Chi sono i 5 curatori più influenti del pianeta? Li abbiamo estratti per voi dalla celebre lista Power 100 di Artreview. Tra di loro un grande vanto per l’arte contemporanea italiana. In che posizione si colloca il nostro concittadino?

 

5. Nato Thompson

nyt.com

Famoso per i suoi progetti “Pop-up” a Philadelphia (Pennsylvania), Nato Thompson, 45 anni, è secondo Artreview il quinto curatore più influente al mondo. Dopo dieci anni come direttore artistico di Creative Time, oggi Thompson ha assunto lo stesso ruolo nella innovativa istituzione d’arte Philadelphia Contemporary. Philadelphia Contemporary, nata da poco più di un anno, si sta già affermando come realtà particolarmente frizzante e visionaria in città. E la guida del giovane e stimatissimo curatore porterà certamente nella metropoli artisti internazionali di grande calibro, lasciando comunque molto spazio all’arte contemporanea locale ed al movimento Underground di Philadelphia, entrambi da sempre sostenuti da Thompson.

4. Sheikha Hoor Al-Qasimi

cloudfront.net

Sheikha Horr Al-Qasimi è figlia del Sultano Bin Al-Qasimi, attuale emiro di Sharja, uno dei 7 Emirati Arabi Uniti. Da sempre grande appassionata d’arte, attraverso la sua fondazione Sharjah Art Foundation, dal 2003 Sheikha Horr Al-Qasimi organizza e cura la Biennale di Sharja. Il festival si è affermato negli ultimi anni come uno dei più significativi eventi d’arte a livello mondiale, e questo per merito, in buona parte, dell’impegno e della dedizione mostrata dalla figlia dell’emiro. Da settembre Sheikha Horr Al-Qasimi è a capo della International Biennal Association.

3. Christine Macel

artnews.com

Capo Curatore del Centro Pompidout dal 2000 (quando aveva poco più di trent’anni) la curatrice francese è stata direttrice della Biennale di Venezia del 2017. Biennale accolta male dalla critica, ma dove i numeri parlano chiaro, e a favore della Macel. Sui 120 artisti partecipanti, 103 erano alla prima esperienza in Biennale. Dato incoraggiante e di forte apertura verso nuovi orizzonti per l’arte. Ed anche in termini di affluenza la gestione di Christine Macel vice: oltre il 20% in crescita (nelle prime 3 settimane) rispetto al 2015.

 

2. Massimiliano Gioni

vogue.it

Il nostro connazionale Massimiliano Gioni (Busto Arsizio, 1973), rimane uno dei grandi vanti della cultura e dell’arte italiana all’estero. Direttore della Fondazione Trussardi, direttore artistico del New Museum di New York, Gioni ha passato il 2017 in giro per il mondo, dagli States alla Cina, organizzando mostre ed eventi di primo piano nel panorama artistico internazionale, mettendo in contatto curatori e grandi musei ed istituzioni, generando sinergie internazionali. Nelle nuove gallerie del New Museum nella Grande Mela ha curato le mostre del regista di Los AngelesKahlil Joseph e e di Petrit Halilaj. A Shangai ha collaborato con K11 Foundation. E tanto altro. Insomma, Gioni grande orgoglio per chi lavora nell’arte contemporanea in Italia.

1. Adam Szymczyk

squarespace.com

Adam Szymczyk rimane il curatore più influente in circolazione ormai da un pezzo. Dopo la discussissima Documenta 14, si è parlato moltissimo di lui e spesso in toni poco amichevoli. Il buco da 7 milioni lasciato nelle casse dell’organizzazione per esportare in Grecia quella che ormai è considerata una delle più importanti manifestazioni d’arte contemporanea al mondo, a fatto discutere l’intero sistema artistico internazionale. Quel che è certo è che l’ambizione e la determinatezza del curatore polacco lo hanno portato ancora una volta ad alzare enormemente la posta in palio. Risultato: Documenta 14 è stata una manifestazione incredibile: in un contesto globale difficilissimo, di austerity, guerra, immigrazione, lo spettacolo di Szymczyk ha messo in crisi il turismo culturale, facendo confrontare il pubblico con le tante contraddizioni della globalizzazione. Artreview dice: “You don’t hire this curator for an easy ride”.

