“Non ho mai realizzato figure a grandezza naturale perché non mi è mai sembrato interessante. Incontriamo persone a grandezza naturale ogni giorno” Ron Mueck

Con ogni probabilità è al momento il più importante artista australiano in circolazione, il più autorevole tra gli esponenti dell’iperrealismo contemporaneo. Insomma, Ron Mueck è un pezzo da novanta della scena internazionale dell’arte dei giorni nostri, e uno tra i principali scultori contemporanei. Nato nel ’58 a Melbourne da una famiglia di origine tedesca, Ron lavora fin da giovane nell’attività di famiglia, che si occupa (guarda caso!) di produzione di bambole e burattini.  Il ragazzo mostra presto il suo talento verso questa pratica artigianale, approdando poi nel mondo della televisione per bambini in Australia, dove fa il direttore creativo, per trasferirsi poi negli Stati Uniti e lavorare nel mondo del cinema.

Ron Mueck, via Flickr

Approda ufficialmente sulla scena dell’arte con il suo primo solo show alla galleria Anthony d’Offay di Londra nel 1998. Ma la consacrazione arriva l’anno successivo con la presentazione al mondo del suo Boy, una scultura di 5 metri di un ragazzo accovacciato, ancora oggi probabilmente la massima espressione dell’opera dell’artista, grande protagonista della Biennale di Venezia del 2001. Da allora Mueck non ha più sospeso la sua produzione, esponendo con costanza nei templi internazionali dell’arte contemporanea, affermandosi come massimo esponente della scultura iperrealista contemporanea.

Boy, via Flickr

Per la realizzazione di una singola scultura Ron Mueck può impiegare fino ad un anno di lavoro. Attraverso le sue opere l’artista vuole mettere in luce le sensazioni più intime dell’uomo, che emergono con potenza osservando le sue sculture. L’utilizzo di proporzioni molto lontane da quelle reali aiuta l’artista a far trasparire con più forza i sentimenti dei suo personaggi, che essi siano giganteschi o minuscoli.

Ron Mueck, via Flickr
Ron Mueck, via Flickr
Ron Mueck, via Flickr
Ron Mueck, via Flickr
Ron Mueck, via Flickr