Abbiamo incontrato Luisa Ausenda, la project manager di Arte Continua a L’Avana. L’incontro ci ha aperto gli occhi su quello che potrebbe e dovrebbe essere il ruolo sociale delle grandi gallerie nelle città che le ospitano.

Galleria Continua è una realtà pionieristica, a cui sono sempre piaciute le sfide. La visionarietà dei tre fondatori Mario Cristiani, Lorenzo Fiaschi e Maurizio Rigillo, è stata con grande probabilità la chiave di volta che ha reso Galleria Continua la mosca bianca delle grandi gallerie europee. Grandi artisti, grandi spazi, grandi messaggi, grandi idee e soprattutto grandi e visionari obiettivi. Il noto e inconsueto percorso di Galleria Continua ne è la chiara testimonianza: la prima sede apre nel 1990 a San Gimignano, borgo nella campagna senese, contesto decisamente lontano dall’universo dell’arte contemporanea. La seconda nel 2005 a Beijing, quando la Cina era ancora un territorio inesplorato dalle gallerie occidentali. Nel 2007 è il turno di Les Moulins, cittadina persa nelle campagne del nord della Francia. Ultima fatica è l’apertura nel 2015 della prima galleria d’arte straniera su territorio cubano: Arte Continua a L’Avana.

Ma aprire una sede a L’Avana non significa semplicemente spingersi in un luogo inconsueto e lontano dai circuiti dell’arte. Significa stanziarsi a casa di chi storicamente ha combattuto il capitalismo e la proprietà privata con tutte le sue armi. Ci siamo chiesti quindi perché, a differenza di molte colleghe, Galleria Continua abbia scelto L’Avana rispetto a New York. Troppo abituati a supporre in ultima istanza una spinta puramente commerciale, è stato bello capire che la ragione che ha guidato Galleria Continua a L’Avana è tanto ovvia quanto inaspettata: fare arte a Cuba serve molto di più che fare arte a New York.

Arte Continua ha sede in un ex cinema del Barrio Chino de L’Avana, la China Town della capitale cubana. Arrivati davanti al luogo dove per anni sono stati proiettati film di kung fu per gli uomini del quartiere, non ci troviamo davanti a una porta di vetro e a una assistente in tailleur, ma ad un ingresso spalancato, varcato il quale si è catapultati in una imponente retrospettiva di Chen Zhen. In questo luogo surreale ci raggiunge Luisa Ausenda, la giovanissima project manager (assolutamente non in tailleur), incaricata di raccontarci la storia di Arte Continua nell’isola caraibica.

Chen Zhen solo show + Anish Kapoor long term project. Arte Continua Habana. Courtesy of GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana. Photo by: Nestor Kim.

“Questo progetto nasce come quarto spazio di Galleria Continua nel mondo. Eppure non si tratta solo di un’iniziativa privata, ma del frutto della collaborazione no profit tra Galleria Continua e il Consejo Nacional de las Artes Plásticas, organo del Ministero della Cultura cubano. Insomma, tra la nostra galleria e lo Stato. Ci troviamo in una realtà completamente diversa da quelle a cui noi siamo abituati. Siamo a Cuba, Cuba è ancora Cuba, e qui le cose si fanno sempre in due: noi e loro”.

Molti turisti che transitano sull’isola tendono a dimenticarsi che Cuba, nonostante i venti di cambiamento, resta una repubblica socialista. “Fino ad oggi a Cuba nessuna galleria si era mai proposta come progetto no profit. Prima di noi solo la Ludwig Foundation of Cuba, una fondazione privata tedesca (non una galleria ndr)è sbarcata sull’isola con il presupposto di aiutare i giovani artisti cubani.” racconta Luisa.

Perché Galleria Continua ha deciso di aprire a Cuba? “Erano oltre 15 anni che Galleria Continua lavorava con l’artista Carlos Garaicoa, tra i più noti artisti contemporanei cubani al mondo. È stato il primo punto di contatto tra Galleria Continua e Cuba. Mario, Lorenzo e Maurizio, i tre fondatori, iniziarono così ad avvicinarsi e a conoscere questo contesto. Poi nel 2014 Galleria Continua e Michelangelo Pistoletto (artista che da tempo lavora con la galleria ndr), grazie al consiglio e alla mediazione della curatrice cubana Laura Salas Redondo, e in collaborazione con l’artista cubano Kcho, portarono Il Terzo Paradiso, celebre progetto dell’artista, proprio a Cuba. Una trentina di barche dei pescatori si disposero davanti alla città disegnandone il simbolo. Era il giorno prima della storica chiamata tra Raul Castro e Barack Obama, che sembrava avrebbe tolto l’embargo dopo 65 anni.” In questo clima di cambiamento, le cui speranze saranno in parte disilluse poco dopo dall’annullamento degli accordi tra USA e Cuba voluti dall’amministrazione Trump, Galleria Continua mette ufficialmente il suo primo piede sull’isola. Il successo di questa performance e la sua felice e potente coincidenza hanno segnato il punto di origine della storia di Galleria Continua all’Avana.

