La ricerca di Mathilde Rosier è focalizzata sulla creazione di ambienti sospesi, che permettano a chi li osserva di perdere la concezione dello spazio e del tempo. In mostra a Milano alla galleria Raffaella Cortese.

“Dovremmo guardare i dipinti come al cinema, seduti, dimenticando il proprio corpo, dimenticando il Tempo.” Mathilde Rosier.

La ricerca di Mathilde Rosier, artista parigina del 1973, è focalizzata sulla creazione di ambienti sospesi, che permettano a chi li osserva di perdere la concezione dello spazio e del tempo, offrendo un portale d’accesso ad altre dimensioni possibili dell’essere e dell’esistere. La sua produzione artistica spazia dalla pittura alla performance, dalla musica al video, evocando un viaggio tra regni che si avvicinano all’inconscio, legati comunque al consapevole. L’arte di Mathilde Rosier è la manifestazione dei suoi interessi legati all’esperienza psicologica e fisica di antichi riti e rituali.

Per la terza volta la galleria Raffaella Cortese di Milano presenta una mostra personale dell’artista. In esposizione diverse opere ad olio, volte ad accompagnarci in uno spazio della contemplazione dove il tempo si dilata per il confronto con le grandi tele esposte, un luogo appartato e di silenzio dove poter meditare. Presente in mostra anche il video di una performance realizzata pochi giorni prima del vernissage. La mostra, inaugurata il 13 marzo, terminerà il 5 maggio.

La mostra alla galleria Raffaella Cortese si svolge in contemporanea alla partecipazione dell’artista a Metamorfosi, mostra collettiva a cura di Chus Martìnez al Castello di Rivoli (fino al 24 giugno 2018), ed alla presentazione del progetto espositivo Figures of Climax of the Impersonal Empire alla Fondazione Guido Lodovico Luzzatto di Milano (fino al 6 maggio).

Immagini: galleriaraffaellacortese.com