Andrea Ravo Mattoni è il pittore che reinterpreta il classicismo con l’uso della bomboletta spray.

Ravo nasce a Varese da una famiglia di artisti: il padre Carlo, artista concettuale e comportamentale; lo zio Alberto (nome d’arte: Matal), illustratore e creatore negli anni ’80 del personaggio di Lillibeth, una tenera bambina dai capelli biondi; e il nonno Italo Giovanni, pittore e illustratore delle note figurine Liebig (pubblicate tra il 1872 e il 1975 come mezzo pubblicitario per la promozione di prodotti) e delle figurine Lavazza (molto simili alle figurine Liebig, ma con illustrazioni che si sviluppano attorno al tema della produzione e distribuzione del caffè, e a scene di storia, scienza, letteratura e altro). Respirando quindi da sempre un clima artistico e avendo una forte predisposizione per il disegno, Andrea, già dall’adolescenza, inizia ad avvicinarsi al mondo dell’arte e in particolare a quello del writing. Infatti, a partire dal 1995, ispirato dallo sviluppo della forma e dall’accostamento di quattro semplici lettere, sceglie di chiamarsi con lo pseudonimo di Ravo. Successivamente, decide di intraprendere una strada completamente opposta a quella percorsa fino a quel momento. Infatti, nel 2000 abbandona il mondo dei graffiti e l’utilizzo della bomboletta spray, per orientarsi verso una ricerca dedicata principalmente alla pittura classica, e in modo particolare all’approfondimento tecnico della pittura ad olio e dell’acrilico, iscrivendosi così all’Accademia di Brera, a Milano. Stimolato da questi studi sulla pittura, trova la sua massima fonte di ispirazioni negli artisti Francis Bacon e Lucian Freud.

 

Tuttavia, ad un certo punto della sua carriera artistica, spinto da un grande sogno nel cassetto, decide di fondere questi suoi due mondi, il mondo accademico e quello legato al wrinting. È così che con il nome d’arte di Andrea Ravo Mattoni, nome che riprende appunto le due sfaccettature della sua persona allo scopo di farle convivere in qualcosa di nuovo, nasce, nel 2016, il suo progetto “Recupero del Classicismo nel contemporaneo”. Nello specifico il progetto di Andrea Ravo Mattoni cela la volontà di creare una pinacoteca a cielo aperto accessibile a tutti e nel contempo un ponte con le istituzioni museali, attraverso la realizzazione di copie (in proporzioni gigantesche) di opere d’arte che fanno parte del patrimonio artistico mondiale (soprattutto del periodo tra 1600 e 1800) sui muri delle città, utilizzando la bomboletta spray. Lo scopo di questo progetto è quello di riportare questa pittura classica sulle strade, per raggiungere in maniera democratica un pubblico sempre più ampio (soprattutto coloro che solitamente hanno timore a visitare musei; ma non solo). In questo modo Andrea Ravo Mattoni vuole incuriosire i passanti e far conoscere loro la bellezza, diffondendo così la cultura. Oltretutto lo scopo di questo progetto è anche quello di far comprendere come l’arte contemporanea sia sempre legata, in un modo o nell’altro, alle grandi opere del passato. Ed è proprio nell’aprile del 2016 che realizza, durante un festival a Varese, il primo pezzo di questo suo immenso puzzle, riproducendo un’enorme Cattura di Cristo (1602) del Caravaggio, su un muro di passaggio.

 

A partire da quel momento in poi, e ancora oggi, estende, tassello dopo tassello, questo suo progetto in varie parti di Europa, coinvolto da musei e da istituzioni pubbliche e private: riuscendo così a creare la pinacoteca a cielo aperto sognata e in continua espansione. Possiamo ricordare alcune sue opere come la Marta e Maria Maddalena (1598) di Caravaggio eseguito a Settimo Milanese per il festival Nuovi Colori, oppure il particolare dell’opera Belisarius (1776) dell’artista François-André Vincent realizzato a Boulogne-sur-Mer in Francia, in occasione del festival  Street art boulogne sur mer, oppure ancora El Trunfo de Baco (1626) di Diego Velazquez, riprodotto in Spagna, ad Oviedo per l’esattezza, in occasione del Parees Fest. Tra i suoi ultimi lavori, eseguito prima dell’emergenza sanitaria causata dal Covid-19, troviamo la riproduzione e traduzione del dipinto settecentesco del pittore napoletano Corrado Giaquinto, Allegoria di Pace e Giustizia (1754-1758), all’interno del Tribunale di Varese. Ma vediamo in dettaglio i quattro aspetti principali che compongono questo interessante progetto.

