamere di sorveglianza e ne rovescia la funzione, proponendo immagini astratte, luoghi senza nome, abitazioni rurali, paesaggi sfocati, con giochi di ombre e luci. In mostra, a ricreare una sensazione di ambiguità che oscilla tra il sogno e il mistero, un’installazione video a ledwall e stampe fotografiche inedite, più alcune opere della serie Autoritratti.

Tra consapevolezza linguistica e risultati oggettuali

Ci spostiamo in Campania per tre appuntamenti. Dal 13 dicembre e fino all’8 febbraio 2025, presso la Galleria Tiziana Di Caro a Napoli (Piazzetta Nilo, 7), si può visitare la mostra Tra consapevolezza linguistica e risultati oggettuali di Marcia Hafif. Il titolo è tratto da un articolo del 1974 di Marisa Volpi Orlandini, pubblicato su Data1, in cui si analizzava il metodo di Marcia Hafif, basato dall’unione di pratica pittorica e riflessione scientifica, soprattutto nell’utilizzo del colore.

Sarà possibile entrare in contatto con le tecniche dell’artista, i suoi studi, il suo modo di affrontare il processo della creazione artistica e il suo costante interrogarsi sul senso della pittura, attraverso disegni, dipinti, collage e serigrafie.

Impressionisti e la Parigi fin de siècle

Ancora a Napoli, presso la Basilica di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta – Lapis Museum e fino al 27 aprile 2025, sarà possibile visitare la mostra Impressionisti e la Parigi fin de siècle, curata da Vittorio Sgarbi in collaborazione con Stefano Oliviero. L’esposizione comprende 69 opere di 40 artisti e si suddivide in tre sezioni – La rivoluzione realista e l’Ecole de Barbizon. La strada verso l’Impressionismo; La conquista degli Impressionisti e Dopo la conquista: l’arte non è solo riproduzione – dalle origini all’evoluzione dell’Impressionismo, fino ad alcune testimonianze del Post-Impressionismo, in un viaggio che ha come sfondo la Parigi di fine Ottocento.

All’interno della mostra, sarà possibile ammirare le opere di alcuni dei più conosciuti protagonisti del movimento, tra i quali Monet, Degas, Manet, Renoir, Cézanne, Camille Pissarro, accanto ad altri grandi attori del secolo come Bracquemond, Guillaumin, Gervex, Courbet, Lepic, Rosseau.

Michelangelo Pistoletto. Metawork

Per concludere, è nella Gran Galleria della Reggia di Caserta che prende vita Metawork, curata dalla direttrice della Reggia Tiziana Maffei, e visitabile fino al 30 giugno 2025. Il titolo della mostra si deve all’opera “Metawork-United Portraits”, presentata in occasione dell’esposizione e realizzata attraverso la ricombinazione, tramite Intelligenza Artificiale, dei ritratti fotografici di otto cittadini di  Cittadellarte. I risultati ottenuti riprendono le composizioni del maestro Michelangelo Pistoletto (Biella, 1933), uno degli artisti italiani contemporanei più prolifici e influenti, nonché interprete del radicale rinnovamento del linguaggio artistico e protagonista dell’Arte Povera.

Alla base del percorso espositivo, accanto ai concetti di “metamorfosi” e “interconnessione”, si affronta il rapporto tra arte e spiritualità, in un contorno suggestivo in cui sentirsi accolti e trasportati: «Quella di Michelangelo Pistoletto è un’arte aperta al dialogo e allo scambio. È una ricerca in continua evoluzione ed espansione intesa a ripristinare il contatto tra l’esperienza artistica e il mondo esterno», spiega la direttrice.

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Stefania Malerba
Stefania Malerba
Sono Stefania e ho poche altre certezze. Mi piace l’aria che si respira al mare, il vento sulla faccia, perdermi in strade conosciute e cambiare spesso idea. Nel tempo libero imbratto fogli di carta, con parole e macchie variopinte, e guardo molto il cielo.

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