Michelangelo Pistoletto. Terzo Paradiso. Cuba, Havana – December 16, 2014. 
Performance in collaborazione con Kcho e Laura Salas Redondo. Courtesy: GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana. Photo by: Paola Martinez Fiterre & Alejandro Mesa Crespo.

Per capire cosa sia il “contesto cubano” di cui parla Luisa è necessario approfondire. “Cuba è un posto di contraddizioni pazzesche. Il mare di Cuba, ad esempio, è uno dei più belli al mondo. Tuttavia, per molti anni è stata una barriera verso l’esterno. Nati in una sorta di isolamento a causa dell’embargo (e a causa del divieto di espatrio imposto ai residenti dell’Isola non forniti di un permesso speciale rilasciato dal governo ndr), i cubani hanno sviluppato una curiosità e una creatività pazzesca”. Per le tre menti dietro Galleria Continua, aprire uno spazio in questo contesto è diventato una sfida e una priorità.

“Galleria Continua partecipò alla dodicesima biennale de L’Avana nel 2015. E lo fece in grande, con performance ed installazioni di Pistoletto, di Daniel Buren, di Anish Kapoor , Nikhil Chopra, Shilpa Gupta, José Yaque e di un’altra decina di artisti della galleria. In quella biennale Galleria Continua dimostrò a Cuba di essere in grado di portare grandissimi artisti internazionali sull’isola. I tempi erano maturi. Lo stesso anno, a novembre, Arte Continua è la prima sede di una galleria straniera ad aprire a L’Avana. Il 2015, l’anno del 25 anniversario di Galleria Continua, è stato festeggiato con mostre tanto nello spazio francese di Les Moulins, come a Le Centquatre di Parigi, come al Centro de Arte Contemporáneo Wifredo Lam de La Habana, esposizione organizzata da Jorge Fernández, ex direttore della Biennale dell’Avana, attuale direttore del Museo di Belle Arti, e Galleria Continua.”

Anish Kapoor. Veduta della mostra Anish Kapoor, 2016 / Galleria Continua / Habana. Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana. Photo by: Paola Martinez Fiterre

Così Galleria Continua apre i battenti in un ex cinema, proprio come a San Gimignano. “I tre fondatori di Galleria Continua volevano fortemente un ex cinema per la sede cubana. La sede storica di San Gimignano lo è. A L’Avana ci sono oltre 200 cinema, di cui però solamente 50 sono attivi. Quello scelto è nel Barrio Chino, un luogo davvero molto interessante, a ridosso del centro. Il cinema trasmetteva ai tempi solo film sulle arti marziali. Anche se abbandonato nel 2010, ovvero cinque anni prima che diventasse una galleria, lo spazio era ancora noto in quartiere per essere un cinema, ‘el Aguila de Oro’. Per questo abbiamo dovuto usare la creatività per coinvolgere gli abitanti del barrio. Ad esempio per comunicare il lancio dei workshop che organizziamo per i bambini abbiamo messo musica e disegnato con i gessetti in strada. Dacché i bambini hanno iniziato a frequentare la galleria anche i loro genitori l’hanno visitata e ora conoscono e apprezzano il nostro lavoro” .

Dalle parole di Luisa capiamo che relazionarsi con il quartiere e chi lo abita è importante per Arte Continua a L’Avana. Oltre che una galleria d’arte si considerano uno spazio multidisciplinare, un laboratorio culturale aperto alla comunità.“Esponiamo opere certo, ma Arte Continua è luogo di eventi che hanno a che fare non solo con l’arte. A Cuba la cultura non è su una torre d’avorio, come può essere in altri luoghi, dove la gente è portata a dire ‘questo non fa per me’. Ad Arte Continua realizziamo workshop e proiezioni dentro e fuori la galleria tutto l’anno. Per i bambini e adolescenti del quartiere è stato ideato anche un programma di attività estive. Inoltre organizziamo eventi in collaborazione con progetti di ogni genere, sia commerciali sia sociali e culturali, i quali come noi si relazionano con la comunità, per esempio con workshop di riciclaggio, serigrafia su carta e tela, body-painting eccetera. Arte Continua non è uno spazio isolato e cerca di essere un luogo aperto e importante per il quartiere e per la città.” La galleria è un via vai di artisti, studenti e gente di ogni tipo. Chi per la prima volta scopre cosa sia diventato quel vecchio cinema di kung fu, chi si fa raccontare dalle assistenti la grande mostra di Chen Zhen, chi passa per invitare Luisa a pranzo. “Il lavoro di Galleria Continua va proprio in questo senso di apertura e diffusione. La gente del posto lo ha accettato ed oggi lo ama.”