MANTENERE VIVA LA TRADIZIONE DELLA COPIA, MA IN CHIAVE CONTEMPORANEA

 

Di primo acchito si potrebbe pensare che il nostro artista stia semplicemente copiando opere d’arte già realizzate: tutto vero; ma in realtà copiare un’opera d’arte di un grande maestro è una tradizione molto antica, come ha ricordato bene lo stesso Andrea Ravo Mattoni in più occasioni. Infatti, un tempo, gli allievi, per esercitare la loro arte all’interno delle botteghe di grandi maestri, riproducevano in copia le opere del loro mentore. Tuttavia, questa operazione non si limitava solo al semplice esercizio, ma nascondeva anche dei fini commerciali e di diffusione: grazie alla vendita dei lavori dei loro allievi, l’arte dei maestri ha avuto maggiore possibilità di estendersi, facendo così conoscere i loro stili. Andrea Ravo Mattoni tuttavia riprende questa antica tradizione, mantenendola quindi ancora viva, ma in chiave contemporanea. Il nostro artista riproduce infatti queste opere con un mezzo nuovo, mai utilizzato prima per questo scopo, ovvero la bomboletta spray. Inoltre, la contemporaneità del suo lavoro si rispecchia anche nel formato della sua riproduzione. La dimensione ingigantita (si parla proprio di facciate di palazzi, interi muri, facciate cieche per intendersi) di queste sue opere è voluta dall’artista per uno scopo ben preciso: focalizzare l’osservatore esclusivamente sull’immagine, senza farsi distrarre da ciò che lo circonda, avendo così un impatto diretto soltanto con l’opera. Ad esempio, Andrea Ravo Mattoni, nel 2018, ha realizzato un murales di ben 25 metri, su una parete dello Strokar di Bruxelles, riprendendo tre opere famose: I Due satiri di Peter Paul Rubens, del 1619; il Ritratto di uomo con il turbante rosso di Jan Van Eyck del 1433 e La caduta degli angeli ribelli di Bruegel il Vecchio del 1562. Ma in che modo Andrea Ravo Mattoni riesce a realizzare opere così gigantesche? Le tecniche che impiega sono sostanzialmente due: la quadrettatura, che deriva proprio dall’ambito accademico e la proiezione.

 

CREARE UNO STRETTO LEGAME TRA L’OPERA RIPRODOTTA E IL TERRITORIO

Ogni qualvolta che Andrea Ravo Mattoni realizza un tassello del sul progetto lo fa creando uno stretto legame tra il territorio e l’opera che ripresenta. Infatti, quando lavora su qualsiasi tipo di parete, che sia pubblica o privata, cerca di proporre opere di autori che siano conservate magari nel museo della città in questione, oppure che siano nativi del luogo, o che per un motivo o l’altro abbiamo lavorato o avuto un qualsiasi altro tipo di legame con quel posto. Ed esempio nel 2018, in concomitanza con l’apertura di una sua personale alla galleria Artrust di Melano, nel Canton Ticino, ha realizzato a Lugano sulla facciata del Palazzo dei Congressi, la Predica di San Giovanni Battista di Pier Francesco Mola detto il Ticinese (pseudonimo che deriva dal suo luogo di nascita, ovvero Coldrerio, che si trova appunto nel Canton Ticino). La scelta di realizzare un dipinto del Ticinese a Lugano quindi non è per nulla casuale.

CREARE UN “PONTE CON L’ISTITUZIONE MUSEALE” E UNA PINACOTECA A CIELO APERTO CONDIVIDENDO LA BELLEZZA E LA CULTURA CON TUTTI

Secondo l’ultima definizione ICOM (International Council of Museums) che risale al 2007 il museo viene definito quale “istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società, e del suo sviluppo, aperta al pubblico, che effettua ricerche sulle testimonianze materiali ed immateriali dell’uomo e del suo ambiente, le acquisisce, le conserva, e le comunica e specificatamente le espone per scopi di studio, educazione e diletto”. Quindi il museo, lontano dai luoghi di collezionismo privato limitati a pochi visitatori, è un luogo per tutti, accessibile a qualsiasi tipo di fruitore. Tuttavia, ci sono molte persone che sono ancora restie a recarsi nei musei, forse perché non interessate all’arte, forse per timore. Andrea Ravo Mattoni con il suo progetto “Recupero del Classicismo nel contemporaneo” vuole colpire proprio quelle persone (ma non solo), incuriosendole con le sue opere di grandi dimensioni, per poi spingerle a voler scoprire di più e quindi finalmente recarsi nei musei. Il nostro artista vuole far capire che il museo è accessibile a tutti e non solo ad esperti del settore, diventando così un tramite tra il visitatore e le istituzioni museali.

