Nasce a Parma OTTN, una giovanissima associazione di sole donne con l’obiettivo di supportare gli artisti italiani emergenti, attraverso un progetto innovativo dal titolo Contemporary Italian. Vediamo di cosa si tratta! Le abbiamo intervistate.

Chi siete? 

Siamo quattro giovani donne unite dalla passione per l’arte contemporanea, e per tutto ciò che è, in qualche modo, esperienza. Abbiamo creato OTTN, dove ognuna di noi ha un ruolo ben definito e si dedica a un progetto creativo di cui è interamente responsabile, e un progetto “non creativo” utile alla gestione dell’associazione, confrontandoci sempre su tutto. Ci siamo conosciute a Parma dove Giorgia, che ha fondato l’associazione, era la direttrice creativa di una galleria. Quando poi ha lasciato l’incarico, ci siamo ritrovate davanti a un caffè e ci siamo dette “bene, che si fa?”. Eravamo tutte felici di iniziare un’avventura insieme in maniera indipendente e vedere dove ci avrebbe portato.

Team di OTTN, Lecce. Photo curtesy di Gabriele Albergo.

Che cos’è OTTN? Cosa significa l’acronimo?

OTTN è l’acronimo di “On To The Next” (avanti con il prossimo!) e nasce dallo spirito di voler “andare oltre” insieme. OTTN è, in realtà, un’associazione che vuole supportare e creare connessioni tra gli artisti e il pubblico. In particolare, ci dedichiamo a tutto ciò che riguarda l’organizzazione di esperienze, dalla ricerca sponsor al piano curatoriale. Non siamo propriamente né critiche d’arte, né curatrici, ma sperimentiamo nel campo della comunicazione. Crediamo che di arte ne abbia un gran bisogno anche chi sta fuori da questo mondo! Siamo convinte che l’arte possa migliorare la vita delle persone: per questo vogliamo coinvolgere anche gli outsiders, perché lì è dove sperimentano in pochi.

Avete introdotto per la prima volta in Italia il concetto di “prevista”? Di cosa si tratta?

La prevista è un ibrido tra una mostra e una preview, un progetto espositivo che supporta l’artista da un lato, e incoraggia la fruizione dell’arte da parte di un pubblico nuovo dall’altro. Le previste sono parte di Contemporary Italian, anch’esse atte a promuovere artisti italiani emergenti. Con le previste entriamo in paesi italiani in cui l’arte contemporanea solitamente è poco considerata, chiediamo a un cittadino o al comune di darci uno spazio tipico (una casa, un cantiere, un giardino, etc) e lo allestiamo per un breve periodo che va dai 2 ai 10 giorni. Per ogni prevista invitiamo un visiting critic che dia un feedback, in quanto esperto, all’artista, e un visiting collector con la speranza che acquisti un’opera per supportare sia l’artista che il nostro progetto. Il visiting critic e il visiting collecor sono due termini coniati da noi, e siamo molto orgogliose di questo – di creare una catena trasparente attorno alla mostra. Dallo sponsor al collezionista, fanno tutti parte del meccanismo! La cosa più importante delle previste è che gli artisti sono tutti emergenti italiani, le cui opere sono scelte in modo da comunicare con lo spazio (senza invaderlo).

Si è conclusa da poco la vostra prima prevista dal titolo Anatomia del vuoto: volete raccontarcela?

Anatomia del vuoto è stata la prima personale a Parma di Daniele Arosio, un artista di Milano di grande talento. Con Daniele lavoravamo a questa mostra da un anno, senza mai riuscire a trovare lo spazio giusto. Poi abbiamo trovato un loft incredibile, molto materico (come le opere dell’artista), e, grazie all’architetto Italo Iemmi che ce lo ha messo a disposizione, siamo riuscite a trasformare il progetto in realtà. La mostra “Anatomia del Vuoto” era molto intima, volevamo emozionare chiunque entrasse a visitarla. Era una mostra incentrata sì sulla materia (polvere nera, specchi, alluminio, scarti, pittura, plastica, legno) ma, al tempo stesso, fatta di luce, vuoto e atmosfere sensoriali.

Daniele Arosio, “Anatomia del vuoto”, Parma 2019. Photo courtesy Carlotta Roma.

Arriviamo a Contemporary Italian: puoi spiegarci meglio in cosa consiste questo progetto?

Contemporary Italian nasce come archivio digitale il 25 Febbraio 2019. In pochissimi mesi è diventata una community di persone vere e interazioni reali. Persone che ci aprono le loro case e i loro studi. Artisti che ci ringraziano e grandi musei che ci fanno i complimenti. Mai e poi mai ci saremmo aspettate tutto questo! Siamo davvero grate a tutti (quasi 5000)! Con questo progetto vogliamo dare un supporto  reale all’arte italiana mediante la realizzazione di vari progetti come le previste, il podcast (il progetto più rivolto agli insider), i reportage d’artsita (brevi documentari che ritraggono giovani artisti nel loro quotidiano), e tanto altro.

Giorgia, tu hai girato il mondo e collaborato con molti artisti e realtà straniere. Come valuti il sistema dell’arte contemporanea in Italia rispetto a quello estero? 

Il sistema dell’arte non lo giudico (per natura non giudico), ma sento dire che ci sono molte lacune, eppure nel complesso lo trovo stupendo! Credo che l’Italia sia ricca di talenti, ma sono pochi quelli che sognano in grande! Ci sono incredibili artisti, con grande integrità morale e passione per la ricerca (questo è quello che da sempre distingue gli italiani) ma, a causa di una mentalità conservatrice o di un’incapacità nel promuovere il proprio lavoro, risultano ignorati o addirittura schiacciati dal sistema. Mi piacerebbe che gli artisti italiani potessero ricevere più fondi e assistenza per il loro processo di produzione. Un mio obiettivo futuro, tramite il progetto Contemporary Italian, sarà permettere agli emergenti di pensare e lavorare più in grande.

Team di OTTN, Lecce. Photo curtesy di Gabriele Albergo.

Quali sono le vostre pillow talks per i giovani artisti che vogliono farsi strada nel mondo dell’arte?

Non guardate a ciò che fanno gli altri! Regalateci quello che avete dentro, le vostre visioni, i vostri mondi, le vostre idee tramite le vostre opere. Siate intellettuali, osate e usate più colore! Formatevi come persone. Diventate artisti nell’anima, poi tutto quello che farete sarà opera d’arte. Non pagate mai. Non svendete mai. Curate il vostro profilo Instagram, non mettete foto di gatti, tenetelo ordinato: caricate i vostri lavori, e mettete un portfolio nel link in bio. Non arrendetevi, la difficoltà della vostra carriera fa parte della vostra carriera. Il modo in cui affrontate questa difficoltà fa parte di chi sarete voi come artisti! Studiate, leggete, createvi un mondo vostro e poi condividetelo con noi, ne abbiamo tanto bisogno. Siate orgogliosi!

Qual è il vostro mantra?

Tutto ciò che va dal “never not working” a “team building” è per noi un mantra. Forse la volontà di creare connessioni sperimentando è quello che ci motiva quotidianamente. Insieme alla volontà di non fare mai niente per niente: tutto ciò che facciamo deve generare nuove cose, tutto deve essere un seme e mai un punto di arrivo.