In origine Studio Maffei e da Marzo 2015 LOOM GALLERY: l’obiettivo principale della galleria è diventare un punto di riferimento nel campo della ricerca di nuovi artisti.

“Loom” significa in inglese “telaio”, ovvero la struttura che sta dietro alla tela; allo stesso modo la galleria vuol essere una struttura che sostiene il lavoro dell’artista.

loom gallery, artuu
Patrick Angus | First Sight | exhibition view | Courtesy | Courtesy Loom Gallery

GALLERY/ In che modo è avvenuto il passaggio dallo Studio Maffei alla Loom Gallery?
SMM era una struttura espositiva, chiusa al pubblico; produceva mostre e  progetti site-specific indoor e outdoor. Loom Gallery è una galleria commerciale, aperta al pubblico, che segue un programma fatto di mostre, fiere e interventi off-location.

GALLERY / La galleria nasce nel 2015: è dunque una realtà molto giovane. Quali sono le difficoltà che sta incontrando per affermarsi nel mercato? Quali invece potrebbe essere i punti di forza per avere successo?
Le difficoltà incontrate non dipendono solamente dal mercato dell’arte ma da una disorganizzazione generale; i problemi partono dal profondo e il mercato dell’arte o delle giovani gallerie non è che una piccola dimostrazione. I punti di forza posso essere avere una visione distaccata, cercare di innovare, la ricerca estenuante di contenuto e coerenza. Non bisogna fermarsi troppo su quello che raccontano le riviste di moda e di gossip (che sono parte della rovina) e formare un proprio linguaggio e visione.

 GALLERY / Che cosa contraddistingue la Loom Gallery nella moltitudine di gallerie esistenti nel panorama milanese? Su che idea state costruendo la vostra identità?
L’idea di Loom Gallery è ben chiara a chi frequenta le nostre mostre: scegliamo artisti capaci, che abbiano realmente qualcosa da raccontare e che lo facciano in maniera imprescindibile. Poi naturalmente c’è una forte visione estetica che è difficile da raccontare; fa parte di una sensibilità personale maturata negli anni e di un’appartenenza dalla quale discendiamo.

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Marco Andrea Magni | Ho Sempre Agito Per Dispetto | exhibition view |Courtesy Loom Gallery

ARTISTI / Che differenza c’è  fra “artisti rappresentati” e “artisti esposti”? Su che base avviene la scelta di rappresentare un artista?Per una galleria è vitale sperimentare: si fanno delle scelte dovute alle esigenze, specialmente all’inizio. Rappresentare un artista vuol dire investire tempo (quindi denaro) a medio-lungo termine, proponendo mostre, portandolo in fiera, aiutandolo nella produzione, anche se questo non vende subito. Il rapporto umano e la fiducia si costruiscono col tempo, quindi succede che, come in tutte le relazioni, a volte ci si prende, a volte ci si lascia.

 ARTISTI / I pro e i contro del lavorare con gli artisti emergenti
Gli artisti, emergenti e non, sono un po’ come dei bambini; alcuni molto viziati, altri no. Ognuno sviluppa la propria personalità, ognuno ha le sue esigenze. Il ruolo del gallerista è fornire il supporto del quale l’artista ha bisogno per dare il meglio, creandogli l’ambiente giusto per esprimersi. Naturalmente premere sul freno (o sull’acceleratore) quando serve.

ARTISTI / Come descriverebbe il rapporto tra gallerista – artista – collezionista all’interno del mercato degli artisti emergenti?
Si parte da una base di fiducia reciproca, poi si possono sviluppare col tempo grandi relazioni e profondi rapporti interpersonali. L’offerta è molto ampia, quindi per generare la domanda ci si deve organizzare molto bene. Il ruolo del gallerista fondamentalmente è quello di mettere d’accordo le due parti: funziona un po’ come un volano, che carica forza e sprigiona energia.

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Ignacio Uriarte | Aequilibrium | exhibition view |Courtesy Loom Gallery

MILANO / Come valuta la scena emergente milanese? Qual è il suo giudizio sulla qualità della produzione artistica?
Milano è una città che funziona sotto molti aspetti; ma a parte un paio di romanticherie intorno al bar Jamaica (sessant’anni fa), non ha mai avuto una propria e vera scuola; la scena artistica come si può immaginare a Berlino, Londra o Los Angeles non esiste. Ci sono molti artisti che vivono qui ma non ne vedo molti in giro a creare sinergie, specialmente quelli di successo.

LOCATION/ Che cosa rende strategica la posizione della sua galleria in Via Marsala?
Si tratta di una zona molto comoda da raggiungere e lo spazio è perfetto per le nostre mostre ed esigenze.

PROGETTI FUTURI / Con quale artista o a quale progetto vorrebbe lavorare in futuro? E quali progetti ha già in cantiere?
Abbiamo inaugurato la personale di Marco Andrea Magni. A gennaio porteremo per la prima volta in Italia (come è successo per Paul Gees) un artista belga, D.D.Trans. In primavera proporremo un artista col quale intendiamo iniziare un percorso che ci porterà ad alzare il livello dei nostri artisti. Con che artista vorrei lavorare (se fosse la domanda alla lampada di Aladino)? Direi Giuseppe Penone, il mio preferito (al momento).

 

 

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