Mentre gli artisti si scontrano con i residenti locali e le battaglie del mondo dell’arte si mischiano agli affari di stato, vediamo 5 opere della storia dell’ arte pubblica che più hanno suscitato discussioni.

L’Arte Pubblica è una branca dell’arte che spesso suscita dibattiti e controversie. Questo perché si tratta di opere tradizionalmente commissionate e sovvenzionate da sponsor che spesso non garantiscono agli artisti la ​​libertà creativa che desiderano. Ma soprattutto perché la sua caratteristica principale, l’essere pubblico e quindi fruibile da tutti, rende ogni passante un critico d’arte.  

Guerilla Girls, Do Women Have to be Naked to get into the Met. Museum? (1990), New York

Guerrila Girls Do Women Have to be Naked to get into the Met Museum | artnet.com

Guerrilla Girls è un collettivo anonimo di artiste fondato a New York nel 1985. L’opera in questione fa parte della loro prima performance che consisteva nell’affiggere nelle strade della città manifesti che denunciavano la mancanza di alcune minoranze nelle gallerie e nei musei. In questo caso la critica è diretta al Metropolitan Museum. Secondo una statistica del 1984 infatti solo 13 dei 169 artisti esposti al museo erano di sesso femminile, e al contrario l’83% di tutti i nudi presenti nella collezione erano di sesso femminile. La critica è chiara: Una donna deve essere nuda per entrare al Met? Il collettivo decise di candidare il lavoro al comitato del PublicArtFund, impegnato nello scouting delle opere da inserire nel loro annuale evento di arte pubblica a NewYork (di cui potete leggere qui). Inutile dire che il progetto venne respinto. Le Guerrilla Girls risposero tappezzando la città con il manifesto, destando tanta acclamazione quanto sdegno tra i cittadini.

 

David Hammons, How Ya Like Me Now? (1988), Washington DC

How You Like Me Now by David Hammons | flavorwire.com

I grandi occhi a palla, i baffi sottili e il completo in giacca e cravatta rendono il soggetto dell’istallazione di David Hammons in un certo modo familiare. Se si guarda attentamente dietro quei capelli biondissimi e gli occhi blu, si nasconde un ritratto di Jesse Jackson, politico, scrittore e attivista della scena black americana. Quando il Washington Project of the Arts chiese allartista di creare un’opera per una mostra sulla black culture, Hammons rispose raffigurando un’icona della cultura nera nelle vesti (e nei colori) di un uomo caucasico. L’artista decise di giustapporre alla “sbiancatura di un politico nero” (letteralmente) , tecniche e parole proprie della nuova cultura afroamericana, come il rap e la bomboletta spray.L’artista giustificò il suo operato alludendo all’omogenizzazione della cultura popolare negli Stati Uniti, ma nonostante ciò l’opera venne a lungo criticata.

 

John Ahearn, The South Bronx Bronzes(1988), New York

John Ahearn The South Bronx Bronzes | flavorwire.com

L’opera di John Ahearn South Bronx Bronzes diede vita nella NewYork degli anni ’80 ad un acceso dibattito sulle questioni razziali e socioculturali. Ahearn, artista americano di origine caucasica, ai tempi concentrava la sua attività artistica sulle zone più povere della città, in particolare il South Bronx. Quando il  New York City Department of Cultural Affairs gli commissionò una serie di sculture destinate alla stazione di polizia della zona, Ahearn decise di utilizzare come soggetti dell’opera proprio gli abitanti del quartiere. Il risultato fu il ritratto di un gruppo sociale e di una zona abbandonati a criminalità e povertà. I residenti non apprezzarono il gesto e interpretarono l’opera come al limite del razzismo. Accusarono l’artista di avere ritratto la cittadinanza “attraverso le lenti delluomo bianco”. Dopo pochissimi giorni dal sorgere delle proteste, le sculture vennero rimosse.

 

Richard Serra, Tilted Arc (1989), New York

Tilted Arc Richard Serra | publicdelivery.com

Tilted Arc è l’istallazione madrina di tutte le controversie. Nel 1989 l’ US General Services Administration commissionò allo scultore minimalista Richard Serra un’opera pubblica da installare nella Federal Plaza, luogo che ospita vari uffici federali a Manhattan. L’artista realizzò un pannello in acciaio nero lungo circa 37 metri e alto 3 e mezzo, e lo posizionò al centro della piazza. In questo modo le persone che dovevano attraversare (quotidianamente) la piazza si trovavano costretti a cambiare percorso o fare deviazioni. Oltre a recare questo tipo di disturbo l’opera venne accusata di non sposarsi bene con l’ambiente circostante. Richard Serra non disdegnò queste proteste, anzi affermò che la sua opera aveva colto nel segno.“Lo spettatore diventa cosciente di se stesso e del suo movimento all’interno della piazza. Passo dopo passo non cambia solo la percezione dell’istallazione, ma di tutto l’ambiente circostante”. L’opera fu tra le prime a scatenare il dibattito sull’arte come lavoro elitario, a soddisfazione dell’artista, o come bene per la comunità. Serra rispose commentando ” Non credo che l’arte debba essere piacevole. L’arte non è democratica. Non è per le persone”.

 

Seward Johnson, Forever Marilyn(2011), Chicago

Marilyn Monroe Seward Johnson | flavorwite.com

Cos’ha a che fare una scultura che ritrae Marilyn Monroe (in uno dei film che più celebra New York) con Chicago?   La scultura alta circa 8 metri raffigurante una Marilyn parzialmente scoperta in “Quando la moglie è in vacanza” è stata criticata dai cittadini per la sua irrilevanza nel contesto della città e per la sua connotazione anti-femminista. Nonostante ciò non sono mancate le foto di migliaia di turisti che guardano sotto la gonna o leccano le gambe della statua. Solo dopo numerosi atti di vandalismo a danno dell’istallazione, l’amministrazione decise di spostare la statua in California.