Ecco i nomi e le storie di 5 galleriste che hanno fatto recente entrata nella lista delle persone più influenti dell’arte.

La lista dei Power100 di ArtReview ogni anno stila una classifica delle 100 persone più influenti nel settore dell’arte. Non c’è bisogno di dirlo, nell’elenco ci sono numerosi nomi femminili tra curatrici, artiste e galleriste. Noi vogliamo segnalarvi 5 galleriste che hanno fatto recente entrata nel gotha dell’arte , ma che stanno sgomitando per raggiungere la vetta.

Vanessa Carlos – Carlos/Ishikawa Gallery London

Anno di entrata in Classifica : 2017

Posizione : #100

Vanessa Carlos | artnet

Vanessa Carlos è l’unica gallerista donna ad essere tra le new entry di quest’anno. Oltre ad essere la fondatrice della Carlos/Ishikawa Gallery a Londra, è l’ideatrice e organizzatrice del progetto Condo , di cui più volte vi abbiamo parlato. La gallerista è infatti famosa per sperimentare e proporre nuove forme di collaborazione tra gallerie emergenti e gallerie più strutturat. Nell’anno della prima edizione di Condo a Londra, 24 gallerie internazionali ( da New York a Shanghai ) si sono stanziate per un mese negli spazi di 8 giovani gallerie londinesi, avviando con loro progetti curatoriali.  Il tutto grazie all’idea di Vanessa che è già stata esportata a NewYork e presto sarà in America Latina e Asia. Ma non è solo questo che le ha valso il 100 posto in classifica tra le persone più influenti dell’arte. Quando non è in giro ad organizzare eventi, Vanessa si occupa (egregiamente) della carriera dei suoi artisti tra cui Korakrit Arunanondchai, Ed Fornieles e Pilvi Takala.

 

Almine Rech – Almine Rech Gallery Parigi, Londra, Bruxelles, New York

 

Anno di entrata in Classifica : 2016

Posizione : #88

Almine Rech | artnet

Almine Rech è senza dubbio uno dei nomi di cui sentiremo parlare ancora per molto. Recentissima la sua entrata nella 100 Most Powerful, in un solo anno Almine ha già scalato di due posizioni passando dal  #90 all’#88 posto. La gallerista è famosa per la sua vasta rete di sedi ( da Parigi a Bruxelles a Londra e recentemente New York) in giro per il mondo e che nel settore chiamano “mini-spazi” per via della piccola dimensione. Ma i mini – spazi di Almine Rech sono altrettanto famosi per i grandi-nomi che li frequentano. All’attivo ci sono infatti personali di Tom Wesselmann, Julian Schnabel e Anselm Reyle. La gallerie è nota inoltre per aver introdotto Ha Chong-hyun , l’artista del gruppo coreano Dansaekhwa , sul mercato. Infine, piccolo pettegolezzo, Almine è spostata con il nipote di Picasso.

 

Hyun-Sook Lee – Kukje Gallery , Seoul.

Anno di entrata in Classifica : 2015

Posizione : #79

Hyun Sook Lee | The Corea Herald

Hyun-Sook Lee e la sua Kukje Gallery si è fatta strada nel mondo (o meglio nel mercato) dell’arte perchè tra le prime promotrici del movimento coreano che abbiamo appena citato, Dansaekhwa . Il gruppo di artisti è attivo in Corea  dalla metà degli anni ’70, il segno stilistico è la manipolazione della materia e degli oggetti secondo metodi alternativi : rovesciare la pittura, immergere la tela, trascinare matite, strappare la carta. L’interesse verso questi artisti è iniziato nel 2013, quando venne pubblicato il primo approfondimento accademico sul movimento, il mercato seguì a ruota. Hyun-Sook Lee ci aveva già visto lungo.

 

Esther Schipper – Esther Schipper Gallery , Berlino.

Anno di entrata in Classifica : 2014

Posizione : #61

Esther Schipper | monocle

Esther Schipper è stata ed è tutt’ora una figura determinante nella figurazione della scena artistica berlinese. La sua galleria è nata nel 1989 a Colonia, ed ora è un ex deposito di  678mq a Postdamer Strasse, nel centro della capitale. Di strada ne ha fatta molta e il suo curriculum vanta collaborazioni con grandi nomi : Liam Gillick , Christoph Keller, Matti Braun,Angela Bulloch e Anri Sala. All’estero è stata molto attiva sui mercati sudamericani, collaborando all’allestimento di personali del  Museo Jumex e Museo Tamayo a Città del Messico, ma le sue vere incursioni sono state in Asia. La galleria è stata infatti coinvolta nell’ambiziosa mostra di Philippe Parreno al Rockbund Art Museum di Shanghai e nell’inclusione di Meppayil nella Triennale di Yokohama di quest’anno.

 

Luisa Strina – Galeria Luisa Strina, San Paolo

Anno di entrata in Classifica : 2012

Posizione : #49

Luisa Strina | glamourama

Nonostante il fatto che il Brasile si stia (lentamente) riprendendo dalla peggiore recessione economica che ha vissuto, Strina non è una che si arrende. Lo dimostra la sua storia: era infatti il 1974 quando decise di aprire la sua galleria, e in quel periodo il Brasile era sotto una dittatura militare. Mentre i colleghi brasiliani si focalizzavano sui collezionisti d’oltre oceano, aprendo avamposti a New York, Strina si dedicò a rafforzare il mercato nazionale co-fondando (insieme al gallerista Thiago Gomide) la Semana de Arte, la fiera d’arte a San Paolo, a cui hanno partecipato gallerie come Continua. Non a caso Strina fu la prima galleria latinoamericana ad essere accettata ad ArtBasel nel 1992.

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Immagine Facebook by  Jouk Oosterhof