A Roma dal 2 al 4 marzo si svolgerà Artrooms, dove cinquanta artisti indipendenti provenienti da ogni parte del mondo esporranno i loro lavori nelle camere dell’hotel The Church Palace, trasformate per l’occasione negli atelier dagli artisti stessi.

A qualche ora dalla chiusura dei battenti di ARCOmadrid, i riflettori del mercato dell’arte si riaccendono, o per meglio dire si accendono per la prima volta sull’edizione romana di Artrooms
Un’innovativa fiera che da qualche edizione cerca di scardinare i format tradizionali, offrendo gratuitamente spazi ad artisti selezionati chiamati a presentare un progetto in maniera totalmente indipendente.

roma.artroomsfairs.com

Artrooms non è un progetto inedito, ma è nato su iniziativa di Cristina Cellini Antonini e Francesco Fanelli nel 2015 a Londra, una delle capitali del contemporaneo per eccellenza. L’idea fonda le sue origini nella necessità di creare un nuovo spazio espositivo che fosse accessibile agli artisti indipendenti. Non il classico stand fieristico, standardizzato e impersonale, ma uno spazio che fosse elegante, come lo è la casa di un collezionista, ed intimo, per valorizzare l’intervento dell’artista.

La camera d’albergo risultò, a conti fatti, la soluzione capace di creare lo spazio che si stava ricercando.

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La prima edizione londinese aprì così i battenti negli spazi del Meliá White House Hotel a Regent’s Park, lo stesso parco che ogni anno ospita anche Frieze London e Frieze Masters.

Una lunga serie di edizioni ha dato seguito a quel primo esperimento, fino alla decisione di lasciare la capitale britannica per ampliare i propri orizzonti; un primo passo per rendere Artrooms London accessibile a un’audience globale. La scelta è ricaduta su Roma, città d’arte per eccellenza; con la speranza di riuscire a innestare un cambiamento in grado di sopire le difficoltà che la città ha registrato negli ultimi anni, soprattutto in relazione al mercato dell’arte.

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A questo ovviamente si aggiunge anche l’enorme stimolo creativo che la città eterna è in grado di giocare su ogni artista.

Il format dell’arte in hotel non era nuovo nel 2015, ma è nato in oriente ed aveva già alle spalle una storia ventennale. Numerosi sono i precedenti che potremmo citare sia a livello nazionale che internazionale. Ma rispetto alle esperienze pregresse, Artrooms ha introdotto una fondamentale innovazione, in linea con la sua filosofia intrinseca: lo spazio espositivo e l’alloggio vengono concessi agli artisti gratuitamente, così da supportare l’accesso al mercato anche degli emergenti, cercando di ridurre le barriere all’ingresso.

Per ogni edizione di Artrooms sono stati selezionati settanta artisti che hanno potuto esporre le proprie opere nelle camere dell’albergo che ha ospitato la fiera. A questi si sono aggiunti circa cinquanta artisti coinvolti in progetti speciali che hanno dato forma alle varie sezioni collaterali che anno dopo anno sono state proposte dal comitato organizzatore.

La partecipazione ad Artrooms è aperta a tutti, ed è regolata da due sole regole: l’artista non deve essere rappresentato in esclusiva da una galleria e deve essere in grado di partecipare di persona.

Alla base di tali presupposti vi è la filosofia attorno alla quale la fiera è stata strutturata: supportare le carriere di artisti, presentandoli alle gallerie e dando loro la possibilità di approcciare direttamente il mercato, incontrando i potenziali collezionisti.

Il processo di selezione degli artisti è effettuato esclusivamente online; le domande pervenute vengono poi valutate da un Comitato di Selezione composto da curatori, galleristi e collezionisti d’eccellenza che giunge a stilare l’elenco definitivo dei nomi che prenderanno parte al progetto espositivo. E’ poi cura di ogni artista occuparsi autonomamente degli aspetti organizzativi legati all’allestimento del proprio spazio.

Per la sua edizione romana, Artrooms ha selezionato l’Hotel The Church Palace, un resort quattro stelle all’imbocco di Via Aurelia, a due passi dalla Fondazione La Quadriennale.

A Roma in passato ci sono già stati alcuni esperimenti fieristici, tra cui “Roma the road of Contemporary art” e un’edizione di Affordable Art Fair. Tutti esperimenti isolati che non hanno registrato un seguito duraturo nel corso del tempo. Sono sette anni che la capitale non ha una propria fiera d’arte, quindi per Artrooms si profila una opportunità e una sfida di grande importanza.

La fiera si presenta con un format che si differenzia in tanti aspetti dalle precedenti romane. Tra gli altri, di primo piano il fatto che Artrooms è una fiera per artisti indipendenti e non per gallerie. L’ambizione è quella di divenire il punto di riferimento per le gallerie di tutto il mondo, che partecipano numerose per fare “scouting” di nuovi talenti.

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Artrooms Roma grazie agli spazi offerti dal The Church Palace sarà articolata in 3 sezioni: l’esposizione centrale nelle camere; una sezione per la Video Arte all’interno dell’auditorium e uno Sculpture Park che verrà ospitato nel Ninfeo Settecentesco che sorge all’interno dell’immenso parco in cui si colloca l’albergo.

Al progetto espositivo si affianca anche un innovativo progetto digitale, il “Gallery Affiliation Programme”, che garantisce alle gallerie di accedere ad un database di artisti, in grado di offrire tutte le informazioni di cui hanno bisogno per valutarne il potenziale. Artrooms si profila dunque come una piattaforma d’avanguardia, un trampolino di lancio dove gli artisti possono mostrare e raccontare le loro ambizioni, testare il mercato, confrontarsi con i collezionisti.