Da Francis Bacon a Constantin Brancusi, oggi vi indichiamo 5 atelier aperti al pubblico, sparsi in giro per il mondo, di 5 grandi maestri dell’arte moderna.

Visitare lo studio di un grande artista è un’esperienza unica e toccante: Arsty ci ha segnalato alcuni dei più significativi atelier aperti al pubblico, che dovete assolutamente prendere in considerazione di visitare.

 

Joan Miró – Maiorca (Spagna)

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Atelier Mirò altrove.net

Se capitate a Maiorca, la più grande isola delle Baleari, non potete non visitare la casa studio di Mirò. La “Fundació Pilar i Joan Miró”, appena fuori Palma di Maiorca, include il suo studio, un museo ed una stamperia operativa.

 

Constantin Brancusi – Parigi (Francia)

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Atelier Brancusi squarespace.com

A Parigi, tra gli anni ’50 e ’60, la casa-studio di Brancusi fu punto d’incontro di grandissimi nomi dell’arte dell’epoca: Yves Klein, Jean Tinguely, Max Ernst, Niki de Saint Phalle e molti altri usavano trascorrerci del tempo, confrontarsi, condividere idee. Quando Brancusi morì, il suo atelier fu smantellato, ma ricostruito fedelmente in uno spazio nei pressi del Centre Pompidou.

 

Francis Bacon – Dublino (Irlanda)

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Atelier Bacon whitworthstudiothinking.com

Anche in questo caso, l’atelier è stato trasferito. Se lo studio di Bacon si trovava originariamente a Londra, dopo la morte dell’artista avvenuta nel 1993 la sua stanza di lavoro è stata riallestita in una galleria di Dublino, città natale del pittore.

 

Jackson Pollock – East Hampton (New York)

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Atelier Pollock / pinterest.com

Lo studio ha sede in un fienile ad East Hampton, che Pollock e la moglie Lee Krasner avevano riadibito ad atelier negli anni ’40. Monumento storico nazionale, il fienile-studio del più importante esponente dell’espressionismo astratto è aperto stagionalmente, da maggio ad ottobre.

 

René Magritte – Bruxelles (Belgio)

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Atelier Magritte culturetrip.com

L’appartamento di Rue Esseghem a Bruxelles è divenuto negli anni un luogo simbolo del surrealismo in Belgio. Qui Magritte e molti artisti belgi della sua generazione si confrontarono, trovarono ispirazione e dipinsero. Dopo la morte di Magritte la casa passò in mano a diversi inquilini, e solo negli anni ’90 lo stato se ne prese carico, riallestendo gli spazi, riportando in vita un luogo iconico dell’arte moderna internazionale.

 

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