L’arte pubblica è arte sociale, si occupa tendenzialmente di analizzare temi fortemente attuali, provocando e facendo riflettere. Ecco 5 opere che dovete assolutamente conoscere.

Verso la fine del 2018 la compagnia UAP , che collabora con artisti, architetti e designer di tutto il mondo per realizzare progetti d’arte pubblica, ha stilato una lista dei lavori di public art considerati tra i più sorprendenti. Ne abbiamo scelte 5 per voi.

Rirkrit Tiravanija, Untitled 2018 – The infinite dimensions of smallness | Singapore

 

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Si tratta di un enorme labirinto nel cuore di Singapore, commissionato dalla National Gallery di Singapore all’artista Rirkrit Tiravanija . Al centro del labirinto, costruito interamente in bambù, è presente una sala da tè, evocazione dell’antichissima tradizione di cerimonie che caratterizza questo Paese. L’installazione interagisce col pubblico nella modalità del gioco: il visitatore deve infatti orientarsi attraverso il confronto col prossimo, per raggiungere il centro del labirinto e sorseggiare insieme una tazza di tè.

Callum Morton, Monument #32 Helter Shelter | Sydney

 

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Donald Trump invade Sydney. Non temete il presidente americano non ha deciso (per il momento) di assalire la terra dei canguri. Si tratta di una scultura di Callum Morton, artista che ha costruito il mezzo volto del presidente per far ragionare sul mandato di Trump e sugli effetti che sta generando nel mondo. La scultura ha una duplice forma: la parte davanti è un sublime lavoro di ritrattistica, mentre la parte dietro ospita una panchina. In questo modo il visitatore si può sedere dentro la testa di Trump scambiando (metaforicamente) il proprio pensiero con quello del Presidente.

Do Ho Suh, Bridging Home | Londra

 

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Una piccola casetta tipicamente coreana fa capolino nel centro di Londra, a Warmwood Street. L’artista Do Ho Suh ha realizzato questa installazione per descrivere la tensione che si viene a creare tra la dimensione privata (rappresentata dalla casa) e lo spazio pubblico (rappresentato da una strada trafficata). Con la sua opera l’artista vuole far riflettere lo spettatore sull’idea di casa, concepita non solo come un luogo fisico, ma anche come spazio metaforico ricco di energia, memorie e sentimenti.

David McDiarmid, Rainbow Aphorisms | Londra

 

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Gli aforismi di David McDiarmid, artista morto nel 1995 a causa del l’AIDS, sono disseminati ovunque sulle pareti della metropolitana londinese. Avventurandoci nell’underground della città ci imbattiamo in frasi come “The family tree stops here darling”, “I’m too sexy to have AIDS” e “Don’t forget to remember”. Sono frasi veloci e capaci di raccontare un intero mondo troppo spesso considerato un tabù.

Olafur Eliasson, Fjordenhus | Vejle Fjord

 

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Questa enorme struttura architettonica è il primo progetto commissionato dalla compagnia di investimenti Kirk Kapital a Olafur Eliasson. Il progetto prevede la creazione del quartier generale della compagnia con installazioni dello stesso Eliasson sulle acque del fiordo di Vejle. La struttura è caratterizzata da mattoni intervallati da grandi vetrate e forme architettoniche arrotondate. L’obiettivo dell’artista è enfatizzare l’armonia possibile tra strutture architettoniche artificiali e gli elementi naturali come l’acqua, la luce e la terraferma.

 

Fonte Artsy

Immagine di facebook via roslynoxley9