Riccardo Schirinzi aka Charlie Davoli è un instagramer che crea paradossi visivi giocando con le leggi della fisica. Nell’intervista, oltre a raccontarci il suo progetto artistico, ci spiega come da semplice instagrammer sia riuscito a creare un vero e proprio mestiere in campo artistico.

Charlie Diavoli; Artuu
connoisseurs of empirical evidence | Charlie Davoli

Charlie Davoli e Riccardo Schirinzi: sono la stessa persona? Perché la scelta dello pseudonimo “Charlie Davoli”?
Sono in pratica la stessa persona, anche se, devo ammettere, non mi dispiacerebbe avere un mio doppio a disposizione, chissà quanto ci divertiremmo insieme. “Charlie” è stato il mio nick sin dai tempi del liceo, impropriamente sarebbe lo stesso nome in codice usato dai soldati americani per definire il nemico durante la guerra in Vietnam, ovviamente l’accezione di significato nei miei riguardi aveva solo carattere territoriale, nel senso che le mie origini sono (per metà) orientali, nato a Singapore e vissuto in Italia. Fatto sta che “Charlie” é stato adottato da tutti tanto che persino mia madre cominciò a usarlo. “Davoli” invece è subentrato dopo, per via dell’esperienza da musicista durante il periodo universitario: StudioDavoli era il nome della nostra band, e dunque la combinazione Charlie Davoli ha origine da quel periodo. A distanza di quasi un ventennio continuo a conservarne l’identità.

Charlie Davoli; Artuu
How to develop an invention | Charlie Davoli

Una breve descrizione della tua formazione e carriera
Il mio approccio alla fotografia è stato alquanto atipico, nel senso che le mie origini sono legate al mondo della grafica digitale, e solo successivamente l’approccio verso una macchina fotografica è divenuto necessario. Devo confessare che ho sempre provato un leggero timore nell’avvicinarmi ad una reflex: mi terrorizzava capire cosa significassero tutte quelle “cose” strane tipo ISO, diaframma, tempi di esposizione, otturatore eccetera eccetera, e dunque faticavo anche all’idea di avvicinarmi. Credo però che fosse solo pigrizia mentale la mia. Con il tempo e per questioni lavorative, mi son dovuto ricredere ritrovandomi una reflex tra le mani, superando con l’esperienza ogni pigra resistenza. Oggi non riesco ancora a definirmi un fotografo, tanto meno un grafico puro, mi sento a mio agio nel mezzo, una sorta di ibrido che si auto determina con sapiente ignoranza.

Charlie Davoli; Artuu
the noise made by meanings | Charlie Davoli

I tuoi lavori sono definiti “paradossi visivi”: cosa significa e come ti è venuta questa idea?
Il mio approccio alla fotografia “mobile” è avvenuto circa 6 anni fa, quando un mio amico mi parlò di Instagram. Ricordo la sensazione che provavo in quel periodo: l’entusiasmo di fotografare svaniva subito nonostante la novità del momento, era come se attraverso la foto in sé non riuscissi a percepire alcuno stimolo di espressione creativa. Dopo alcuni mesi di scatti “documentaristi” mi ritrovavo subito nella fase “verismo = noia”. Per questo ho iniziato a giocare con la realtà, unendovi piccoli elementi di disturbo, piccole anomalie che mi sembravano interessanti. Come avviene nella musica, la dissonanza interrompe la continuità melodica (tendente al prevedibile) producendo un effetto, apparentemente non gradevole, dato dal movimento e dalla instabilità, così é nella fotografia. L’elemento di disturbo genera quella piccola, ma interessante incongruenza ed interruzione del prevedibile. Trovo estremamente affascinante giocare con le leggi della fisica che regolano il mondo. La “fotografia” è il mezzo ludico con cui mi piace ironizzare sulla realtà che ci circonda, un gioco continuo. Mi diverte riprodurre, attraverso piccoli trucchi di illusione visiva, paradossi così verosimili da renderli possibili in natura. Mi piace stravolgere la natura, creare cieli d’acqua e pavimenti di nuvole, rendendoli quasi reali all’occhio dello spettatore. Ecco è questo che vorrei trasmettere: una divertita e spensierata rappresentazione del possibile che non conosciamo.

Charlie Davoli; Artuu
never cross fingers on saturdays when you can’t breathe no more | Charlie Davoli

Quali sono i tuoi strumenti di lavoro? Perché hai scelto l’i-phone invece di una macchina fotografica? Quali programmi di editing utilizzi per lavorare sulla post produzione?
L’era degli smartphone ha esponenzialmente permesso a chiunque di poter prendere parte a incredibili esperienze sociali, oltre a fornirci potenti strumenti per creare ed esprimere libera creatività attraverso le arti visive e la fotografia. In questo clima di immediatezza di intenti e velocità di esecuzione, il fattore critico di successo è stato per me un iPhone: attraverso questo mirabile congegno elettronico, il fattore tempo si è quasi azzerato, accelerando di conseguenza tutti i processi legati alla creatività. Tutto veniva potentemente gestito e controllato da un unico supporto: partendo dallo scatto, passando poi al processo di editing attraverso diverse app fantastiche (come PsTouch, iDesign, Superimpose…) sino a finire con la pubblicazione su Instagram. L’unico grosso limite insormontabile di questo idillio è la risoluzione del file, insufficiente per supporti diversi dallo schermo del telefono: da un paio d’anni circa il mio processo di pre e post-produzione è ritornato alla vecchia scuola, ovvero scatto in altissima risoluzione con reflex e post produzione con Photoshop. Purtroppo le esigenze son cambiate dal momento in cui sono subentrate le commissioni di lavoro, che mi hanno obbligato a lavorare con mezzi diversi dallo smartphone, necessari per immagini riproducibili anche su grande scala, il tutto a scapito della velocità di esecuzione.

