Mai come in questo momento abbiamo avuto bisogno di casi di successo come quello di Francesca Pasquali. Per tornare a vedere un futuro ambizioso per i giovani artisti del nostro (acciaccato) paese.

Francesca Pasquali: il nome dovrebbe per lo meno suonarti famigliare. Se non è così, corri ai ripari. Perché Francesca, con grande merito e una ricerca davvero profonda e di ampio respiro, fa parte di quel ristretto gruppo di giovani artisti italiani (è nata nel 1980 a Bologna) riusciti ad affermarsi sulla scena internazionale. Senza scendere in dettagli dal poco valore aggiunto, basti sapere che Francesca ha partecipato negli anni alle più importanti fiere internazionali, da Art Basel a Miami e Hong Kong a FIAC a Parigi, e che le sue opere sono presenti in alcune collezioni pubbliche e private come quella del MOCA di Londra. Ma veniamo alla sua arte…

Francesca Pasquali nel suo studio di Bologna. Photo by Fabio Mantovani. Opera: “Punto a capo” 2009. Courtesy of the artist

Il suo più comune e davvero sminuente appellativo è… “l’artista delle cannucce”. Estremamente riduttivo, certo, ma se vogliamo indicativo del suo lavoro. Perché la ricerca di Francesca Pasquali si concentra sui materiali di riuso, ben distanti da quelli che la tradizione vorrebbe. Non convenzionali, plastici e industriali, figli del suo e del nostro tempo. Francesca lavora con il neoprene, il poliuretano espanso e oggetti d’uso quotidiano considerati tendenzialmente privi di valore estetico. Tra cui le famose cannucce.

Blue straws, 2013, cannucce blu su pannello di legno e cornice metallica. Courtesy of the artist.

Il lavoro di Francesca Pasquali è dunque parte da un’approfondita ricerca sui materiali: attraverso l’assemblaggio di superfici texturizzate, l’artista ricostruisce gli schemi costruttivi che si trovano in natura, in maniera certo creativa ma verosimile alla realtà. Dalle sue mani e dalla sua ricerca nascono opere dal potente impatto visuale, mai fine a se stesso, ma volto a creare una potente attrazione verso lo spettatore. La relazione tra opera e fruitore diventa così parte stessa della ricerca artistica. Elemento dell’opera. Lo scopo di Francesca Pasquali è creare nuove forme di comunicazione con il pubblico, che da osservatore distaccato diventa partecipa all’opera. Ne diventa parte. I suoi lavori, forme a primo impatto a noi distanti, sconosciute, appaiono magicamente famigliari, facilmente riconoscibili. Questo pescare dall’inconscio dell’osservatore, dai ricordi delle forme, è la vera potenza di quest’artista.

Spiderwall, 2016, ragnatori colorati, cavi di acciaio, reti metalliche, installazione site-specific. Londra, MOCA-Museum of Contemporary Art. Courtesy of the artist.

C’è un senso più coinvolto di altri nella fruizione delle sue opere, e non parliamo della vista, ma del tatto. Questo canale percettivo, solitamente escluso dalla consueta fruizione dell’arte, viene invece esaltato da Francesca Pasquali. Le impressioni tattili, infatti, giocano un ruolo fondamentale a livello comunicativo, perché suscitano ricordi e aiutano a memorizzare le sensazioni presenti. Dal momento che le sue opere sono assai vulnerabili e soggette all’usura del tempo, nel dicembre 2015 nasce il Francesca Pasquali Archive (vai al sito), coordinato da Ilaria Bignotti, con lo scopo di archiviare, conservare e promuovere la sua produzione artistica. Ma non solo: grazie all’utilizzo di sistemi di tecnologia avanzata – in primis un database a cui è collegato il chip incorporato nel documento di autenticità – Francesca Pasquali Archive è anche un laboratorio di studi e ricerche innovative di livello internazionale.

Frappa, 2015, 40 kg. farina di grano duro, sale, strutto. Grosseto, Capalbio, Associazione Culturale Il Frantoio Photo ©Andrea Sartori. Thanks to Chef Stefano Donegaglia. Courtesy of the artist.

– Recentemente, è stata selezionata a Bienal Sur, International competition of Central and South America, e al “Premio VAF” 2017. Finalista del Premio Cairo 2015 e classificatasi al secondo posto del Premio Fondazione Henraux nel 2014, Francesca Pasquali è stata invitata a partecipare alle principali fiere d’arte contemporanea internazionali, tra le quali Art Basel a Miami e Hong Kong, FIAC a Parigi, TEFAF a Maastricht, Art First a Bologna e MiArt a Milano. Le sue opere sono presenti in importanti collezioni private e pubbliche in Italia e all’estero. – DAL SITO DELL’ARTISTA