Zoer è l’artista francese che ha trasformato il più vecchio sfasciacarrozze del Paese in una tavolozza colorata.

Solara è l’ultimo progetto di Zoer, l’artista francese con la passione per gli oggetti in disuso, riportati a miglior vita attraverso l’arte. Solara comprende 144 vecchie automobili, sottratte alla distruzione e dipinte ognuna di una diversa tinta, con codice colore stampato sul cofano, richiamando il sistema Pantone. Per mantenere la memoria di questi rottami, l’artista ha creato una cartella colori in cui il numero RGB viene combinato con il modello dell’automobile: la Kadett Blue 0f405c, o la Mercedes Yellow e6c359. Ogni colore porta con sé la storia dell’oggetto, il suo uso e la sua personalità.

Il nome del lavoro prende spunto dalla macchina “Solara”, per l’appunto, una vettura prodotta dalla casa automobilistica francese Talbot fino al 1981. Inoltre, il nome riprende anche un fenomeno legato alla solarizzazione, un processo naturale di alterazione del colore di un oggetto esposto per lungo tempo al sole. L’obiettivo di Solara è principalmente quello di mettere in evidenza tutte le difficoltà che i proprietari dello sfasciacarrozze, il più antico della Francia, devono affrontare quotidianamente da oltre 50 anni. La difficoltosa manutenzione della discarica di autovetture è dovuta al fatto che il suolo mostra un’altissima concentrazione di cadmio e nichel, causata dall’abbandono di automobili e componenti meccaniche. Nel tentativo di supportare i proprietari nella gestione dei rottami e di porre un rimedio all’inquinamento, Zoer ha anche lanciato una campagna di crowdfunding per decontaminare il terreno.

Solara è un progetto del tutto coerente con la ricerca di Zoer che, da sempre, ruota intorno all’iconografia degli oggetti di uso comune che invadono lo spazio pubblico, reinterpretandoli attraverso il suo immaginario. Nelle sue produzioni Zoer presenta relitti e manufatti abbandonati, che rappresentano un momento di transizione tra natura morta e paesaggio. Si tratta di immagini che riflettono la debolezza di una società con bisogni sproporzionati, che difficilmente vengono gestiti a dovere. In questo contesto le automobili sono uno dei leitmotiv ricorrenti nella sua produzione. Fin da bambino l’artista ha nutrito la passione per le auto, che amava smontare per disegnarle in una composizione differente. Per Zoer l’auto è probabilmente l’oggetto che meglio definisce la complessità e l’accelerazione tipiche del ventesimo secolo sia nei suoi limiti tecnologici che negli impatti sociali degli stessi. Inoltre l’artista concepisce i veicoli come un simbolo della cultura, delle aspirazioni e del desiderio di progresso.