Questa settimana si è parlato a lungo delle meme diventate virali in rete che ritraggono la presidente della camera On. Boldrini in delle situazioni a dir poco incommentabili. Purtroppo episodi come questo sono ormai all’ordine del giorno. Gli “hater” della rete sembrano aumentare esponenzialmente e soprattutto sembrano averci preso un po’ troppo la mano con photoshop.

Eppure non me lo vedo Napalm51 (il personaggio-hater interpretato da Crozza) davanti al pc a produrre del materiale così scabroso e di così basso livello intellettuale. Forse perché sotto sotto Crozza ha costruito Napalm per essere un po’ simile a noi. I suoi mille problemi, la madre anziana, il mondo che sembra complottare contro di lui. Insomma si tratta di un personaggio con problemi comuni che reagisce alle cose in modo fuori dal comune.

Mi sono trovata dunque a riflettere sui possibili punti che una persona come me può condividere con questi accanitissimi hater. Queste meme, cosa dicono realmente di me, della mia generazione, del mio mondo? Ho qualcosa a che fare con quel farabutto che ha diffuso online la tristemente nota meme?

La mia generazione usa i meme per capire, criticare e condividere pensieri su importanti questioni politiche e sociali. A differenza di altri contenuti diffusi sui social tentano di comunicare un concetto in maniera visuale, semplice e su vasta scala. Il carattere della viralità è ciò che le contraddistingue maggiormente: sono pensate per essere fruibili e condivisibili da un pubblico molto ampio di persone. A causa di tutte queste caratteristiche molti hanno incominciato a guardare a questo fenomeno come ad un espressione artistica della nostra cultura.

La prima esposizione artistica interamente dedicata alle meme si è tenuta nel 2012 a Los Angeles presso la Gallery1988. Alla domanda “perchè le meme?” il gallerista ha risposto “Sebbene per molti possano non essere l’espressione più raffinata della cultura contemporanea, i meme sono affascinanti a causa del loro potente impatto sulla coscienza collettiva, e per questo hanno iniziato a ricevere il riconoscimento come forma d’arte. Non solo, sono il prodotto di un vasto gruppo di creature che dimorano nell’etere e che si adattano per soddisfare i nostri desideri bizzarri. Inconsciamente siamo noi che creiamo le meme che poi diventano virali”.

Secondo il proprietario di Gallery1988 dunque non ci sono troppi dubbi: quello che succede e che viene condiviso online è il riflesso di quello che vogliamo e che pensiamo. Quindi sì, i meme online sono espressione (artistica) di una cultura, e sì, mia cara, hai qualcosa a che spartire con quel farabutto che ha diffuso la tristemente nota meme.

Mi viene da pensare che se non è simile a me, sarà simile a qualcuno che conosco.