Secondo un nuovo studio dell’University College of London chi si dedica ad attività artistiche e culturali vive più a lungo. Scopri la formula dell’eterna giovinezza nelle sale dei musei!

Che l’arte faccia bene alla salute è un dato approvato, non solo dalla nostra esperienza quotidiana ma anche dalla scienza. Dopo il report dell’Oms del 2019 che prova l’influenza positiva dell’arte sulla nostra salute, uno nuovo studio condotto dall’University College of London e pubblicato sul British Medical Journal ha dimostrato che l’arte allunga la vita. La ricerca ha coinvolto 6.700 persone over 50 rivelando che i frequentatori abituali dei luoghi dell’arte, dai musei alle gallerie ai teatri, hanno un’aspettativa di vita più lunga.

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La ricerca ha avuto inizio nel 2002 quando i ricercatori hanno preso in analisi i dati di uno studio sull’invecchiamento (English Longitudinal Study of Aging) e ne hanno seguito i pazienti fino al 2018, prendendo nota di abitudini di vita e della percentuale di decessi (meno del 30%). Negli anni presi in esame è emerso che chi frequentava abitualmente i luoghi di cultura avesse il 31% in meno di rischio di mortalità rispetto a chi non lo faceva, e chi si dedicava all’arte anche solo una o due volte l’anno conservava un vantaggio del 14%. I dati tuttavia non prendevano in considerazione stato di salute, condizione sociale né fattori comportamentali. Ma su che basi lo studio in questione può affermare che l’arte allunga la vita delle persone? A quanto pare il coinvolgimento estetico non accresce soltanto la nostra cultura, ma stimola anche fattori psicologici, fisici, sociali e comportamentali. Esistono moltissimi studi che provano come la passione per l’arte sia utile a prevenire depressione, demenza e varie malattie fisiche e mentali. Impegnarsi in attività artistiche riduce lo stress e supporta i sistemi bioregolatori. Inoltre l’arte funge da collante sociale, accrescendo le occasioni di partecipazione ad attività ed esperienze collettive che eliminano la tendenza alla solitudine e all’isolamento. Visitare musei, inoltre, ci impone mobilità, utile per combattere le abitudini sedentarie, causa di problemi di natura cardiovascolare e immunitaria.

 

La ricerca inglese, in questo caso, si conclude comprovando un’associazione tra l’arte e la longevità degli anziani: tra le persone prese in esame dallo studio e successivamente  decedute, il 47,5 % aveva infatti dichiarato di non aver mai intrapreso attività culturali, mentre il 26,5 % affermava di averlo fatto sporadicamente e il 18,6% frequentemente. Non a caso i laboratori di arteterapia sono strumenti sempre più diffusi in ospedali, carceri, asili e ospizi. Il professor Achille De Gregorio, pioniere italiano dell’arteterapia, sosteneva che l’arte fosse un potente strumento terapeutico poiché permette “la decodifica del linguaggio come specchio delle vicende interne e relazionali dell’utente.” Quindi oltre a migliorare il nostro umore e a sanificare il nostro corpo, l’arte è anche un’elisir di lungavita comprovato dalla recente ricerca scientifica.

 

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