25 anni di felicità e design: Superstudio Più celebra l’Happiness al Fuorisalone

Sta per terminare la Milano Design Week e Superstudio Più, in via Tortona, festeggia i suoi primi 25 anni con il Superdesign Show, quest’anno dedicato al tema “Happiness”. Un anniversario celebrato con gratitudine verso tutti coloro che, nel tempo, hanno contribuito a trasformarlo in un punto di riferimento internazionale per il design contemporaneo. 

Felicità risulta essere il filo conduttore che guida l’esposizione e che vede la partecipazione di oltre 70 designer provenienti da 10 nazioni, il coinvolgimento di 3 continenti e la presentazione di più di 20 progetti. Una tematica che tocca chiunque: in tempi incerti come questi, la felicità si conferma un valore universale, capace di rendere l’esposizione accessibile e coinvolgente per un pubblico ampio e variegato.

HAPPINESS, l’art-lettering di Daniele Cima, è il manifesto realizzato in esclusiva per Superstudio, dove ogni lettera è intesa come una piccola opera d’arte. Il giallo invece è la tonalità scelta come filo conduttore del percorso espositivo. Un colore capace di attirare, di catturare lo sguardo, scaldare l’ambiente e stimolare la curiosità, perfettamente in sintonia con il messaggio di energia e positività.

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Da non perdere c’è “UNFORGETTABLE”, mostra dedicata proprio ai 25 anni di design felice. “Dal 2000, Superstudio Più ha segnato un nuovo modo di vivere il design, trasformando via Tortona nel cuore del Fuorisalone diffuso. Un luogo di incontro e sperimentazione dove brand e creativi hanno scritto la storia del Made in Italy”. Unforgettable, a cura di Giulio Cappellini e Leonardo Talarico, raccoglie i pezzi più iconici del design italiano, ognuno portatore di una propria storia da raccontare.

Lexus e Geberit firmano i due padiglioni indipendenti, uniti da una parola chiave: innovazione. Il primo fonde arte e tecnologia con eleganza, dando vita a connessioni sorprendenti tra auto di lusso e antichi concetti della tradizione giapponese, generando scenari evocativi e fuori dall’ordinario. Il secondo pone la tecnologia al servizio del benessere attraverso un’esperienza unica, dove il visitatore s’immerge completamente e in modo interattivo, guidato dai suoni, dagli effetti luminosi e dai movimenti dell’acqua.

Spiccano le collettive: la Thailandia apre il percorso dei paesi asiatici al Superdesign con una poesia estetica pensata per far innamorare, grazie ad oggetti di design capaci di strappare un sorriso. L’Associazione di Honk Kong (HKIDA) propone un equilibrio tra design ed ecologia, tra contemporaneità e tradizione cinese, presentando pezzi realizzati con materiali riciclati e soluzioni ecocompatibili. Happy Objects è una selezione di oggetti originali e innovativi, dalle forme imprevedibili e inaspettate, progettati proprio per far suscitare allegria.

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Anche l’arte si ritaglia uno spazio sempre più ampio e, così come il design, ha il potere di trasformare la realtà: non si limita a rappresentarla ma la reinventa, rendendola più umana, talvolta abitabile, altre volte semplicemente più bella e accattivante. La ritroviamo, ad esempio, nella reinterpretazione dell’Albero della Vita di Carla Tolomeo, installazione site-specific realizzata con tessuti; nelle sculture di Davide Dall’Osso, realizzate a partire da scarti riciclati; o ancora in una moto che Mattia Biagi trasforma, a tutti gli effetti, in un’opera d’arte. Il legame con l’arte inoltre si rinnova anche con l’apertura del Flavio Lucchini Art Museum (FLA). Questo intreccio tra arte e design ha radici profonde: “sin dalla sua fondazione, Superstudio Più è stato un punto di riferimento per la moda, l’arte, il design e la creatività, un luogo dove le idee prendono forma e si contaminano tra loro”.

Superdesign Show sceglie dunque di proporre progetti che, collettivamente, contribuiscono a creare quel “mosaico di felicità” offrendo un’esperienza condivisa e accessibile. Una felicità che sperimenta e che si esprime attraverso una serie di oggetti in cui si uniscono maestria artigianale ed innovazione. 

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Martina Buttiglieri
Martina Buttiglieri
Laureata in Storia e Critica dell’Arte presso la Statale di Milano dopo aver conseguito la laurea triennale in Scienze dei Beni Culturali presso lo stesso Ateneo. Collabora con l’Associazione Independent Artists, in provincia di Milano, di cui ha assunto il ruolo di Vicepresidente. Grazie anche al tirocinio presso la Galleria Manuel Zoia Gallery ha proseguito la formazione come Assistente di Galleria e Curatrice di mostre. Appassionata d’arte in ogni sua forma ed espressione artistica.

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