Per secoli gli artisti alla ricerca d’ispirazione si sono immersi nel sogno alla ricerca di input creativi provenienti dal subconscio. Non a caso i sogni sono stati l’origine di alcuni dei più grandi momenti di genio nella storia dell’umanità.

Nella storia dell’arte

Per quanto riguarda l’arte, Salvador Dalí e i suoi colleghi surrealisti rappresentano l’esempio più noto di come l’analisi del sogno venga utilizzata per realizzare opere raffiguranti realtà alternative, creature ibride e oggetti misteriosi. E di come sia importante per un artista aver chiaro che i sogni influenzano la creatività. Ci sono poi Hieronymus Bosch, creatore di  paesaggi fantastici e allucinatori, e William Blake con i suoi dipinti caratterizzati da figure eteree e paesaggi incantati. Anche artisti come Vincent van Gogh e il pittore britannico Francis Bacon hanno dichiarato di aver tratto linfa creativa nei momenti tra la veglia e il sonno; basti pensare alla celebre affermazione di van Gogh : “Sogno i miei dipinti, poi dipingo i miei sogni”.

Salvador_Dalì, “Sogno causato dal volo di un’ape intorno a una melagrana un attimo prima del risveglio” (1944)

 

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Il mondo scientifico

Le neuroscienze dipingono un quadro complicato della creatività, dimostrando che essa implica un processo che va ben al di là della distinzione fra parte destra e sinistra del cervello, l’una più emotiva e emozionale, l’altra più razionale e analitica. In realtà, si è scoperto che la creatività coinvolge un vasto numero di processi cognitivi, neurali ed emozionali che la scienza non ha ancora compreso del tutto.E che senza dubbio sì, i sogni influenzano la creatività di tutti noi.

Uno studio effettuato dall’Università di S. Diego e pubblicato su “Proceedings of the National Academy of Sciences“(PNAS), ha messo in luce i maggiori picchi di creatività che si rilevano fra soggetti che stanno sognando. Durante la fase REM del sonno, quella in cui si sogna appunto, il nostro cervello massimizza le sue capacità di elaborazione creativa.  Nei sogni possiamo vedere le cose più chiaramente: le nostre associazioni mentali sono più intuitive e ci permettono di comprendere a fondo significati che non siamo in grado di interpretare del tutto da svegli.

Come avvalersi del sogno per creare un’opera d’arte? 

Secondo Michael Vincent Miller, direttore del Boston Gestalt Institute, si può giungere a creare una vera opera d’arte avvalendosi della materia prima del sogno. Utilizzando, ad esempio, il linguaggio con cui il sogno viene ricordato, i ritmi e i suoni con cui si esprimono i sentimenti e le emozioni, ecc. Riuscire a ricordare il sogno è il difficile punto di partenza. Ne parlò Dalí nel suo 50 Secrets of Magic Craftsmanship, dove l’artista illustrò le sue particolari e stravaganti tecniche per mantenere vividi i sogni una volta risvegliati.

Dettaglio di Hieronymus Bosch “Il giardino delle delizie terrene” (1490-1510), Museo del Prado (Madrid).

Il trucco della chiave di Dalí

Una tecnica proposta da Salvador Dalí è la seguente. Fare un breve pisolino con una grossa e pesante chiave stretta in mano.  Secondo Dalì, subito dopo essersi addormentato, la chiave sarebbe caduta dalla mano dell’artista svegliandolo proprio nel momento in cui i suoi sogni erano ancora chiari e vividi. In questo modo, le visioni che si erano materializzate nel sonno sarebbero rimaste facilmente registrabili e traducibili in un’opera d’arte autentica e originale.

 

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Il parere degli psicologi

Più recentemente, un certo numero di psicologi, psicoanalisti e consulenti ha dato suggerimenti su come ottenere dall’inconscio l’ispirazione artistica. In generale, anche gli psicologi ritengono che l’analisi dei sogni possa stimolare la creatività. La psicologa dell’Università di Harvard, Deirdre Barrett sostiene che “nello stato di sonno, il cervello pensa molto più visivamente e intuitivamente”

Il coach dei sogni per artisti

C’è anche chi, appurato che i sogni influenzano la creatività di tutti noi, ne ha fatto una inusuale professione. Kim Gillingham, di professione coach dei sogni per artisti , aiuta gli artisti a produrre opere d’arte elaborando la materia onirica. Dapprima Gillingham guida gli artisti a identificare i simboli più vividi del sogno e ad esplorare le sue immagini più potenti; in seguito li incoraggia a sperimentare nuovi mezzi e tecniche artistiche, diverse da quelle praticate solitamente, in modo tale da superare i blocchi creativi e trovare un nuovo modo di lavorare.