Il sistema percettivo va in crash come quando ci si addentra in una di quelle sale degli specchi deformanti dei Luna Park. Peter Kogler crea ambientazioni ipnotiche che gettano lo spettatore in un labirinto fuori dal tempo e dallo spazio.

Peter Kogler è uno dei nomi più importanti della scena artistica viennese contemporanea. Attivo da oltre trent’anni, Kogler ha iniziato il suo percorso artistico sperimentando svariate discipline e mezzi espressivi, come la performance, l’arte digitale, la pittura, l’installazione e l’architettura.  Dal 1984 Kogler si è interessato sempre di più all’arte concettuale e multimediale, utilizzando il potenziale delle tecnologie informatiche per creare atmosfere futuristiche, al contempo stranianti e oniriche. Visita il SITO DELL’ARTISTA

Peter Kogler room

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Peter Kogler gioca con le immagini in movimento e con le fonti sonore, rielaborando la lezione di  movimenti artistici passati quali il minimalismo e la pop art. Se osserviamo le sue opere sembra di essere catapultati in dimensioni surreali e cinematografiche; non a caso tra le sue fonti di ispirazione Kogler cita Blade Runner e i film di Fritz Lang. Questo senso di smarrimento è sicuramente dato dalla monocromia del black/white tipica delle sue installazioni, ma anche dalla ripetizione ossessiva di linee marcate che trasformano la prospettiva e gli stessi elementi architettonici degli spazi che occupano. Ridisegnando completamente le pareti, i pavimenti e i soffitti con intricate linee dall’andamento ondulatorio, sia in senso orizzontale che verticale, Kogler trasforma gli interni in spazi illusori e psichedelici, trasmettendo quel senso vertiginoso e alienante tipico delle società contemporanee.

Lo spettatore si trova quindi disorientato, incapace di trovare stabilità e punti fermi intorno a sé. Difficilmente si riesce a distinguere un sopra e un sotto, una destra da una sinistra. Tutto sembra uguale a se stesso, e il visitatore si trova catapultato in un grosso buco nero dove non esistono più coordinate spaziale e temporali. Il sistema percettivo va in crash come quando ci si addentra in una di quelle sala degli specchi deformanti da luna park. Il pavimento sembra cedere sotto i passi, muoversi e flettersi, deformando l’ambiente in modo innaturale e destabilizzante.

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