Artnet, fondata da Hans Neuendorf e Pierre Sernet nell’ ’89, è oggi un colosso dell’arte. Il Team al vertice dell’azienda, composto da dirigenti con esperienze in Facebook, Ebay, Netflix, LVMH, fa invidia anche ai colossi della Silicon Valley. Tuttavia in pochi sanno che fu una delle prime azienda digitali del settore.

Sono gli albori degli anni ‘90, il 1989 precisamente. Il collezionista e artista francese Pierre Sernet perfeziona quotidianamente la sua ricerca, con una minuziosità e una dedizione da spavento. Sta raccogliendo, in un database, l’elenco dei prezzi raggiunti dalle opere d’arte nelle battute delle maggiori casa d’aste. Non solo, sta elaborando un software che sarà capace, in futuro, di “matchare” le immagini o i titoli delle suddette opere con i prezzi di riferimento.

Quando internet e la rete non erano ancora alla portata di tutti questa poteva sembrare un’impresa titanica e forse inutile, piuttosto che un servizio fondamentale o uno sforzo divulgativo.

Fortunatamente, e qui entra in gioco la seconda persona che dobbiamo ringraziare, Hans Neuendorf, gallerista tedesco di fama internazionale, non la vedeva così. I due si incontrarono a Parigi nell’89, e Hans Neuendorf propose a Pierre Sernet di andare con lui a New York negli US, dove si stava diffondendo l’uso di una nuova tecnologia, la rete, che applicata al suo database avrebbe potuto rivoluzionare il mercato dell’arte.

L’intuizione dei due fu quella di capire che l’asimmetria informativa tra buyer e seller era non solo il principale problema, ma anche la causa di un mercato distorto e manipolato dagli interessi dei venditori.

Prima di Artnet e della rete le uniche fonti a disposizione dei buyer per raccogliere dati sul mercato erano i cataloghi delle case d’asta o il sapere degli art dealers.

Nei cataloghi trovavi tecnica, dimensione, anno di realizzazione dell’opera, ma non esistevano informazioni rilevanti per effettuare una scelta d’investimento. Gli art dealers dal canto loro avevano una conoscenza molto più profonda del mercato e della domanda per un determinato artista. Sapevano quanti collezionisti volevano quell’opera e quanto erano disposti a spendere per averla. E di certo, volendo realizzare il massimo profitto, tendevano a non condividere queste informazioni con l’acquirente. I collezionisti si trovavano dunque stretti in una morsa tra gli interessi dei venditori, prezzi deliranti e l’indecisione sulle scelte da farsi.

Fortunatamente il caso ha voluto che Pierre Sernet accettasse la proposta di Hans Neuendorf e a partire dal 1995, anno in cui venne lanciato online sul sito artnet.com, l’Artnet PriceDatabase permetteva a chiunque avesse accesso alla rete, di visionare lo storico di un’opera d’arte, il prezzo, il luogo e le volte che era stata venduta in asta. Era possibile effettuare una ricerca mirata su un artista, per vedere quali case d’asta avevano in programma di mettere in vendita le sue opere in futuro.

Le informazioni inserite nel PriceDatabase concedevano ai buyer un potere di contrattazione infinitamente maggiore rispetto al passato.

Nel ‘95, insieme al servizio del PriceDatabase, vennero lanciati il servizio vetrina per le gallerie d’arte e le NewsOnline. Più tardi nel 2008 fu introdotta la funzonalità per le case d’asta. Poi la sezione AnalyticsReport e MarketAlerts, disponibile anche tramite app.

 

Photo Credits:
Hans Neuendorf  via observer.com
Pierre Sernet via frenchmorning.com