A 10 anni dalla misteriosa scomparsa scopriamo chi era David Fedi, in arte Zeb, writer ed artista, sparito nel nulla nel 2008.

Quella di David Fedi, in arte Zeb, e della sua scomparsa, è una storia inquietante, piena di ombre e di fantasmi, che da ormai 10 anni coinvolge un’intera città italiana: Livorno. Per alcuni un suicidio. Ma il mancato ritrovamento del corpo fa storcere il naso a chi di mestiere. Una rocambolesca fuga all’estero perfettamente riuscita? Quali le motivazioni che avrebbero spinto una grande promessa dell’arte italiana ad abbandonare tutto senza lasciar traccia? Per provare a capire qualcosa in più sulla misteriosa sparizione di Zeb è necessario fare alcuni passi indietro. Chi era David Fedi?

David Fedi nasce nel 1966 a Livorno. David è uno di quei bambini costretti a fare a pugni con la vita fin da piccolissimo. Perde il padre quando ha solo 5 anni. La madre e la sorella, di poco più grande, devastate dalla perdita, creano intorno a loro un guscio di protezione, dal quale, inspiegabilmente, il piccolo David viene lasciato fuori. L’adolescenza di David sarà cupa, solitaria. David sta crescendo, ed è un ribelle. La città, la società, la scuola, la famiglia… nemici con cui condividere le giornate. Sono i tardi anni ’80 quando Livorno si trova tappezzata di scritte pungenti, dissacranti, ciniche. La grafia è estremamente riconoscibile. La firma: Zeb. Affianco alle frasi uno schizzo, un autoritratto, la canna sempre in bocca. David Fedi è cresciuto. La sua arma per combattere le avversità della vita è una, tipica degli artisti: la creatività.

Davide Fedi Zeb via livorno24

Negli anni ’90 David Fedi inizia a dipingere, e ad essere notato ed apprezzato come “artista su tela”. Le sue distorsioni dell’iconico personaggio Diabolik attirano l’attenzione di  galleristi noti ed influenti. Ed ecco che l’artista entra nella scuderia dell’importante galleria Guastalla, che dato il successo inizia ad organizzare lo sbarco di David Fedi oltreoceano, con una prima mostra negli Stati Uniti. Parallelamente il suo alterego Zeb e le sue scritte dissacranti diventano il simbolo della Livorno giovane, disillusa, nemica della società. I tempi paiono maturi e David Fedi dichiara per la prima volta la sua doppia identità: Io sono Zeb.

Ma David Fedi non ha semplicemente una doppia identità artistica. Le ambizioni di David e Zeb sono in contrasto: da una parte il desiderio di emergere, dall’altra quello di opporsi. David Fedi sta diventando una artista di successo. Zeb vuole restare puro: un oppositore della società. Iniziano i problemi con i galleristi: quando si parla con Fedi tutto sembra possibile. Ma quando è Zeb a presentarsi in ufficio, la situazione si complica. Zeb è intollerante, non accetta i limiti e le richieste di Guastalla, il suo art dealer. Ed il rapporto si interrompe bruscamente. Sarà Filippo Lotti, gallerista livornese, a sostituire Guastalla e prendersi in carico il promettente artista. È il 2008, e Lotti sembra aver instaurato un rapporto solido e prospero con l’inquieto artista. Lotti è riuscito ad elevare David Fedi al ruolo di artista contemporaneo simbolo per la città di Livorno. La grande mostra personale organizzata nella simbolica Fortezza Vecchia di Livorno è alle porte. Ed è allora che, inspiegabilmente, Zeb sparisce nel nulla.

Diabolik, Davide Fedi “Zeb” via uninfonews

Sono passati 10 anni dalla scomparsa di David Fedi. 10 anni di ricerche e di incredibili ed inaspettati risvolti, per una inquietante storia da film piena di ombre, fantasmi e colpi di scena. È il maggio del 2008 quando l’auto di David Fedi viene ritrovata vicino al ponte di Calignana sull’Aurelia, luogo tristemente noto per i suicidi. È da pochi giorni che la polizia cerca l’artista, ed il mistero di Zeb sembra aver trovato una rapida soluzione. Ma proprio perché abituata a ripescare cadaveri dalle acque del mare sotto il ponte di Calignana, la polizia non sembra convinta. Il mancato ritrovamento del corpo fa’ pensare ad un suicidio solamente inscenato. Amici e parenti non paiono sorpresi: è una cosa alla David. Le versioni sono le più disparate, ed alcuni amici vicini all’artista cominciano a sospettare addirittura ad una folle mossa di marketing. Improvvisamente, una nuova pista.

Frugando nella casa di Fedi, madre e sorella fanno una scoperta inquietante: due pistole nascoste in un borsone. Possibile che fedi avesse un’altra vita parallela, oltre a quella di artista e quella di writer condotte alla luce del sole? Secondo amici molto vicini a Zeb, Fedi frequentava da tempo luoghi poco consigliabili della Livorno notturna: night club prima, luoghi di prostituzione poi. Ma è con la testimonianza di ballerine e prostitute che incontrarono l’artista che l’incredibile vita di David Fedi torna a stupirci. Niente sesso, ma a tutte una richiesta inaspettata: Perché fai questo lavoro? Cosa ti spinge a prostituirti? C’è qualcuno che ti sfrutta? David stava scrivendo un libro.

Davide Fedi Zeb via lanazione

Nel manoscritto ritrovato in casa di Fedi si parla di una Livorno criminale, dove un “mafioso livornese” mai nominato tiene le redini di spaccio e prostituzione. Fedi stava facendo un’inchiesta sulla criminalità della città toscana. I giorni prima della sparizione gli amici lo vedevano agitato e spaventato. Alcuni affermano che sia fuggito nella legione straniera per sfuggire alla criminalità locale. Di essere stati contattati da Marsiglia da misteriosi personaggi che avrebbero messo luce sulla vicenda. Altri che invece sia fuggito in Romania, paese d’origine della sua ex compagna con cui avrebbe mantenuto un rapporto. Quella di David Fedi, in arte Zeb, è una storia incredibile. Un mistero senza soluzione, dove nulla è quello che sembra. La città di Livorno lo ha celebrato con una grande retrospettiva conclusasi a novembre dell’anno passato.