Charlie Davoli; Artuu
The BAUHAUS conspiracy | Charlie Davoli

Cosa significa essere un “instagrammer”? Ritieni che si possa definire un vero e proprio lavoro?
Un “instagrammer” è un qualunque utente considerato tale, indistintamente dal numero dei proseliti al suo seguito, sia che sia un professionista sia che sia un amatore di qualsiasi età. A mio avviso quello che in questa sconfinata marea ci permette di esser notati, è la capacità di saper rappresentare al meglio una propria coerenza estetica/visiva, ovvero l’approccio attraverso cui si esprime il proprio percorso artistico/ professionistico e la propria coerenza filologica. Instagram in quanto piattaforma social permette di avere grandissima visibilità. È uno strumento sì molto efficace e potente, se ben gestito, ma non l’unico per chi desideri approcciarsi in maniera più “professionale”. Sul fatto che possa generare enormi profitti commerciali ce lo dimostrano le aziende multinazionali con la loro massiccia presenza e continuo interesse nell’acquistare sempre più spazio attraverso quei profili di utenti dal “forte appeal”.

Charlie Davoli; Artuu
Welcome to tomorrow | Charlie Davoli

Come si diventa una star di Instagram? Casualità o strategia?
Si tratta di un argomento alquanto controverso al giorno d’oggi: quello che un tempo permetteva alla “genuinità” e “bontà” del contenuto fotografico di essere apprezzato e condiviso, oggi è un sistema di freddi calcoli matematici governato dall’ordine e dagli interessi delle multinazionali, a scapito della qualità del contenuto editoriale. Ammetto di provare una sorta di rimpianto per l’ Instagram di una volta: tempi in cui bastava essere coerenti con sé stessi, cortesi e sempre disponibili nella continua interazione (engagement), aperti alle varie forme di aggregazione collaborativa, e non per ultimo tutti disincantatamente divertiti dalla comune esperienza ludica.

Charlie Davoli; Artuu
the quality of lacking transparency | Charlie Davoli

Come ti inserisci nel mercato artistico? Oltre a Instagram quali canali usi per promuoverti?Ad oggi ho avuto diverse committenze per le quali ho prodotto opere su misura ed in esclusiva a partire dalle stampe in grande formato (per una rinomata catena di hotel cinque stelle), campagne pubblicitarie e progetti di artwork musicali (vinili e cd). Nell’ultimo paio di anni ho organizzato alcune mostre personali, tra cui l’ultima nel Novembre scorso a Roma (@Spazio44). Per la vendita delle stampe fine Art mi sono avvalso sino ad oggi di portali specializzati, quali Saatchi, ma a breve pubblicherò online il mio sito personale attraverso cui gestirò tutto.

Che futuro si prospetta per la fotografia? Il digitale avrà sempre più un ruolo cruciale?
È inevitabile oramai. Il digitale ha soppiantato del tutto il mondo analogico. È inevitabile, perché il progresso tecnologico è inarrestabile: basti solo fare un po’ di passi indietro nella storia della fotografia e constatarne il continuo avanzare, dalla scoperta degli elementi fotosensibili, al dagherrotipo, la camera oscura e via discorrendo, sino ad oggi.

Charlie Davoli; Artuu
If the rain is coming down heavily at x angle? | Charlie Davoli

Quali sono i colleghi da tener d’occhio o da cui trarre ispirazione?
Seguo su instagram tre fotografi che adoro: Erik Johansson (@erik.joh) lui sì che ha la bacchetta magica tra le mani. Bill Durgin (@billdurgin) le sue ipnotiche composizioni umane mi lasciano con il fiato sospeso. Dimitri Daniloff (@dimitridaniloff) impazzisco per la sua visionaria mente capace di fondere l’irreale con il reale nella maniera più vera possibile.

C’è un lavoro a cui sei particolarmente legato?
Più che un lavoro sono particolarmente legato ad un periodo preciso dei miei lavori, orientativamente collocabile tra il 2014 e 2015, corrispondente ad un cambio epocale nella mia vita personale: i lavori del periodo in oggetto rispecchiano quell’urgenza emotiva di dare sfogo/voce a qualcosa che sino a quel momento fu tenuto represso e sopito. Una sorta di risveglio avvenuto attraverso un nuovo linguaggio, terapia necessaria per ritrovare piena consapevolezza della mia persona.

Charlie Davoli; Artuu
Exhibition ManifattureKnos(Lecce)2016 | Charlie Davoli

Cosa consigli ai giovani talenti che vogliono avere successo intraprendendo una strada analoga alla tua?
Consiglio loro di esser sempre curiosi del gioco ed ironici verso se stessi, senza mai prendersi troppo sul serio.

Svelaci qualche notizia riguardo ai tuoi progetti futuri…
Ci sono in cantiere un bel pò di cose, tra cui una nuova mostra personale a breve, un nuovo lavoro in corso per il progetto musicale di un artista di cui ho una stima infinita, il mio sito web personale in costruzione con annesso store online dove acquistare le stampe e (spero presto) anche un libro che stamperò in serie limitata, e per finire ci saranno un paio di committenze importanti che spero di definire quanto prima.

(www.instagram.com/charlie_davoli)