Diventata una delle principali fiere d’arte contemporanea al mondo, anche quest’anno Frieze ha fatto centro.

Dopo Art Basel, abbiamo fatto capolino anche a Frieze London, la fiera d’arte contemporanea  che si è tenuta come di consueto presso Regent’s Park. Arrivata alla 16esima edizione la fiera si è svolta tra il 5 e il 7 ottobre 2018, con due giornate di prewiev il 4 e il 5, dove il gotha dell’arte internazionale si è riunito  per fare business.Frieze London 2018 | Photo by Leonardo Morfini. Courtesy OKNOstudio

Nelle stesse date si sono svolte anche Frieze Masters, la sezione della fiera dedicata ai capolavori d’arte antica e moderna (che quest’anno ha visto una grande presenza d’arte asiatica – soprattutto cinese, giapponese e indiana) e Frieze Sculpture, dedicata esclusivamente alla scultura.

Nata nel 2003 da un’idea di Amanda Sharp e Matthew Slotover, fondatori dell’omonima rivista, il successo crescente ha permesso alla fiera di sbarcare, già nel 2012, anche a New York. Dal prossimo anno, invece, in via del tutto sperimentale, avverrà il lancio a Los Angeles dove si svolgerà in una location d’eccezione – i Paramount Pictures Studios di Hollywood; una vicenda analoga a quella di Art Basel che, partita da Basilea in Svizzera negli anni ’70, si è espansa anche a Miami e Hong Kong, seguendo nel tempo i trend del mercato mondiale dell’arte.

Frieze London 2018 | Photo by Leonardo Morfini. Courtesy OKNOstudio

Il 2018 è stato un anno di svolta per la fiera tutto al femminile. Innanzi tutto è stata inaugurata una nuova sezione, Social Works, sequel di Sex Works, sezione di Frieze London 2017 dedicata alle artiste femministe degli anni Sessanta e Settanta,  le cui opere furono condannate o, addirittura, censurate. Social works ha incluso opere, scelte da una giuria di undici tra critiche e storiche dell’arte, di artiste che negli anni ’80 furono ingiustamente ignorate dal mercato e oggi rivalutate.

Un’altra novità era presente nel board curatoriale, in cui figuravano nuovi nomi come Diana Campbell Betancourt, che ha curato le sezioni “speciali” della fiera; Matthew McLean e Lydia Yee che si sono occupati di Talks; Andrew Bonacina e Laura McLean-Ferris, le menti creative dietro a Focus, la sezione dedicata agli artisti emergenti.

Frieze London 2018 | Photo by Leonardo Morfini. Courtesy OKNOstudio

160 sono state le gallerie partecipanti, tra veterani e new entries. Come da tradizione, nella Main Section sono state presenti le più importanti gallerie internazionali come Gagosian, Hauser & Wirth (che nel 2017 ha raggiunto la cifra record con la vendita di un’opera di Louise Bourgeois da 4,5 milioni di dollari), Lisson Gallery, Thaddaeus Ropac, White Cube, David Zwirner, Marian Goodman e Pace Gallery. Ma non sono mancate presenze italiane, come Lia Rumma (Milano/Napoli), Franco Noero (Torino), Galleria Frutta (Roma) e persino la Galleria Laveronica (Modica).

Nella sezione Focus hanno fatto il loro ingresso a Frieze, per la prima volta, Michael Benevento di Los Angeles, Jhaveri Contemporary di Mumbai e Edouard Malingue Gallery di Hong Kong.

Infine, tra le opere in mostra ricordiamo che la Lisson ha presentato una collettiva degli artisti Susan Hiller, Liu Xiaodong, Marina Abramović, John Akomfrah e Broomberg & Chanarin; David Zwirner ha proposto Michaël Borremans, Carol Bove e lavori inediti di Chris Ofili e Wolfgang Tillmans; la White Cube ha portato l’artista Liu Wei, mentre Marian Goodman ha esposto la mostra bi-personale di John Baldessari e Kemang Wa Lehulere.

Frieze London 2018 | Photo by Leonardo Morfini. Courtesy OKNOstudio