Scopriamo qualcosa in più sulla ormai nota galleria berlinese di Isabella Bortolozzi e sul suo successo maturato in anni difficili.

Di Isabella Bortolozzi Galerie abbiamo quasi tutti sentito parlare. Sarà per la sua ormai assidua partecipazione alle più importanti fiere d’arte al mondo, da Frieze ad ArtBasel, e per il successo ogni volta conseguito. Due esempi: nel solo 2017 Artribune indica quello di Isabella Bortolozzi come uno dei 10 top stand sia per Art Basel che per Artissima (Torino). Sarà per i giovani artisti rappresentati dalla galleria che stanno letteralmente esplodendo sul mercato, vedi i vari Ed Atkins ed Oscar Murillo. Sarà per le grandi mostre di artisti consacrati sul mondo e sul mercato dell’arte. Basti pensare ai nostri connazionali Aldo Mondino e Carol Rama. Quella di Isabella Bortolozzi Galerie è una storia di successo. Da dove ha avuto inizio?

 

Isabella Bortolozzi via artnet.com

Cercando informazioni sul web abbiamo scovato una bellissima intervista del 2015 rilasciata dalla gallerista a FlashArt online (ecco il link). Qui abbiamo reperito qualche informazione in più su questo interessante personaggio dell’arte contemporanea, particolarmente rilevante soprattutto per la scena berlinese. Il primo incontro con l’arte avvenne al momento della morte del padre, quando la gallerista aveva appena vent’anni. Si ritrovò, racconta, a riordinare la collezione di quadri antichi ricevuta in eredità, di cui il padre era collezionista. Questo evento la segnò tanto profondamente da avvicinarla rapidamente al mondo dell’arte (mondo a cui era fino ad allora pressoché estranea) e dallo spingerla anni dopo, nel 2004, a lasciare la sua carriera di traduttrice per aprire la sua prima galleria a Berlino (oggi gli spazi sono due). Dal 2004 l’ex traduttrice di strada ne ha fatta molta, e ad oggi la sua galleria è una delle più interessanti realtà per giovani artisti emergenti (e non solo) della capitale tedesca. E tutto questo aprendo i battenti della galleria pochi anni prima dello scoppio della crisi del 2008. Se le attività (non solo quelle in campo artistico) avviate negli anni prossimi alla crisi hanno avuto sulla testa la costante spada di Damocle del fallimento, per le gallerie d’arte la situazione è stata se possibile ancora più complessa. Inutile dirlo, se una giovane galleria ha superato il decennio economicamente più instabile d’Europa degli ultimi cinquant’anni riuscendo ad affermarsi come una delle più significative realtà per artisti emergenti internazionali a Berlino, le aspettative per il futuro dell’attività non possono che essere molto elevate.  Il prossimo appuntamento in galleria? La mostra dell’artista americana Ellen Cantor (mancata nel 2013) a partire dal 06 di febbraio. Intanto godetevi una gallery su alcuni allestimenti passati alla Isabella Bortolozzi Galerie di Berlino.

 

Nora Shultz | amazonaws.com

Jay Chung | bortolozzi.com

Betty Woodman | amazonaws.com

Aldo Mondino | bortolozzi.com

Carol Rama | bortolozzi.com

Ed Atkins | bortolozzi.com

Oscar Murillo | amazonaws.com/span>

 

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