Hanno creato scalpore facendo a pezzi Damien Hirst, ma le loro opere vanno oltre la semplice provocazione. Scopriamo MSCHF, il collettivo Newyorkese che non ti aspetti!

Non è facile comprendere l’essenza di MSCHF, forse perché esprime perfettamente lo spirito del nostro tempo, forse perché è la start up stessa a negare qualsiasi tipo di etichetta. Se il loro sito web lascia piuttosto disorientati, su Linkedin si definiscono addirittura come un’azienda lattiero-casearia. Ci viene allora spontaneo domandarci: che cos’è MSCHF? È una piattaforma di e-commerce? È un’azienda di marketing? È un collettivo di artisti o una parodia al capitalismo?

Per comprendere questa start-up nata nel 2016 è necessario partire dalle loro iniziative spesso spiazzanti e fortemente ironiche. Qualche esempio? Delle saponette per la vasca a forma di tostapane. Un’app di trading azionario basata sull’astrologia. Un collare per cani che traduce i pensieri dell’animale (in sole parolacce). Un bong a forma di pollo che chioccia quando lo fumi. Un laptop contenente i 6 virus informatici più pericolosi. Spingendosi oltre i limiti convenzionali, MSCHF è allora una fabbrica di idee all’avanguardia che segue le regole dell’Internet Culture. I loro progetti, negando sempre qualsiasi delimitazione settoriale, consistono in azioni sarcastiche capaci di diventare virali in pochi minuti.

Nell’autunno 2019 viene lanciato il loro personalissimo modello di Air Max 97. La differenza da quelle originali? Nell’unità AIR troviamo 60cc di acqua santa raccolta dal fiume Giordano (richiamando l’immagine biblica di Matteo). Prendendo in giro la mania per le sneakers dilagante nell’universo fashion, MSCHF lancia un modello che permette letteralmente ad ogni individuo di camminare sull’acqua. Ma l’azione che più ha scombussolato il mondo degli amanti dell’arte è sicuramente quella databile lo scorso 27 aprile. Il collettivo con base a Brooklyn ha infatti acquistato uno Spot Painting firmato Damien Hirst (con valore intorno ai 30mila dollari), per poi tagliare tutti gli 88 spot colorati e venderli singolarmente al prezzo di 480 dollari l’uno. Inutile dire che i ritagli sono andati a ruba in pochissimi secondi. Anche la cornice della stampa autografata da Hirst è stata battuta all’asta, seguendo le logiche di un’operazione tesa a creare ironia sul potere del merchandising nel mondo artistico.

Whaley, fondatore e CEO di MSCHF, spiega così il principio che sta dietro alle loro operazioni: “cerchiamo di dar vita a progetti che il mondo non può definire.” Seguendo una prospettiva di divertimento nichilista, il collettivo, che ora conta 10 dipendenti poco più che 20enni, mette in risalto gli ossimori della nostra società: “Non vogliamo rendere il mondo un posto migliore. Vogliamo far luce su quanto tutto fa schifo!”. Il 12 maggio ha preso vita la loro ultima operazione, che vede tutti gli episodi di The Office ricreati su Slack. Le nove stagioni della serie sono state trasformate in conversazioni pubblicate sul canale di MSCHF. Le battute degli script diventano quindi chat, dove con l’aiuto di emoji e di immagini, viene ricreato lo spirito dello show. In questo modo, ogni utente può seguire gli eventi in base ai messaggi che i protagonisti si scambiano in tempo reale, durante gli orari di ufficio.

 

 

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Accedendo al loro sito internet, aggiornato costantemente con nuovi progetti , è possibile seguire un’altra delle loro acrobazie digitali. Raccolti in un’unica piattaforma web troviamo i canali Hulu, Disney +, Netflix, HBONow, Prime Video e Showtime. I programmi offerti dai diversi marchi di streaming vengono trasmessi casualmente, proponendo un flusso continuo di contenuti visivi che ogni utente può fruire. Per i fan più accaniti è inoltre disponibile MSCHF APP per iOS, che ricorda agli utenti l’inizio di ogni nuova operazione e permette di rimanere costantemente aggiornati sui loro ultimi drop.