Un’ altra opera di Banksy è stata distrutta. Ma niente panico: non è andata perduta, è solo stata trasformata in NFT. 

Anche Banksy entra nel mondo della Crypto Art, ma non lo fa intenzionalmente.

Dopo la vendita record da 69 milioni di dollari registrata da Beeple da Christie’s, il mondo dell’arte (e non solo) ha ufficialmente iniziato la corsa all’oro nel mondo della Crypto Art e NFT.

Agli onori della cronaca c’è Banksy, la cui opera  “Morons (White)” è stata bruciata e trasformata in NFT.

A differenza di Girl with Balloon” distrutta durante l’asta di Sotheby’s nel 2018, questa volta non è stato Banksy a bruciare la sua opera, ma Injective Protocol, una società di blockchain che ha acquisito la serigrafia di Banksy per 96mila dollari e rivenduta su Opensea a 380mila dollari.

Qui il video che la società ha postato sui social dopo aver compiuto il “folle gesto”.

Ma era davvero un’opera originale di Banksy?

Sì, l’autenticità dell’opera bruciata è stata confermata da Pest Control, società che Banksy stesso ha creato per garantire l’autenticità delle sue opere.

L’opera bruciata è la 325 delle 500 edizioni esistenti, ma lo street artist non era al corrente del fatto che comunque può avere delle ripercussioni anche di carattere legale per violazione del diritto d’autore.

L’obiettivo dell’operazione è “ispirare gli appassionati di tecnologia e ispirare gli artisti, nonché esplorare un nuovo mezzo d’espressione artistica”. La scelta di Banksy è mirata: sia perché Banksy aveva già distrutto una sua creazione; sia per l’opera in sé che raffigura un’asta con un quadro con la frase “I cant’ believe you morons actually buy this shit” – “non posso credere che voi idioti davvero compriate questa merda”.

In che modo l’opera non è andata persa ma tokenizzata?

Prima di bruciare l’opera, Injective Protocol ha digitalizzato “Morons (White)” e trasformata in un NFT (Non-fungible token) sulla piattaforma OpenSea, tra le piattaforme di vendita di NFT del momento.

Quindi è vero che l’opera fisica non esiste più, tuttavia esiste la sua rappresentazione digitale, o meglio la sua versione in NFT.

Possiamo affermare che “Morons (White)” rappresenta la prima opera di Crypto Art di Banksy, seppur la tokenizzazione in NFT non sia ad opera dell’autore.

Ciò non compromette l’originalità e la paternità dell’opera: anzi, gli NFT sono token creati appositamente a tutela dell’autenticità e della provenienza dell’opera.

Come risponderà Banksy a questo fatto? Non ci resta che attendere la sua prossima mossa!

Se sei un artista e vuoi conoscere di più di questo mondo, non perderti il webinar “Crypto Art & NFT – Istruzioni per l’uso” a cura di Andrea Concas

Il webinar si terrà giovedì 8 Aprile 2021 alle ore 18 e permetterà ai partecipanti di conoscere il fenomeno spiegando come creare un NFT e vendere un’opera d’arte sulle principali piattaforme di vendita e farà luce sul tema “Crypto arte e sicurezza” offrendo strumenti utili per proteggere le opere.

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