Nella storia dell’arte molti artisti si sono fatti ispirare dalle proprie madri. Dal Rinascimento ad oggi eccone alcuni esempi

Il ritratto per come lo conosciamo è comparso nella storia dell’arte circa 500 anni fa durante il Rinascimento. In quell’epoca molti artisti utilizzavano i propri familiari come modelli, per questioni economiche e di comodità. Il tipografo tedesco Albrecht Dürer fu uno dei primi a ritrarre la propria madre su carta, ritraendola come una donna anziana e regale. Dopo di lui molti altri artisti hanno fatto delle proprie mamme delle muse. Eccone alcuni

Rembrandt van Rijn, “The Artist’s Mother,” 1631

 

Nonostante Rembrandt fosse tra i più apprezzati pittori olandesi del suo tempo, ha avuto problemi finanziari per tutta la vita, e i membri della sua famiglia risultavano essere i modelli più convenienti in circolazioneNel 1631 – un anno dopo la morte del padre- l’artista creò queste due incisioni della madre vedova.La prima la mostra vestita con un costume orientale: un cappotto di pelliccia lussuoso e una sciarpa avvolta intorno alla testa.Nella seconda, invece Rembrandt pone l’attenzione sull’espressione; la donna stringe la mano sul cuore e guarda in basso, il suo velo nero da lutto è segno della sua sofferenza interiore.

James Abbott McNeill Whistler, Arrangement in Grey and Black, No. 1 (Portrait of the Artist’s Mother), 1871

via arsty

Il ritratto di Anna McNeill Whistler madre del pittore James Abbott Mc Neil Whistler è diventata un’icona della maternità puritana, tanto da essere rappresentata su francobolli nazionali e monumenti cittadini. Questo successo, tuttavia, va contro l’intenzione dell’artista, che era quella di creare un’opera sul colore e sulla composizione, non su sua madre. Il caso ha voluto che un giorno la modella di Whistler non si presentò al lavoro così sua madre si offrì di posare per il figlio. Da qui il misunderstanding

Salvador Dalí, The Enigma of Desire, or My Mother, My Mother, My Mother, My Mother, 1929

via artsy

Nel 1929, otto anni dopo la morte della madre, Dalí si unì al movimento surrealista, un gruppo affascinato dai meccanismi freudiani dell’inconscio.Nello stesso anno in The Enigma of Desire, Dalí si autoritrae addormentato (il suo profilo si trova nell’angolo in basso a sinistra dell’immagine), un corpo marrone fluttuante, coperto dalle parole ma mère, “mia madre”. In un paesaggio surreale, l’artista esprime la brama che ha della madre, mentre un uomo – forse il padre di Dali – cammina in lontananza. Come se il tutto non fosse abbastanza freudiano, per 36 anni l’opera è stata appesa nell’ufficio di uno psicoanalista di Zurigo.

Marilyn Minter, “Coral Ridge Towers,” 1969

  

Nel corso di un fine settimana a Fort Lauderdale, la fotografa Marilyn Minter, allora studentessa universitaria, ha documentato in un unico rullino la vita quotidiana della madre di 60 anni. Con il trucco sistemato, le parrucche, le sopracciglia tinte, le sigarette, ma sempre e solo la camicia da notte indosso, l’artista ha catturato l’immagine di sua madre, una persona solitaria che ha lottato contro la dipendenza.Presentando la serie di 12 fotografie ora nota come “Coral Ridge Towers” durante il corso di fotografia, Minter fu sorpresa di scoprire che i suoi compagni di studio erano “inorriditi” da questi ritratti non idealizzati della maternità, anche se la sua professoressa, Diane Arbus, li aveva notati ed elogiati. “Per me e i miei fratelli, è solo la mamma, “ricorda Minter. “Noi non vediamo quello che vedete voi.”

Larry Sultan, My Mother Posing For Me, 1984

via artsy

Ha più a che fare con l’amore che con la sociologia”, scrive il fotografo Larry Sultan del suo progetto fotografico che documenta la vita dei suoi genitori dopo che suo padre ha perso il lavoro. Amorevoli, ma non idealizzate, queste fotografie forniscono uno sguardo intimo nella loro casa di San Fernando Valley, vista attraverso la lente di un figlio che cerca di preservare l’immagine dei suoi genitori anziani. Una camicia di raso, pantaloni di poliestere, un muro verde e un gioco di Dodger compongono questo ritratto della madre di Sultan, che guarda il figlio con un’espressione di affettuosa frustrazione, mentre suo marito, forse inconsapevole della macchina fotografica , fissa lo schermo della televisione .

LaToya Ruby Frazier, Momme (Shadow), 2008, 2008

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In un sobrio ritratto della madre, l’artista LaToya Ruby Frazier si nasconde dietro le sue spalle, come se fosse semplicemente un’ombra.

L’opera rimanda anche ad uno dei temi più esplorati dall’artista lo studio delle comunità ai margini della società, come quella della sua città natale, la rugginosa, Braddock, in Pennsylvania.“Nonna Ruby, mamma e io siamo stati tutte plasmate da forze esterne”, ha detto Frazier. Tre generazioni di donne di Frazier – l’artista inclusa, che soffre di lupus – sono affette da malattie legate al passato industriale di Braddock. “A livello micro, siamo tre donne di una comunità abbandonata, ma a livello macroscopico, ci vedo come simbolo dell’oppressione e della negligenza dello stato”.

 

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