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Secondary Archive: l’archivio tutto al femminile per l’arte del centro-est Europa

Secondo sesso? No, grazie. E’ arrivato Secondary Archive, il database interamente dedicato alle artiste donne dell’Europa non occidentale, a lungo emarginate e dimenticate dal mondo dell’arte.

Realizzato dalla Fondazione Katarzyna Kozyra, co-finanziato dall’International Visegrad Fund e sviluppato con il contributo di un team composto da 30 curatori provenienti dai paesi coinvolti, l’archivio presenta ad oggi 250 profili e testi relativi a tre generazioni di artiste della Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria. Ogni artista presente nell’archivio online dispone di una pagina personale con l’elenco di tutti i lavori e uno statement originale, in cui è presente la spiegazione delle ragioni alla base della propria produzione. La ricerca all’interno della piattaforma è resa più fluida e semplice grazie alla suddivisione per aree tematiche, come i mezzi espressivi delle artiste, il periodo storico e i soggetti delle loro opere.

Il nome del progetto è una provocazione: spesso paesi come Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria sono stati storicamente considerati secondari rispetto all’Europa occidentale, e ancora si riferisce al celebre saggio del 1949 di Simone de BeauvoirIl Secondo Sesso”, dove la scrittrice e filosofa mette in luce la posizione subordinata che la donna aveva nella società.

Con l’avvento del fenomeno della globalizzazione però, un processo trasformativo e rivoluzionario ha preso vita, portando pian piano la società ad aprire gli occhi e a guardare così alle discriminazioni come a un problema da risolvere. L’obiettivo di Secondary Archive è proprio questo: liberare dalle catene dell’invisibilità la storia dell’arte femminile non occidentale, narrandola in modo chiaro, esaustivo e inclusivo. Ulteriore obiettivo del progetto è quello di porsi come uno spazio a supporto del dialogo tra artisti, tramite dibattiti e momenti di riflessione sul linguaggio e sulla creatività.

Il progetto è un “work in progress”, che cresce continuamente con l’ingresso di nuove artiste e l’inserimento di saggi relativi all’arte femminile, al femminismo e alle questioni di genere. Uno spazio informativo quindi che non si limita solo all’universo femminile, ma che abbraccia ulteriori sfumature socio-culturali.

Qual è quindi la rivoluzionaria filosofia del progetto Secondary Archive? Custodire la memoria per portare alla consapevolezza e all’evoluzione!</