La mission della Brand New Gallery sta nel promuove il lavoro di artisti internazionali emergenti e affermati, mai esposti prima in Italia ma famosi a livello internazionale, come Rose Wylie (2017), Deborah Kass (2016), Angel Otero (2012), Ori Gersht (2012, 2017), Folkert de Jong (2011, 2016) e Amy Feldman (2015).

La varietà degli spazi della galleria ha offerto l’opportunità di diversificare la proposta culturale, attraverso mostre di pura ricerca riservate a giovani artisti, come Josh Reames (2016), e grandi mostre articolate nelle quattro sale della galleria, come la personale di Bosco Sodi (2017). Dal momento della sua fondazione nel 2010, la galleria ha collaborato attivamente con importanti gallerie d’arte contemporanee americane ed europee, diventando un punto di riferimento imprescindibile nel sistema dell’arte milanese.

Brand New Gallery; artuu
Amy Feldman, Moon Decorum, 2015 | Courtesty: The Artist and Brand New Gallery, Milano

1) GALLERY/ “Brand New”: da cosa deriva l’idea la scelta del nome e cosa vuole comunicare?
Il nome esemplifica l’intenzione di partecipare attivamente allo scenario artistico internazionale con progetti espositivi innovativi. La volontà è appunto quella di presentare artisti sconosciuti al panorama italiano ma molto spesso molto famosi a livello internazionale. Cerchiamo di coprire questo gap culturale con le nostre proposte.

2) GALLERY / Quanto è importante per una galleria costruire il proprio brand e in che modo lo state facendo?
Mantenere delle linee guida solide è sicuramente molto importante per una galleria, senza continui cambiamenti che assecondano le mode del momento ma che a lungo termine allontanano collezionisti e pubblico. Seguiamo assiduamente i nostri artisti promuovendo il loro lavoro, ma cerchiamo nello stesso tempo di dare spazio a nuove collaborazioni che ci aiutino ad allargare la nostra proposta.

3) MILANO/ Come si colloca Milano nella scena dell’arte contemporanea italiana e a livello internazionale?
Milano è sicuramente il punto di riferimento italiano per l’arte contemporanea; anche Roma e Torino lo sono state storicamente ma è qui che si concentrano i trend e le ultime novità, sia in ambito artistico che a livello architettonico e di design. A livello internazionale paghiamo lo scotto di non avere ancora un vero e proprio Museo di arte contemporanea; sopperiscono a questa mancanza le Fondazioni private che operano in città.

4) ARTISTI/  La maggior parte degli artisti con cui lavorate e che figurano sul vostro sito sono stranieri: è una casualità o una scelta ragionata?
E’ una pura coincidenza in quanto all’inizio avevamo più contatti all’estero che in Italia; è venuto quindi più naturale lavorare con loro. Dal 2018 inizieremo a rappresentare anche uno tra i più bravi e interessanti artisti italiani dell’attuale panorama artistico, Marco Palmieri.

5) ARTISTI / Quali caratteristiche deve avere oggi un artista per essere preso in considerazione e per avere delle possibilità di successo nel mercato dell’arte?
Sicuramente quello che conta è quello che un artista sa fare veramente, il suo stile, la sua ricerca personale e tanta gavetta, come per tutti i lavori.

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Ori Gersht, The floating world, 2017 | Courtesty: The Artist and Brand New Gallery, Milano

6) FIERE / La fiera è il vostro canale di vendita privilegiato o adottate altri mezzi, ad esempio le piattaforme online? Cosa ne pensate delle vendite online che oggi giorno stanno convincendo sempre di più gallerie e collezionisti?
Le fiere sono sicuramente un canale ancora importante ma non più esclusivo. Siamo infatti presenti da diverso tempo su Artsy e Artnet, due piattaforne on-line molto conosciute per la vendita di opere d’arte. Il Web è al centro della vita moderna e aiuta a globalizzare anche il mercato dell’arte.

7) MOSTRE / Quali criteri guidano la scelta dei progetti che decidete di intraprendere? Quale deve essere il primo obiettivo quando una galleria decide di realizzare una mostra? Vendere le opere? Farsi pubblicità? Promuovere l’artista e la sua arte?
Promuovere l’opera dell’artista, fare un buon lavoro dal punto di vista culturale e naturalmente, essendo un’attività commerciale, anche vendere le opere.

8) COLLEZIONISMO / Che cosa spinge un collezionista ad acquistare un’opera presso la vostra galleria? La qualità, la reputazione dell’artista, i prezzi, l’affidabilità della galleria?
Un po’ tutto quello che cita. Abbiamo collezionisti provenienti da diversi paesi del mondo che seguono differenti criteri per la scelta delle opere per le loro collezioni.

9) COMUNICAZIONE/ Utilizzate i social media come strumento di promozione? Quali social utilizzate e quali ritenete più validi?
Utilizziamo principalmente Instagram e Facebook, due piattaforme che ci permettono di tenerci in contatto con il nostro pubblico affezionato ma anche di ampliare notevolmente la nostra visibilità e quella dei nostri artisti. Siamo la seconda galleria italiana più seguita su Instagram con circa sessantamila followers.

Brand New Gallery; artuu
Josh Reames, Wet & Wild, 2016 | Courtesty: The Artist and Brand New Gallery, Milano

10) PROGETTI FUTURI / Quali mostre, collaborazioni o fiere avete in cantiere nel futuro prossimo?
Nel 2018 avremo la prima personale italiana del celebre pittore astratto californiano Tomory Dodge ed esporremo importanti artisti come Jeffrey Gibson e Ryan Mosley.
A maggio presenteremo inoltre con grande orgoglio la mostra personale del nostro primo artista italiano Marco Palmieri.

 

Header: Folkert de Jong, And Nothing but the truth, 2016 | Courtesty: The Artist and Brand New Gallery, Milano