Chi muove i fili di un mercato da 68 miliardi di dollari? Ce ne parla Aymeric Richard, fondatore dell’Art Advisory Quirinal di Parigi.

Benché la crisi economica rimanga un argomento di primissima attualità, il mercato dell’arte sembra non risentirne in alcun modo, segnando una crescita che negli ultimii 25 anni ne ha raddoppiato il fatturato.

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Aymeric Richard, fondatore dell’Art Advisory Quirinal di Parigi, spiega come questo trend positivo sia dovuto in parte alla volontà da parte degli investitori di diversificare il proprio capitale ma soprattutto alla costante ricerca di investire in beni che “suscitino emozioni”. Le opere d’arte ne costituiscono un chiaro esempio.“Occore tuttavia far appassionare gli investitori”, continua Richard. “L’approccio che utilizzo è quasi pedagogico e spesso impiego diversi mesi prima che un cliente decida di acquistare la prima opera”. Stando alle parole dell’art advisor francese, per riuscire in questo mestiere è indispensabile specializzarsi in un dato periodo artistico, avere buon occhio e saper ascoltare con attenzione. Ma soprattutto, occorre comprendere ancor prima dei clienti stessi, quali siano le loro inclinazioni e preferenze in termini artistici.

Aymeric Richard, art advisor e fondatore della Quirinal Art Advisory Agency. Courtesy BFM IMMO

Secondo Richard, l’arte contemporanea, insieme al settore automobilistico e degli orologi da polso rimane il più attraente e redditizio. Tuttavia, nonostante i diversi indicatori a disposizione dei professionisti del settore, tra cui risultati d’asta e dati relativi alla richiesta degli artisti sul mercato, non si è mai completamente certi della bontà di un investimento. Il mercato dell’arte è infatti molto volatile, se paragonato al mercato di altri beni. Questo è in larga parte dovuto a costi molto elevati e notevoli asimmetrie informative. Ne consegue che sia necessario prestare molta attenzione ai cosiddetti “fuochi di paglia”; artisti soggetti a vere e proprie operazioni di marketing che con il passare del tempo si rivelano qualitativamente scadenti. È qui che subentra la figura dell’art advisor, un consulente strategico in grado di valutare la qualità di un’opera così come la congruità del prezzo di vendita.

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Cercle Palatin, octobre 2019. Le cercle Palatin se réunissait hier matin chez @christiesparis pour y découvrir les chefs-d’œuvre prochainement présentés lors des ventes « Paris Avant-Garde » et « Art Moderne » les 17 et 18 octobre 2019. Quirinal remercie à ce titre madame Valerie Didier Hess (@valouddahess), spécialiste du département Art Moderne et Impressionniste pour son accueil et ses précieuses explications. ________________________________ 🇬🇧The Palatine Circle met yesterday morning at Christie’s in Paris to discover the masterpieces soon to be presented at the “Paris Avant-Garde” and “Art Moderne” sales on 17 and 18 October. Quirinal would like to thank Valérie Didier Hess, specialist in the Modern and Impressionist Art department, for her warm welcome and valuable explanations. #artcollection #artadvisory #artavisors #modernart @christiesinc #palatinecircle

Un post condiviso da Quirinal – Art Advisory (@quirinal.art) in data:

L’obiettivo è quello di persuadere il cliente a sviluppare una vera e propria collezione e non limitarsi all’acquistare un unico pezzo. Per questo motivo è indispensabile instaurare un rapporto di fiducia che perduri nel tempo”.  I clienti più frequenti, racconta Richard, sono giovani collezionisti tra i 35 e i 40 anni. È dunque evidente come in aggiunta a spiccate conoscenze in ambito artistico, un buon art advisor debba possedere delle ottime capacità relazionali di modo da ampliare la propria rete di contatti e dar vita a un vero e proprio mercato secondario tra clienti, assistendoli entrambi nell’acquisto e nella vendita di opere. Un mestiere sempre più in voga sulla scena artistica internazionale, si può ben dire che sia l’art advisor a muovere i fili del mercato dell’arte, indirizzando investimenti e conseguentemente dettando tendenze.