Jose Yaque. Veduta della mostra Anclados en el Territorio, 2015 / Galleria Continua / Habana Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana Photo by: Lorenzo Fiaschi

Arte Continua non ha portato a Cuba solo grandi artisti contemporanei internazionali. “Lavoriamo anche con artisti cubani. Cerchiamo sempre di seguire la filosofia tipica cubana per cui i linguaggi si fondono e le cose si sommano. L’anno scorso ad una grande mostra di Kapoor sono state successivamente aggiunte opere degli artisti di Galleria Continua provenienti da tutto il mondo, Cuba compresa. Lorenzo Fiaschi, che è anche il direttore artistico delle mostre, si è ispirato al modo in cui i cubani arredano le proprie case, aggiungendo cose in continuazione, senza mai levare. Il risultato è stata una mostra che sembrava un ‘minestrone’, ma era una fotografia perfetta di Cuba. Il contatto con il contesto per lui e per tutta la galleria è sempre stato fondamentale.”

Quali dunque le possibilità per i giovani artisti cubani? “Negli ultimi decenni L’Avana ha creato un buon circuito, dove una certa percentuale dei ragazzi che escono dall’ ISA (Istituto Superior de Arte ndr) riesce a sostentarsi con il proprio lavoro. La figura dell’artista è molto rispettata a Cuba. Usciti da ISA gli artisti possono iniziare a lavorare con una galleria statale e vendere opere nei loro studi. Ci sono poi delle figure professionali, delle guide/dealer freelance che portano i collezionisti stranieri in giro per gli atelier a comprare le opere, e che inoltre promuovono gli artisti cubani all’estero. Poi c’è la biennale, un momento davvero importante per gli artisti e per le vendite.”

Anish Kapoor. Veduta della mostra Anish Kapoor, 2016 / Galleria Continua / Habana. Courtesy: the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana. Photo by: Paola Martinez Fiterre

Poche settimane dopo il nostro ritorno in Italia siamo stati ad Arte Fiera a Bologna, e tra le diverse opere Galleria Continua proponeva in fiera anche i lavori del giovane Alejandro Campins, artista cubano su cui la galleria nutre grandi aspettative. Ecco ci risiamo, starete pensando, la galleria no profit che ritorna al for profit. Ma non sentitevi traditi dal senso di questo articolo. Ci eravamo chiesti in partenza quale debba essere il ruolo di una galleria d’arte e in che modo questa si debba relazionare all’esterno. Una galleria d’arte non nasce per fare beneficenza, ma per diffondere l’arte e sostenerla, anche a livello economico. L’investimento di Galleria Continua su Cuba non è su un mercato emergente, ma su un ecosistema che deve essere tutelato e nutrito. Per raggiungere il suo scopo Galleria Continua è stata in grado di destrutturare l’impostazione delle mega gallerie, trasformandole da un luogo elitario ad un luogo informale, dove provare, proporre e fruire liberamente. Perché si sa, la vera arte è solo quella che genera un cambiamento.

Luisa, cosa significa Cuba per te? “Cuba è speciale perchè è concentrata su se stessa, ma allo stesso tempo estremamente curiosa verso il prossimo. Chiunque arrivi a Cuba deve per forza adattarsi. Cuba mette in scacco l’identità delle cose: di un paese, di una religione, di una persona… Ma al contempo l’arricchisce. Ed è proprio quello che Galleria Continua cercava. E io con lei”

E cos’è invece per te Galleria Continua? “Una scuola di visionarietà.”

Xu Min, moglie e collaboratrice di Chen Zhen, e Luisa Ausenda all’opening della mostra personale dell’artista. Courtesy of GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana. Photo by: Evelyn Sosa Rojas

Intervista di Sofia Beltramo e Giovanni Mavaracchio