 

 

Scopri anche le 5 Personalità più influenti dell’Arte Contemporanea

header via artribune.com

Chi sono i 5 curatori più influenti del pianeta? Li abbiamo estratti per voi dalla celebre lista Power 100 di Artreview. Tra di loro un grande vanto per l’arte contemporanea italiana. In che posizione si colloca il nostro concittadino?

 

5. Nato Thompson

Famoso per i suoi progetti "Pop-up" a Philadelphia (Pennsylvania), Nato Thompson, 45 anni, è secondo Artreview il quinto curatore più influente al mondo. Dopo dieci anni come direttore artistico di Creative Time, oggi Thompson ha assunto lo stesso ruolo nella innovativa istituzione d'arte Philadelphia Contemporary. Philadelphia Contemporary, nata da poco più di un anno, si sta già affermando come realtà particolarmente frizzante e visionaria in città. E la guida del giovane e stimatissimo curatore porterà certamente nella metropoli artisti internazionali di grande calibro, lasciando comunque molto spazio all'arte contemporanea locale ed al movimento Underground di Philadelphia, entrambi da sempre sostenuti da Thompson.

nyt.com



4. Sheikha Hoor Al-Qasimi

Sheikha Horr Al-Qasimi è figlia del Sultano Bin Al-Qasimi, attuale emiro di Sharja, uno dei 7 Emirati Arabi Uniti. Da sempre grande appassionata d'arte, attraverso la sua fondazione Sharjah Art Foundation, dal 2003 Sheikha Horr Al-Qasimi organizza e cura la Biennale di Sharja. Il festival si è affermato negli ultimi anni come uno dei più significativi eventi d'arte a livello mondiale, e questo per merito, in buona parte, dell'impegno e della dedizione mostrata dalla figlia dell'emiro. Da settembre Sheikha Horr Al-Qasimi è a capo della International Biennal Association.

cloudfront.net


3. Christine Macel

Capo Curatore del Centro Pompidout dal 2000 (quando aveva poco più di trent'anni) la curatrice francese è stata direttrice della Biennale di Venezia del 2017. Biennale accolta male dalla critica, ma dove i numeri parlano chiaro, e a favore della Macel. Sui 120 artisti partecipanti, 103 erano alla prima esperienza in Biennale. Dato incoraggiante e di forte apertura verso nuovi orizzonti per l'arte. Ed anche in termini di affluenza la gestione di Christine Macel vice: oltre il 20% in crescita (nelle prime 3 settimane) rispetto al 2015.

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2. Massimiliano Gioni

Il nostro connazionale Massimiliano Gioni (Busto Arsizio, 1973), rimane uno dei grandi vanti della cultura e dell'arte italiana all'estero. Direttore della Fondazione Trussardi, direttore artistico del New Museum di New York, Gioni ha passato il 2017 in giro per il mondo, dagli States alla Cina, organizzando mostre ed eventi di primo piano nel panorama artistico internazionale, mettendo in contatto curatori e grandi musei ed istituzioni, generando sinergie internazionali. Nelle nuove gallerie del New Museum nella Grande Mela ha curato le mostre del regista di Los AngelesKahlil Joseph e e di Petrit Halilaj. A Shangai ha collaborato con K11 Foundation. E tanto altro. Insomma, Gioni grande orgoglio per chi lavora nell'arte contemporanea in Italia.

vogue.it


1. Adam Szymczyk

Adam Szymczyk rimane il curatore più influente in circolazione ormai da un pezzo. Dopo la discussissima Documenta 14, si è parlato moltissimo di lui e spesso in toni poco amichevoli. Il buco da 7 milioni lasciato nelle casse dell'organizzazione per esportare in Grecia quella che ormai è considerata una delle più importanti manifestazioni d'arte contemporanea al mondo, a fatto discutere l'intero sistema artistico internazionale. Quel che è certo è che l'ambizione e la determinatezza del curatore polacco lo hanno portato ancora una volta ad alzare enormemente la posta in palio. Risultato: Documenta 14 è stata una manifestazione incredibile: in un contesto globale difficilissimo, di austerity, guerra, immigrazione, lo spettacolo di Szymczyk ha messo in crisi il turismo culturale, facendo confrontare il pubblico con le tante contraddizioni della globalizzazione. Artreview dice: "You don’t hire this curator for an easy ride".

squarespace.com


 

 

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