Guardando al mercato dell’arte, l’anno appena concluso si è definito come decisivo momento di consacrazione dell’ arte contemporanea africana. Un mercato reso fortemente vitale dagli eccellenti risultati dei suoi artisti che, forti di una ricca attualità culturale, suscitano sempre più l’interesse di collezionisti e musei.

Negli ultimi dieci anni l’Africa si è imposta come importante settore emergente all’interno del mercato dell’arte. Il momento fondativo di questo trend è stato sicuramente la creazione a Londra di un dipartimento d’ arte contemporanea africana da parte della casa d’aste Bonhams: un atto fondamentale nel riconoscimento di valore all’opera di questi artisti. Successivamente è stato supportato dalla nascita di fiere specializzate, dall’operato di numerose gallerie, alcune delle quali hanno organizzato focus speciali sul segmento, e dalla decisione di altre case d’asta di caratura internazionale che sempre in questi anni hanno inaugurato un interno dipartimento dedicato all’arte africana moderna e contemporanea.

È proprio Hannah O’Leary, Head of African Modern and Contemporary Art di Sotheby’s, ad affermare che: «Il mercato dell’arte moderna e contemporanea dell’Africa si è trasformato drammaticamente negli ultimi dieci anni», durante i quali «abbiamo assistito a un aumento esponenziale della domanda da parte dei collezionisti» siano essi africani che internazionali. «Ma al momento gli artisti africani rappresentano solo lo 0,01% del mercato internazionale dell’arte».

El Anatsui via el-anatsui.com

Numerosi sono i fattori che concorrono alla progressiva affermazione degli artisti originari dell’Africa, tra i quali possiamo annoverate:

Importanti esposizioni internazionali.

In questo, ricopre un ruolo di primo piano la Francia, dove la scena africana gode di una ricca attualità e di una buona diffusione mediatica. Di recente, esposizioni quali Beauté Congo alla Fondazione Cartier nel 2015 o Art/Afrique alla Fondazione Vuitton nel 2017 hanno acceso i riflettori sulle più interessanti creazioni africane, avvicinandole ad un vasto pubblico di diversificato interesse.

L’interesse delle case d’asta.

Come abbiamo già detto su, le case d’asta hanno da tempo reagito a questo trend, riorganizzando la propria attività, andando così a consolidare il rapporto con questo settore pieno di promesse.Diffusa, partendo proprio da Londra, è l’emulazione di quanto fatto dai primi pionieri, come abbiamo avuto modo di ricordare precedentemente, e le vendite specializzate si moltiplicano costantemente, dopo quelle organizzate da Bonhams, supportando l’entusiasmo del mercato per questo settore.

Gli appuntamenti commerciali.

Ne sono stati organizzati numerosi nelle diverse piazze fulcro economico e simbolico del mercato dell’arte, con risultati degni di nota. Tra gli altri possiamo nominare: Art Paris che ha dedicato la sua edizione 2017 all’Africa; la prima edizione, sempre nello stesso anno, di un salone interamente dedicato all’arte africana sempre a Parigi, l’AKAA (Also Known As Africa).

I collezionisti.

A sostenere e difendere la scena artistica del continente ha concorso la ricchezza di alcuni paesi come il Sudafrica e la Nigeria, che hanno favorito lo sviluppo del collezionismo locale. Non a caso sono proprio i collezionisti di Johannesburg i primi attori di questo mercato. Pur essendo un mercato già inserito nel contesto internazionale, i prezzi sono relativamente contenuti ma in costante aumento, per cui rappresentano ancora un’opportunità per i collezionisti alla ricerca di un’alternativa di grande valore storico, estetico ed economico. Al di fuori del continente, numerosi sono anche i collezionisti italiani che hanno colto questo potenziale e che negli ultimi anni, grazie soprattutto all’operato di alcune gallerie d’avanguardia, hanno accolto nelle loro collezioni importanti opere di artisti africani.

Ouattara Watts , via hintmag.com

L’ arte contemporanea africana, nel suo complesso, si definisce oggi come un mercato giovane e in pieno sviluppo, in grado di offrire interessanti e validi spunti con cui avviare una collezione, con numerose opere vendute a prezzi inferiori a 3000 $. Tale mercato è in piena espansione soprattutto a Parigi e Londra, dove registra aggiudicazioni di grande rilievo. Appare oggi decisamente “sano” e non ancora deteriorato da speculazioni, che sembrano aver ormai contaminato quello degli artisti cinesi.

Se molto del successo dell’ arte contemporanea africana lo si deve alla stessa Africa, anche l’Occidente ha giocato un ruolo fondamentale sia con il suo collezionismo privato che con quello pubblico. Infatti i principali artisti africani hanno lasciato la loro paria natia, risiedendo e operando in contesti di natura occidentale; pochi sono invece quelli che sono rimasti all’interno dei confini africani.

Un settore dunque in piena crescita, sano, equilibrato che si caratterizza per interessanti scenari di sviluppo futuro. Un’arte fortemente differenziata in termini produttivi e di ricerca. Un panorama ancora in via di definizione sotto molti aspetti, ma ricorrendo alle parole dei collezionisti Sciarretta, possiamo concludere affermando che «Gli artisti africani contemporanei evocano quel senso radicale di appartenenza a un continente che è l’origine del cammino dell’uomo verso altri orizzonti, ma hanno anche in sé quel brusio interiore primitivo: una suggestione che ci ha sempre sedotto» e che motiva forse il comportamento di sempre più numerosi collezionisti.