Esposta a livello internazionale, l’installazione di Eva Frapiccini a Senigallia è un grande strumento di sensibilizzazione verso la lotta alla mafia.

Si chiama Il pensiero che non diventa azione avvelena l’anima il lodato progetto dell’artista italiana Eva Frapiccini. Un’indagine sulla lotta alla mafia combattuta nel corso degli anni ’70, ’80 e ’90, sui protagonisti, sulle vittime. Una raccolta fotografica di documenti, agende, appunti, registri, indagini, oggi simbolo proprio di quel pensiero che, trasformandosi in azione e lotta, si è battuto negli anni per scalfire quell’organizzazione criminale che, nonostante tutto, continua a martoriare il nostro paese. Materiali di grandissimo interesse appartenuti a grandi nomi della guerra alla mafia, da Falcone a Borsellino a Peppino Impastato, vanno a comporre un’installazione volta propria a sensibilizzare e informare su questa delicata e urgente tematica. Quella di Eva Frapiccini è una mostra fotografica contro la mafia assolutamente da non perdere.

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Installation view, archivio storico comunale, Palermo. Via evafrapiccini.it

Si è inaugurata il 18 dicembre a Senigallia (Palazzetto Baviera) la terza tappa del progetto, già esposto a Palermo e Bruxelles e vincitore del premio Italian Council. La mostra fotografica contro la mafia, curata dalle associazioni Connecting Cultures e Isole, sarà visitabile fino al 2 marzo, quando entrerà a far parte della collezione permanente del Museo d’Arte Moderna e della fotografia di Senigallia.

Eva Frapiccini vive lavora tra l’Inghilterra e l’Italia. La sua pratica artistica si muove liberamente tra video ed audio installazioni, proiezioni, fotografia, fictions narrative progetti partecipativi e performance. I suoi lavori, spesso progetti a lungo termine, sono inclusi in numerose collezioni istituzionali tra cui  Museo Castello di Rivoli, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, UniCredit & Art, Fondazione Fotografia di Modena, Collezioni Civiche di Monza. È docente presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, l’Accademia di Belle Arti di Ravenna e l’Università di Leeds, in Inghilterra. Lavora con la galleria Alberto Peola di Torino.