Un restauro iniziato da poco e un altro già in programma per il 2022: la Rothko Chapel si rinnova per conservare le sue opere e per accogliere i suoi visitatori.

Uno spazio magico e spirituale, un luogo di incontro per religioni e persone provenienti da tutto il mondo, un epicentro per i diritti civili dell’uomo e luogo di discussione per le sorti del pianeta: questi sono solo alcuni degli utilizzi della Rothko Chapel. Questo luogo, commissionato dai coniugi John e Dominique De Menil per la metropoli di Houston (Texas) e realizzato dagli architetti Philip Johnson, Howard Barnstine e Eugene Aubry, ospita 14 tele di Mark Rothko, 3 trittici e 5 pannelli rettangolari disposti a raggiera all’interno della cappella.  All’interno del luogo aleggia un senso di spiritualità molto profondo che porta lo spettatore a compiere un approfondimento introspettivo alla ricerca del sè più autentico e profondo. Si tratta di un luogo ideale per chi desidera investigare la propria anima attraverso la contemplazione delle tele di Rothko, che risultano investite di una sacralità artistica senza precedenti nell’arte contemporanea.

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Rothko Chapel

Per quanto riguarda la storia della Rothko Chapel, la struttura ha subito un primo restauro nel 1999 poiché alcune opere presentavano segni di invecchiamento prematuro. Dopo ben 18 mesi di lavori le tele hanno poi ritrovato l’originario splendore e sono state da subito rese visibili al pubblico. Dopo vent’anni è sopraggiunta la necessità di un secondo restauro che prevede due fasi: una prima parte da realizzare nel 2019 (i lavori sono iniziati il 4 marzo e si concluderanno il 21 dicembre) e una seconda fase prevista per il 2022. La prima frase prevede la sistemazione della cappella modificando il vestibolo e ammodernando i sistemi audio, di sicurezza e antincendio. Fondamentale sarà la creazione di una nuova copertura a ragnatela capace di filtrare la luce giornaliera in modo da non danneggiare le opere e un sistema di proiettori che illumineranno la cappella di notte. Queste soluzioni sono state studiate per risolvere una volta per tutte il problema della luce, da sempre nemica (se mal gestita) della conservazione delle opere d’arte. La copertura originale, infatti, era stata chiusa con dei pannelli scuri per timore che i raggi UV danneggiassero in maniera irreparabile le tele di Rothko.

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All’interno di questa prima fase di ristrutturazione della Rothko Chapel sono previste anche la ridefinizione degli spazi verdi e la creazione di un campus, “The Visitor Welcome House”, che accoglierà i visitatori durante il loro soggiorno e che fungerà anche da luogo di ritrovo per conferenze e di memoria della storia della cappella. La seconda fase del restauro prevede la creazione di un centro amministrativo, un archivio, una biblioteca e un’area pubblica per congressi con programmi legati ai diritti umani, alle relazioni interculturali e ai cambiamenti climatici. Dal sito della Rothko Caphel si apprende che “questi miglioramenti garantiranno un maggiore accesso e coinvolgimento con le straordinarie tele di Mark Rothko e miglioreranno l’esperienza del visitatore nel suo insieme. Questi sforzi di conservazione porteranno l’esperienza della Cappella più vicina alle intenzioni dei fondatori e dell’artista” (Annuncio ufficiale per l’inizio dei lavori di restauro, 4 marzo 2019.)

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