“Sulle fotografie”: l’ultimo libro di David Campany può essere considerato  una speciale guida per capire quello che si può nascondere dietro o dentro una fotografia.

Ogni minuto su Facebook vengono caricate 147.000 foto mentre su Instagram vengono postate 347.222 stories*. I dati che raccontano cosa succede ogni minuto su Internet, fotografano, e spesso raccontano di noi, più di quanto possano farlo le immagini o gli altri contenuti che affidiamo al web. Si legge spesso che la nostra è la società dell’immagine e, anche se non si fa direttamente riferimento alla fotografia, sicuramente si pensa invece sia alla quantità, sia alle modalità con cui le affidiamo ai social network. “Però che nel mondo ci siano tante immagini è diventato un cliché vuoto, anche perché non è una lamentela recente”. Già negli anni ’20 e ’30 del Novecento c’erano, soprattutto in Germania, molti critici che parlavano di “foto-inflazione”. Così ha scritto David Campany, scrittore e curatore d’arte, nel suo ultimo libro pubblicato da Einaudi e intitolato ‘Sulle fotografie’

SULLE FOTOGRAFIE, DAVID CAMPANY

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L’autore racconta che da studente trascorse un pomeriggio con Susan Sontag, autrice della raccolta di saggi ‘Sulla fotografia’, e durante quell’incontro espresse i suoi dubbi sul lavoro della scrittrice statunitense. Non lo convinceva il fatto che il libro parlasse della fotografia senza parlare a sufficienza di nessuna immagine in particolare. Susan Sontag gli rispose che forse sarebbe toccato a lui scrivere un libro dal titolo ‘Sulle fotografie’. A distanza di anni ecco il risultato della sfida raccolta quel pomeriggio. Se il libro della Sontag rimane una attualissima e imprescindibile raccolta di saggi sul fenomeno e sull’impatto sociale e artistico della fotografia, il libro di Campany svela quanto enzimatica possa essere la visione di una foto.  Nel suo genere può essere una speciale guida per capire quello che si può nascondere dietro o dentro una fotografia: quel caleidoscopio di storie, colori e figure che un clik può generare e può racchiudere in un’immagine. Ma possiamo essere sicuri che una foto racchiuda, limiti e nasconda qualcosa?  Dopo aver letto questo libro non sarete più sicuri di nulla, almeno quando guardate una fotografia. 

Questo libro sembra al tempo stesso anche una dichiarazione d’amore nei confronti delle fotografie. Una dichiarazione d’amore che vede solo le fotografie, 119 per la precisione, più una ghost track di Maurice Tabard, come le vere protagoniste del libro. Che siano di Ghirri, di Avedon, di Bruce Nauman, o di Weston. Di Fox Talbot, di Sander, di Stieglitz o di autori ignoti – quelle le ammirerete tutte. Oppure di Alessandra Sanguinetti o di Marcello Geppetti – quest’ultimo tra coloro che ispirarono il personaggio di Paparazzo a Fellini. 

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Tutte le fotografie sono il punto di partenza e il punto di arrivo di brevi ma intense riflessioni sulla fotografia e su tutti i temi che ci interessano in quanto esseri contemporanei.  L’ambiente, il futuro, il passato, il potere, la guerra, la seduzione dei corpi. Parafrasando la Sontag, come i fotografi, le fotografie sono contemporanee per eccellenza.  Guardando una foto di Gregory Halpern, scattata durante uno degli incendi ormai così frequenti in California, David Campany scrive qualcosa che merita di essere riproposta per intero: “Si parla tanto della distruzione del pianeta, ma non è la Terra che ha bisogno di essere salvata, solo la prosecuzione della nostra specie. La Terra e la vita su di essa continueranno senza di noi, in una forma o in un’altra. Lassù in aria, oltre la porzione di cielo intrappolato dalla fotografia di Halpern, c’è la fine di questo pianeta. La galassia di Andromeda in rotta di collisione con la terra, e niente può impedire l’impatto tra circa 4 miliardi di anni. Il sole si esaurirà tra circa 5 miliardi di anni. Quindi sappiamo per certo che il duplice destino del pianeta è scritto nelle stelle, che scongiuriamo o meno l’imminente catastrofe ecologica. Tuttavia, le creature che saranno lì a testimoniare qualunque delle due conclusioni astronomiche arriverà per prima, saranno diversi dagli esseri umani, così come noi siamo diversi dei batteri. E l’evoluzione. Nulla di tutto ciò è stato pianificato pensando a voi, ma la fotografia poi aiutarvi a rifletterci su”. È raro leggere delle pagine in cui sono condensate informazioni storiche, considerazioni attuali, domande, risposte e riflessioni mai scontate e a tratti poetiche. Di libri come questo se ne scrivono pochi e se ne trovano raramente in libreria. Approfittiamone.