Il 22 febbraio alle 18.00 al Marca -Museo delle Arti di Catanzaro si inaugura “Memoria di un giardino” di Maria Luigia Gioffrè. La mostra sarà visitabile fino al 25 aprile.

Memoria di un giardino, la prima mostra personale di Maria Luigia Gioffrè, evidenzia un processo temporale di correlazione tra opera e ambiente, laddove l’estetica dell’infertilità della terra – campo arato ma non fertile, rami secchi e vasi vuoti – diventa il tratto di congiunzione dell’immaginario preistorico e di quello apocalittico, evocato non in chiave biblica ma dispiegato come racconto dell’archeologia di una natura passata e futura.

“Seminatrice” Maria Luigia Gioffrè

Nella prima sala della mostra al MARCA è esposto un ciclo fotografico estratto da una complessa opera performativa, intitolata Purgatorio di Primavera (2018-2019) e ripartita in tre atti: Seminatrice, Eden e Preghiera. Ciascuno narra la circolarità del tempo, di una fine e di un inizio indistinto, di uomini e donne, le cui azioni appaiono sospese. Nella trilogia si percepisce una gradatio visiva, che comincia con la grevità della Seminatrice, di una giovane donna nuda che semina e raccoglie piante secche; intorno a lei terra brulla e moltitudine di vasi, da cui non sboccia vita. Dalla solitudine dell’archetipica prima donna alla pluralità dei generi; da uno scenario atemporale ad uno post-industriale: in Eden una coppia di giovani, vestiti con tuniche bianche e asettiche, ricostruiscono il mitico Giardino, all’interno di un edificio decadente. L’aporia resta tale anche in Preghiera : l’unica donna sulla scena – che cinge e suona un corno – incarna lo spazio del tentativo tra squilibrio e tensione desiderante.

“Preghiera” Maria Luigia Gioffrè

La ricontestualizzazione di tòpoi o di oggetti simbolici, come il corno, è d’altronde una costante del lavoro di Gioffrè, presente anche in lavori meno recenti: nella seconda sala del Museo Marca due monitori proiettano il già citato Purgatorio di Primavera e la performance Pangea; qui l’artista strappa le pagine di un atlante geografico, le immerge una ad una in un catino d’acqua e poi le ripone a lato, tutto scompare in un processo continuo. Il percorso della mostra termina quindi con Il giardino, installazione ambientale e immersiva, che si rivela attraverso suoni alle origini dell’esistenza di ognuno, pianto di neonato e musica di carillon.

Memoria di un Giardino

Mostra Personale di Maria Luigia Gioffre

a cura di Gaetano Centrone e Simona Caramia

Marca – Museo delle Arti di Catanzaro

Inaugurazione 22 Febbraio 2020 ore 18.00

22 Febbraio – 25 Aprile 2020