In libreria è uscito il “Diario della Capra”, il nuovo libro di Vittorio Sgarbi che invita allo studio matto e disperatissimo dell’arte.

“Una sera, arrivato per presentare una mostra di Tiziano, ho invitato alcuni ragazzi che erano fuori da un locale. Quando i giovani mi hanno risposto ‘Chi Tiziano Ferro?’ ho capito che c’era qualche problema nelle scuole”. Sarà stato  probabilmente il ricordo di quella serata a spingere Vittorio Sgarbi a confezionare e mandare in libreria  il “Diario della Capra” appena pubblicato da Baldini + Castoldi.

Vittorio Sgarbi “Diario della capra”

Smessi  i panni  dell’opinionista polemico e del politico di opposizione, Sgarbi è riuscito a trasformare il suo tormentone-slogan  televisivo, ormai cult, “Capra! Capra! Capra!” in un simpatico e colto invito allo studio dell’arte. “Diario della Capra” è appunto un’agenda-diario che scandisce i giorni da settembre 2019 a dicembre 2020, utile come acquisto per l’inizio della scuola, per studenti e non solo,  ma anche come idea regalo per i prossimi mesi.

Al grido di  “Studiate, capre!” il critico, e storico dell’arte tra i più preparati in Italia, ha raccolto tantissime sue riflessioni sull’era dei social  da “la sola eclissi che vedo è quello dei cervelli impegnati a fare selfie contro facce inguardabili” a “l’influencer è un pirla sfaticato che lucra su dei pirla danarosi incapaci di scegliersi da soli un paio di scarpe da pirla”. Ma la missione di questa nuova idea è un invito ad un viaggio nel mondo dell’arte: “mettetevi in cammino, non siate pigri, perché dalla vostra meraviglia deriva la vita dell’arte. Dei luoghi del nostro paese, l’Italia delle meraviglie” si legge sfogliando le pagine del diario. Nei 15 mesi, infatti, vengono presentate, con dei brevissimi commenti, più di 40 opere tra dipinti e sculture presenti nei più importanti musei del mondo o appartenenti alla collezione Cavallini-Sgarbi a Ferrara:  dalla “Cleopatra” di Artemisia Gentileschi a “Il Quarto Stato” di Giuseppe Pelizza da Volpedo senza dimenticare “Leopardo” di Antonio Ligabue e “Primavera” di Sandro Botticelli.

Quasi in ogni pagina, inoltre, ci sono aforismi, citazioni e pensieri di artisti, scrittori, poeti e filosofi : “L’arte è la forma più alta della speranza” citando Gerhard Richter ma anche “L’arte, come la teologia, è una frode ben confezionata” firmato Philip K. Dick  e poi “Una passione sfrenata per l’arte è un cancro che divora ogni altra cosa” di Charles Baudelaire e per non togliervi tutte le soprese “La grande arte – o la buona arte – è quella che, quando la guardi e ne fai esperienza, ti rimane nella mente. Non penso che l’arte concettuale e l’arte tradizionale siano così diverse. C’è arte concettuale noiosa e arte tradizionale noiosa. La grande arte è quella che non ti fa smettere di pensare, dopodiché diventa memoria” Damien Hirst.

Per non perdere l’ironia, ogni mese si apre con una delle 16 vignette disegnate da Sergio Staino la cui matita mescola con la sua arte pensieri colti e scene di vita di simpatiche capre, molte delle quali, ispirate dai pensieri del critico d’arte autore del Diario. “L’unica speranza per uno studente è trovare un buon insegnante” si augura, concludendo, Vittorio Sgarbi e sembra quasi volersi proporre, con la sua passione e la sua cultura, come insegnate di Storia dell’Arte e non solo.