In arte tutto è concesso e tutto è vietato. Ma ci sono artisti in grado di sconvolgere ogni regola e convenzione, una di questi è Jamian Juliano-Villani

Il mondo dell’arte è organizzato secondo delle regole e delle logiche particolari. In arte tutto è concesso e tutto è vietato. Tuttavia al suo interno emergono delle personalità capaci di sovvertire questo ordine bizzarro, creando nuove regole, nuove logiche e un nuovo senso. Senza dubbio è questo il caso di Jamian Juliano-Villani.

Nata nel 1987, cresciuta nel New Jersey, oggi con base a New York, Jamian Juliano-Villani è una pittrice nota per le sue tele che stravolgono ogni senso, convenzione e regola compositiva conosciuta all’interno del mondo dell’arte. Per farvi capire di cosa stiamo parlando vi portiamo ad esempio due opere. Self Portrait in Greece (2017) è un autoritratto in cui la stessa pittrice veste i panni di un grosso gatto rosso che sollazza al sole di un’isola greca circondato da confezioni di creme solari (?!). In The Pelature Garden (2018) invece, due ballerine pucciano i piedi dentro una grossa insalata mentre l’ombra placida e minacciosa di Alfred Hitchcock sfila sullo sfondo (??!!).

Self Portrait in Greece via jtt

 

A chi associa il suo lavoro al surrealismo o allo stile cartoon Jamian risponde molto infastidita “ Prima di essere artista sono collezionista, la parte più importante del mio lavoro è la ricerca di immagini, di suggestioni che possano aiutarmi a comunicare quello che sento, sai non sono molto brava con le parole”. Le figure apparentemente sconnesse che compaiono nelle sue opere sono una sorta di collage pittorico di immagini tramite cui l’artista riesce a comunicare il suo messaggio.  “Ogni settimana vado da Strand (nota libreria indipendente di New York ndr) e compro vecchie riviste e libri illustrati. Poi esco, vado a Times Square e fotografo i cartelloni pubblicitari, gli artisti di strada, qualsiasi cosa mi colpisca”. Ogni mese Jamian colleziona centinaia di immagini, le carica sul pc e grazie all’uso di un proiettore fa prove di assemblaggio tra i vari contenuti che ha raccolto, fa una traccia e dipinge.

Nelle sue tele paesaggi fantascientifici, pubblicità, celebrities, cartoni animati, loghi commerciali e tante altre espressioni della cultura pop si mescolano in una confusione che fa esplodere l’immaginazione suggerendo la creazione di nuovi mondi.

“Con i miei lavori voglio creare. Nessuno ha mai voluto dipingere un semaforo che dice SHUT UP o una rana con un sedere gigante. Bhe lo faccio io. E la sensazione è tipo : Si! Finalmente!”

Shut Up via twocoatsofpainting
Does this side or do i pull via artsy

Fino a qualche anno fa Jamian era l’assistente dell’artista Erik Parker e realizzava i suoi nella sua stanzetta di Brooklin. Adesso il suo studio si è (decisamente) allargato e conta su un numeroso fan club che comprende anche il super-curatore Hans-Ulrich Obrist. Il Whitney Museum ha recentemente acquistato una sua opera. Ha fatto una personale al Museum of Contemporary Art di Detroit. Lavora con JTT Gallery a New York, Tanya Leighton a Berlino e Massimo De Carlo a Milano. Qui sotto l’intervista di Art21 all’artista