 

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Terminato il muro a Leggiuno in provincia di Varese “Martirio di santa Rufina e Seconda” noto come il “Quadro delle tre mani”, dipinto da Giulio Cesare Procaccini, Pier Francesco Mazzucchelli detto Il Morazzone, Giovanni Battista Crespi detto il Cerano, 1622-1625 conservato alla Pinacoteca di Belle arti di Brera (Particolare). Spray on wall. un ringraziamento particolare al sindaco di Leggiuno e a TI Traduce per il sostegno, sono contento di aver portato una porzione di questo quadro, dipinto anche da uno dei piu importanti pittori nati in provincia di Varese, Il Morazzone a Leggiuno. Felice di averlo fatto scoprire a tanta gente ignara del fatto che un cosi grande e celebre pittore sia nato proprio a Morazzone frazione di Varese, lo scopo del mio progetto è sempre il medesimo, creare un ponte fra le istituzioni museali e la strada, creando una riculturalizzazione dal basso, far riscoprire la bellezza e la storia dell’arte partendo dal suolo urbano, la maniera piu democratica per diffondere cultura. Andrea Ravo Mattoni #streetart #streetartist #spraypaint #sprayonwall #aerosolartist #publicart #urbanartist #procaccini #ilmorazzone #ilquadrodelletremani #pinacotecadibrera #ilcerano #arteclassica #pubblicart #brera @pinacotecabrera #art #artistic #arteclassica #classicart #conteporaryart #contemporaryartist #artecontemporanea #andrearavo #andrearavomattoni #aerosolart

Un post condiviso da Andrea_Ravo_Mattoni (@andrea_ravo_mattoni) in data:

Alcuni musei hanno quindi capito il messaggio di Andrea Ravo Mattoni e richiesto il suo intervento. Tra i primi musei vi è la Pinacoteca di Varallo Sesia, che custodisce una delle prime raccolte d’arte del Piemonte. Per questa istituzione museale il nostro pittore con la bomboletta spray ha riprodotto un’opera della sua collezione e di un grande artista nativo del luogo.  In questo caso quindi, realizzando la copia del Davide e Golia di Tanzio da Varallo, si è voluto accendere i riflettori sul capolavoro. L’operazione ha spinto di conseguenza semplici passanti ad andare a scoprire dal vero, all’interno della pinacoteca, l’opera riprodotta da Andrea Ravo Mattoni, e altre dell’artista di Varallo, aumentando così il flusso di visitatori. Un’altra istituzione che ha collaborato con Andrea Ravo Mattoni è il Musée du Louvre di Parigi. Nell’estate del 2017 il direttore dell’Ècole du Louvre, Cyrille Gouyette, contatta il nostro artista per venire in Italia a vedere i suoi lavori. Da questo incontro nascerà una bella collaborazione che porterà l’arte di Andrea Ravo Mattoni anche in Francia, realizzando, durante il 2018, alcune opere a Parigi, come Hercules on the pyre (1617) di Guido Reni e Le tricheur à l’as de carreu (1635) di Georges De la Tour, à l’Università di Nanterre.

I SUOI LAVORI COESISTONO ANCHE CON UN LATO DIDATTICO

Dopo aver realizzato l’opera all’Università di Nanterre, Andrea Ravo Mattoni ha tenuto anche una lezione. Infatti, il lavoro di Andrea Ravo Mattoni va oltre la realizzazione delle opere, ma si estende anche alla didattica. Il nostro pittore con la bomboletta spray cerca sempre un dialogo con i suoi fruitori, e molto spesso tiene lezioni anche per le scuole. Il valore educativo che di per sé trasmette già realizzando le copie di opere che fanno parte del panorama artistico mondiale, è completato anche dal fatto di spiegare brevi estratti della storia dell’arte agli allievi delle scuole dell’infanzia, delle elementari, delle superiori, dell’università, o a semplici passanti. Durante l’esecuzione o appena terminata la sua opera, infatti, trova sempre modo di parlare dell’artista scelto per il suo lavoro, della storia dell’opera eseguita, del periodo artistico in cui è stata realizzata e della correlazione con il territorio. Attualmente Ravo sta realizzando “Il bacio” di Francesco Hayez su una parete della scuola primaria Angelo Liborio di Comabbio (Varese).