In mostra al PAC di Milano Teresa Margolles, l’artista messicana che racconta al mondo gli orrori e le violenze del narcotraffico in America Centrale.

Teresa Margolles

Nata nel 1963 nella provincia di Sinaloa, a Culicàn, Teresa Margolles oggi vive e lavora tra Città del Messico e Madrid. Come per una buona parte della popolazione messicana cresciuta nelle aree più critiche del paese, anche la storia di Teresa è stata segnata dai soprusi e dalle violenze dei narcotrafficanti del centro America. Formatasi in medicina legale, ha studiato a fondo le dinamiche scaturite dalla violenza e le conseguenze che la paura ha prodotto nella società, vivendo in prima persona la guerra al narcotraffico e la devastazione del tessuto sociale ed urbano che ne sono derivate. Con una particolare attitudine al crudo realismo, l’arte di Teresa Margolles testimonia la complessità della società contemporanea, indebolita dalle allarmanti proporzioni di un crimine organizzato che sta lacerando il mondo intero e soprattutto il Messico, considerato uno dei paesi più pericolosi al mondo. Nella sua arte le tracce di questi scenari violenti diventano narrazione. Il suo racconto obbliga lo spettatore ad assumere il ruolo di testimone. Di fronte alle opere di Teresa Margolles si ha la sensazione di assistere ad un gioco di forze brutali, non di certo invisibili, che provocano morte e dolore, spezzano corpi e legami, ma producono anche nuove relazioni sociali e nuove metafore del potere.

Mundos (Mondi), 2016. Installazione. Insegna al neon presa da un ex-bar a Ciudad Juárez, Messico. 87,5 x 522 x 20,5 cm. Courtesy dell’artista e della Galleria Peter Kilchmann, Zurigo

La mostra al PAC di Milano: Ya Basta Hijos de Puta

Inaugurata il 27 marzo Ya Basta Hijos de Puta, la mostra personale di Teresa Margolles che raccoglie 14 installazioni dell’artista. L’esposizione diventa per lo spettatore un’esplorazione degli scomodi temi della morte, dell’ingiustizia sociale, dell’odio di genere, della marginalità e della corruzione generando una tensione costante tra orrore e bellezza. Per avvicinare, coinvolgere e sensibilizzare il pubblico rispetto alle tematiche trattate dal lavoro dell’artista, il PAC organizza come di consueto una serie di attività didattiche: visite guidate gratuite per il pubblico, anche con special guest, il giovedì alle 19 (con biglietto ridotto a 4€) e la domenica alle 18, workshop e incontri. La mostra durerà fino al 20 Maggio.

Papeles (Fogli), 2003. 92 fogli carta Fabriano dipinta con l’acqua usata per lavare i corpi dopo l’autopsia. 70×50 cm cad. Courtesy dell’artista e della Galleria Peter Kilchmann, Zurigo. Installation views: Nordiska Akvarellmuseet, Skärhamm, Sweden, 2011. Photo: Kalle Sanner.

La performance del 13 aprile

In occasione di miart e Art Week, venerdì 13 aprile alle ore 19:30 l’artista presenta una performance tributo a Karla, prostituta transessuale assassinata a Ciudad Juárez (Messico) nel 2016. Un gesto forte, che lascerà una ferita aperta sui muri del PAC e vedrà protagonista Sonja Victoria Vera Bohórquez, una donna transgender che si prostituisce a Zurigo.