I ritratti delle popolazioni native proiettati sulla giungla brasiliana. Anche il mondo dell’arte si oppone alla deforestazione del grande polmone del pianeta.

Ha già un nome la nuova ondata di devastazione della foresta amazzonica brasiliana: “effetto Bolsonaro”. Le posizioni e le conseguenti azioni del neo eletto presidente del Brasile Jair Bolsonaro verso il grande polmone del pianeta fanno gelare il sangue tanto ad agli attivisti per i diritti umani e per la tutela dell’area amazzonica, quanto a chiunque abbia a cuore il futuro del nostro pianeta. Nel 2016, 2 anni prima delle nuove elezioni, nasceva un progetto d’arte contro la devastazione della foresta amazzonica.

Credit Philippe Echaroux

Brevemente…

Tra i grandi obiettivi di Bolsonaro a favore dell’espansione economica del paese di cui è recentemente diventato leader, l’incremento dei terreni coltivati a discapito della foresta amazzonica, che copre una vastissima area del Brasile. Aumento della deforestazione dunque, per lasciare spazio a coltivazioni agricole. Primo grande problema: la foresta amazzonica è l’ultimo grande polmone del nostro pianeta. Senza scendere in dettagli tecnici (questo magazine non è il posto giusto, ma potete informarvi QUI), basti sapere che ridurre ulteriormente la già martoriata superficie di questo miracolo della natura causerà enormi danni climatici all’intero pianeta. In secondo luogo, l’area amazzonica del Brasile è abitata da alcune delle ultime popolazioni indigene del mondo. Le politiche di Bolsonaro hanno trasformato questi gruppi da minuscole realtà da tutelare ad ogni costo a nemici del progresso, e i violenti processi di espropriazione di quelle che storicamente sono state le loro terre sono già drammaticamente iniziati.

Philippe Echaroux: l’arte contro la devastazione della foresta amazzonica

Credit Philippe Echaroux

The Blood Forest – Street Art 2.0, il progetto dell’artista e attivista francese Philippe Echaroux ha visto la luce nel 2016. Come ben saprete la deforestazione dell’arte amazzonica non è una novità di Bolsonaro: da decenni questa pratica martoria uno dei paesi più stupefacenti e biodiversi al mondo, alimentando proteste e attività di tutela. Echaroux si è mosso proprio per dare il suo contributo alla sensibilizzazione riguardo questa delicatissima e urgente tematica. Dopo aver immortalato i membri della tribù Surui, che da sempre vive nella fitta giungla brasiliana, ne ha proiettato gli splendidi ritratti sulle pareti verdi della foresta. Il risultato è stato meraviglioso e commovente. Ci è sembrato giusto e interessante riproporre questo progetto nato qualche anno fa proprio con l’obiettivo di opporsi a quello che di fatto è stato il terribile destino dell’area amazzonica: un ulteriore, vergognoso e drammatico accanimento.