Avete mai sentito parlare di Artland? Si tratta di una startup danese che ha realizzato un progetto che punta a riconsiderare il mercato dell’arte in chiave social.

In poche parole Artland è un’ app che si rivolge alle gallerie e ai collezionisti con l’obiettivo di rendere il mercato dell’arte più accessibile.
“Il mercato dell’arte è un mercato complesso e regolamentato, il che significa che ci sono molti giocatori, ed è difficile capire di cosa si tratta”, dice il co-fondatore Mattis Curth, che insieme al fratello e co-fondatore Jeppe, ha fatto il primo passo in una galleria all’inizio del 2016. Poiché ritenevano che il mercato dell’arte fosse un mondo chiuso, poco trasparente (e anche un po’ snob) i due hanno pensato di creare Artland per renderlo più aperto e inclusivo.


“La vision di Artland è rendere l’arte più accessibile a un pubblico più ampio, abbassando così la barriera per entrare nel mercato”, sostiene Curth. In che modo? Indirizzandosi ai giovani collezionisti costruendo un mercato dell’arte social utilizzando i meccanismi dei social media che ben conosciamo (like, commenti, follow e così via). A detta dei suoi creatori Artland si posiziona nel mercato dell’arte online senza competitors. A quanto pare l’app presenterebbe delle differenze sostanziali sia rispetto ai top players del mercato dell’arte online – Artsy e Artnet – sia rispetto ad altre app come Wydr. Ad esempio, differisce da Wydr, il “Tinder for art” perchè tutte le opere in vendita sulla piattaforma sono di artisti che hanno già acquisito una rappresentanza in galleria e quindi sono probabilmente più conosciuti e quotati. La differenza tra Artland e Artsy è invece incentrata sui collezionisti, con Artland che offre loro strumenti gratuiti per registrare e gestire le proprie collezioni. Tuttavia, come Artsy e Artnet, le gallerie devono pagare un abbonamento per ottenere una pagina personale sui cui pubblicare le opere disponibili alla vendita.  Forse l’unico competitor di Artland potrebbe essere Instagram, se concepito come strumento di ricerca, promozione e canale di vendita di opere online.  Oltre ai collezionisti e ai galleristi, non dimentichiamoci che anche gli artisti possono trarre dei vantaggi dall’app. Come Instagram, la piattaforma rappresenta un’ulteriore vetrina per mostrare i propri lavori (anche se non direttamente vendibili), aiutandoli potenzialmente a costruire relazioni con gallerie e collezionisti d’arte.

Noi semplici appassionati possiamo scaricare gratuitamente l’app utilizzandola come database di storia dell’arte per ricevere informazioni sugli artisti, per sbirciare le collezioni di chi può permettersi di comprare delle opere d’arte e per ricevere news dal mondo dell’arte.